Il documentario della BBC sui crimini di pedofilia di cui si è macchiata la Chiesa e di cui tanto si sta parlando in questi giorni, è un documentario che grazie alla rete è venuto fuori, grazie ad un passaparola, grazie alla gente che ha voglia, per fortuna, di sapere, di vedere! Grazie alla rete è venuto fuori un pezzo di verità. Già, perché quello è solo un pezzo di verità. Ci sono tante verità insabbiate e tante uscite fuori solo a metà. Leggendo i vari blog, la gente ne ha parlato, ne ha discusso, ha passato il link del video.Il video messo in onda dalla Bbc che tutti noi dovremmo poter vedere nelle prossime puntate di Annozero sui preti pedofili è un documento importante. In modo semplice e documentato, esso dà conto delle dimensioni drammatiche di un problema che la Chiesa ha sin qui tentato di ignorare e di nascondere. Intanto parlare di pedofilia e di diritti dei bambini dovrebbe avere accesso anche alla televisione italiana. Per aiutare a capire. Per aprire una discussione seria sul modo in cui questo problema va affrontato. (da l'Unità del 23 maggio 2007)Cari saluti a tutti!Arcigay "Nuovi Passi" Comitato provinciale di Udine Arcilesbica Udine
Perché Cappon compra il Bbc trash
da: Il Foglio
25 maggio 2007
Il dg, che molti in Rai chiamano “ragioniere generale”, non ha la forza di dire no a Santoro (come di imporre le sue nomine). C’è chi pensa che se ne andrà prima di Petroni. Staderini scrive la mozione di sfiducia
Roma. Risollevare gli ascolti di Annovero e l’autostima del suo conduttore. Questo, secondo le malelingue di Saxa Rubra, sarebbe l’unico esito certo di un’eventuale messa in onda del discusso video sui preti pedofili durante la trasmissione di Michele Santoro. I fatti sono pochi: il direttore generale Claudio Cappon ha deciso di spendere, su richiesta di Michele Santoro, 25 mila euro per acquistare un video della Bbc del 2006 (quaranta minuti) dal titolo “Sex crimes and the Vatican”, già scaricato su Internet da più di 700 mila persone e criticato dalla Cei per le falsità contenute. Nel filmato si racconta di preti pedofili e di vittime costrette al silenzio, per una norma vaticana (oggi abolita) del 1962 che pretendeva, soprattutto, segretezza.
Il presidente della commissione di vigilanza Rai, Mario Landolfi (An), aveva sconsigliato l’acquisto e non sono mancate le critiche di esponenti di entrambi gli schieramenti. Alcuni consiglieri del cda arrivano persino a chiedere la sostituzione del direttore generale. “Non riesce a prendere in mano troppe, diverse situazioni”, ha dichiarato al Corriere della Sera, Mario Staderini (area Udc). Chiude Landolfi: “A viale Mazzini hanno più paura di Santoro che rispetto per il Papa”.
Sandro Curzi, consigliere del cda Rai, avanza l’ipotesi che il filmato sia soltanto un pretesto. “Sono quarant’anni che mi sento dire: fate come la Bbc, e ora che vogliamo mandare in onda un video prodotto da loro, per di più inserito in un bel dibattito, non va ancora bene”. E poi si sta parlando, in euro, di una fesseria: “Costa poco più di 20 mila euro, poteva comprarselo chiunque”. Infatti la questione è editoriale, più che finanziaria. “L’importante è capire come si tratterà il contenuto all’interno della trasmissione di Santoro – aggiunge l’ex direttore del Tg3 – E’ alla ricerca di personaggi interessanti, non certo tutti diavoli, anzi autorevolissimi santi”. La verità, secondo Curzi, è che in Rai, e tra i consiglieri di centrodestra, c’è nervosismo. Forse si vuole nascondere il fatto “di averci fatto perdere un anno e mezzo di tempo con la nomina di Meocci. Se vogliono attaccare il dg e hanno gli argomenti, lo facciano, ma non mettiamo di mezzo i pedofili né Cristo. Tocca a me difendere un dg che a suo tempo
non ho nemmeno appoggiato?”.
La nomina di Cappon era stata invece caldeggiata, tra gli altri, proprio dal consigliere Marco Staderini, area Udc, che adesso prepara un documento per valutare l’operato di Cappon ed eventualmente chiederne la sostituzione. Per ricapitolare: dopo il lenzuolo di nomine proposte da Cappon ma bocciate dal consiglio, dopo l’intervento del ministro del Tesoro Tommaso Padoa-Schioppa per sospendere il consigliere “non più di fiducia” Angelo Maria Petroni, dopo il di lui ricorso al Tar, mancava soltanto il caso Vaticano pedofili-Santoro.
Tra i dirigenti Rai, la catena dei fatti viene spiegata con una battutaccia: un uomo che nella sua azienda viene chiamato “il nostro ragioniere generale” è forse inadatto a rivestire il ruolo che copre. Dunque, Cappon è troppo debole. Anche per dire “no” a Santoro. Certo è che il futuro dell’azienda radiotelevisiva di stato, finora in stallo, non pare si sbloccherà a breve e i veri problemi rimangono sul tavolo. Ciò che manca in Rai, dice Curzi, non sono le nomine o gli screzi tra dg e cda, ma i palinsesti. “La gente paga il canone per vedere programmi”.
Per ridefinire le forze e i poteri tra dg e cda, invece, la strada è lunga. “Si dovrà attendere l’audizione di due costituzionalisti in commissione di vigilanza Rai martedì, per capire se è da considerare legittima la decisione del ministro di sospendere Petroni”, dice Landolfi. Solo dopo la pronuncia del Tar, poi, si capirà qualcosa. Se Petroni vincesse il primo round, il cda tornerebbe in stallo, allora il dg verrebbe invitato a fare le valigie. Se invece Petroni fosse sostituito, la Cdl insorgerebbe per una Rai interamente controllata dal centrosinistra. Posto che – dice un dirigente Rai – il governo Prodi non sia caduto per suo conto. E allora altro che Bbc.