Autore: Orma
E' stato barbaramente sgozzato nel tardo pomeriggio di sabato scorso all'uscita del sotto- passo che dalla stazione ferroviaria porta in via Cernaia in piena città di Udine, un cittadino colombiano Walter Felipe Perez Novoa 32 anni residente nel capoluogo friulano con regolare permesso di soggiorno. L'assassino lo attendeva con un coltello chein un primo tempo non era stato ritrovato nonostante una battuta nella zona durata fino a tarda notte.
Il coltello, secondo la scientifica, doveva essere di grandi dimensioni, giudicando dalle ferite trovate sul cadavere. L'uomo che avrebbe opposto resistenza, è deceduto per dissanguamento a seguito di una delle ferite al collo che gli ha reciso trachea e carotide. Il corpo è stato rinvenuto in un lago di sangue da un passante poco dopo le 19.00, il fatto doveva essere appena accaduto. La vittima, che aveva piccoli precedenti per spaccio di stupefacenti abitava non lontano dal luogo dell'agguato. Gli inquirenti fin dai primi momenti delle indagini avevano battuto la pista del regolamento di conti nella malavita, ma non escludevano neppure la pista passionale.
La svolta alle indagini è giunta quando sui è saputo che un individuo dsi era rivolto al pronto soccorso del nosocomio udinese per farmi medicare contusioni e piccole ferite al volto e al torace. L'uomo, un algerino di 37 anni che è stato successivamente identificato in Abdelmalek Bayout, professione operaio, aveva racconato ai medici di essere stato aggredito nei pressi della stazione. Gli agenti della mobile, insospettiti dalla storia e dalla natura delle ferite, lo hanno tradotto in questura dove dopo un interrogatorio protrattaosi per ore, l'algerino, pare, avrebbe confessato l'omicidio, consentendo agli agenti il ristrovamento dell'arma. Secondo la ricostruzione, l'uomo sarebbe stato effettivamente aggredito eda iun gruppo di persone, fra le quali probailmente anche la vittima, poi per vendicarsi del torto sunbito avrebbe acquistato il coltello e aspettato il colombiano nel sottopasso della stazione. ancora da charire le dinamiche dell'aggrssione anche se apopare chiaro che le prove fin qui raccolte fanno pensare all'ipotesi di omicidio premeditato.
Come avevamo ipotizzato già ieri, di una certa utilità si sono rivelate le telecamere di sicurezza poste nel piazzale antistante la stazione, che avrebbero registrato il tafferuglio fra l'agerino ed il gruppo di colombiani. Nel quartiere dove è avvenuto l'omicidio e la precedente aggressione gli ultimi risvolti dell'indagine hanno fatto aumentare la paura fra i residenti che chiedono a gran voce ulteriori sforzi per la sicurezza, anche se va fdetto che in tute le città italiane l'area intorno alle stazioni ferroviarie diventano, per loro natura, zone a maggior rischio microcriminalità. In ogni caso, se effaettivamente le telecamere hanno consentito di avee conferme su quantio avvenuto appare inaccettabile, ci dicono gli abitanti della zona, che nessuno abbia predisposto la video-sorveglianza di quel lungo e lugubre (vedi filmato) sotto-passo che sembra fatto apposta per un agguato, unica scorciatoia per raggiungere la zona retrostante la stazione, senza dover compiere un ampio giro.