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Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

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rom(a) 2

Autore: Orma


ferrero: «bloccare l'arrivo dei rom in italia». Amato: «per espellere non serve una condanna»
il messaggero, 25 settembre 2007

ROMA (25 settembre) - Bisogna fermare l'arrivo dei rom in Italia. L'appello questa volta non arriva da un esponente del centrodestra che protesta contro la politica sull'immigrazione del governo, ma dal ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero (Prc). Uno stop all'afflusso dei rom, secondo Ferrero, è necessario per consentire una corretta integrazione e per evitare episodi di "rigetto" da parte delle comunità italiane.

Con questo obiettivo, è stato attivato un tavolo di confronto tra le autorità del governo di Bucarest e il ministero della Solidarietà sociale. Lo rende noto un comunicato del dicastero guidato da Ferrero, che ha incontrato una delegazione rumena guidata dal segretario di Stato e presidente dell'Agenzia nazionale rumena per i rom, Gruia Bumbu. Dalla Romania, ha poi sottolineato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, intervenendo in commissione Affari costituzionali al Senato, «è in atto un vero e proprio esodo di rom», che si spostano «per le condizioni di vita. Il governo romeno è molto attento a collaborare, ma deve rendersi conto che ci sono interazioni tra i Paesi comunitari».

Ferrero invece «ha espresso grande preoccupazione, oltre che per le condizioni di vita delle popolazioni nomadi, per le conseguenze che l'accresciuto afflusso di rom in Italia sta provocando nel tessuto sociale delle nostre comunità locali». «Se l'obiettivo è la piena integrazione dei rom - ha affermato il ministro - è assolutamente indispensabile che il loro afflusso in Italia venga limitato e che si possa quindi intervenire in maniera efficace nei confronti dei 150.000 rom che già risiedono nel nostro Paese».

«Occorre quindi - ha sostenuto ancora il ministro della Solidarietà sociale - che il governo rumeno collabori strettamente con quello italiano per costruire un quadro realistico di interventi, a partire proprio da uno sforzo congiunto inteso a stabilizzare e regolare la presenza di queste comunità in Italia. Gli stessi interventi finanziari quest'anno il ministero della Solidarietà sociale ha stanziato 4 milioni di euro)potranno in futuro essere aumentati e accrescere la loro efficacia soltanto nel quadro di una situazione stabilizzata».

Amato: per espellere non serve una condanna. «Se una sentenza penale non è ragione di espulsione, ciò non significa che per espellere qualcuno ci voglia una sentenza di condanna - ha detto il ministro Amato - Quando si fermano personaggi come quelli presi nei giorni scorsi dalla mobile romana, responsabili di stupri a Tor Vergata, anche se non dovessero essere condannati io li espellerei».

«Per la sicurezza servono più risorse e forze fresche». Sulla sicurezza «le risorse contano più delle norme, e questo è un compito che spetta alla Finanziaria. Da parte nostra, noi cerchiamo di rendere disponibili il più possibile uomini attraverso una mobilità sia interna che esterna - sostiene Amato - Ad esempio, 2-3.000 unità si possono tirar fuori facendo fare al personale civile le pratiche che ora vengono svolte dai poliziotti. Ma si può anche ricorrere alla mobilità esterna, prendendo 700 persone tra civili della Difesa e alcuni marescialli (ce ne sono 25.0000 in esubero) in modo da riempire i vuoti dei ruoli tecnici». Ma, sottolinea il ministro, «serve gente nuova, perché l'età media delle forze dell'ordine continua a salire. La legge sull' esercito professionale rischia di perdere uno dei suoi capisaldi, e cioè che dopo la ferma i volontari si possano ricollocare nei ruoli di polizia, carabinieri e finanzieri. Almeno 4.000-4.500 unità possono entrare così, per dare a noi sangue fresco».

«No all'indiscriminato accesso di tutti i vigili urbani alle banche dati del Viminale» sostiene Amato, che si è soffermato sulle richieste dei sindaci per avere più poteri in materia si sicurezza. Si può pensare, ha spiegato Amato, «ad un migliore coordinamento con il prefetto. Ad esempio, si può prevedereche il sindaco, quando adotta ordinanze che hanno effetti restrittivi su alcune attività, ne informi il prefetto, che valuta le forze necessarie per applicare le misure; e il prefetto poi convoca i sindaci dei paesi limitrofi per vedere come affrontare il problema».



sicurezza, amato sollecita espulsioni più facili
reuters, 25 settembre 2007

ROMA (Reuters) - Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha detto oggi che per fronteggiare la criminalità, soprattutto quella proveniente da rom e nomadi, si devono introdurre nell'ordinamento disposizioni che rendano le espulsioni più semplici. "E' in atto un vero e proprio esodo di rom dalla Romania per condizioni di non-vita nelle quali hanno finito per ritrovarsi" , ha detto Amato in un'audizione al Senato sulla pubblica sicurezza, introducendo il tema delle espulsioni.

"Sono convinto che il decreto legislativo del febbraio scorso, che attua la direttiva sullo stabilimento dei cittadini comunitari contenga un errore tecnico che ha ridotto la possibilità delle espulsioni", ha detto il ministro. "La direttiva prevede le espulsioni per gravi motivi di ordine pubblico e di sicurezza pubblica e dice che la condanna penale non comporta di per sé l'espulsione".

Il titolare del Viminale sollecita dei chiarimenti rispetto all'attuazione di tale direttiva in Italia. "Se la condanna penale non comporta di per sé l'espulsione, bisogna altresì precisare che per espellere non è necessaria una condanna penale", ha argomentato Amato. Il secondo punto del decreto attuativo della direttiva, ha spiegato il titolare del Viminale, attribuisce al ministro dell'Interno il potere di espellere uno straniero per motivi di ordine e sicurezza pubblica. "Ritengo che sia il caso di attribuire questo potere al prefetto per i casi di sicurezza pubblica, lasciando al solo ministro la decisione sull'espulsione per i casi in cui la sicurezza pubblica incida sulla sicurezza dello stato, come è altresì previsto dalla legge Bossi Fini", ha aggiunto Amato. Questo in modo da rendere più snelli i procedimenti.

Il ministro è impegnato nella stesura di un pacchetto di norme anti-criminalità più volte annunciato nelle scorse settimane. Amato ha avvertito che sta valutando alcuni cambiamenti di normativa sulla pubblica sicurezza, ma che il tema centrale nel fronteggiare la criminalità rimane quello della certezza della pena, che ricade nella responsabilità del ministero della Giustizia.


"sinistra in ritardo. Un allarme di 9 mesi fa".
il giornale, 26 settembre 2007

da Milano

Onorevole Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano, i ministri Giuliano Amato e Paolo Ferrero scoprono che dalla Romania è in corso un vero e proprio esodo di nomadi. Scusi, ma perché ride?
«Non si può che sghignazzare di questa sinistra che ci governa. Il duo Amato-Ferrero impiega nove mesi per scoprire l’invasione di rom. Ue’, duecentosettanta giorni per lanciare l’allarme di un esodo dalla Romania che prefetti e questori hanno sempre messo nero su bianco nelle loro relazioni. Come dire: il duo ministeriale alza la voce dopo che i buoi sono scappati dalle stalle».
Ma oggi, Amato e Ferrero, reclamano che «l’afflusso dei rom dalla Romania venga limitato».
«Giusto ma, ripeto, lo fanno con nove mesi di ritardo. Dimostrano che ci governa non conosce le periferie delle città. Li invito a farsi un giro nelle favelas spalmate su Milano: scopriranno un esercito di diecimila nomadi che, giorno dopo giorno, continua a crescere. E, attenzione, lo sapevano in anticipo: lo scorso settembre per due ore, in prefettura a Milano, spiegammo al ministro dell’Interno la situazione. Che, tra l’altro, vive anche Roma dove il sindaco Walter Veltroni parla di “pericolosità dei rom“».
Risultato di quel vertice ambrosiano?
«Ci siamo ritrovati qualche mese dopo, a gennaio, la firma del governo Prodi che avallava l’ingresso della Romania nella Ue. Ingresso che Zapatero e Blair hanno posticipato al 2009. Che aggiungere? Le conseguenze disastrose di una scelta sciagurata sono sotto gli occhi di tutti».
Ferrero però stanzia 4 milioni di euro per far fronte all’emergenza...
«...quattro milioni per fare la birra».
Scusi?
«È uno stanziamento ridicolo. A Milano con quattro milioni abbiamo sistemato due campi, quello di via Triboniano e di via Chiesa Rossa. Per affrontare seriamente la questione bisogna aggiungere uno zero: quaranta milioni e, forse, si comincia a ragionare senza più pesare sulle spalle dei Comuni».


In 24 ore arrestate 60 persone, tutte straniere
il messaggero, 26 settembre 2007

ROMA (26 settembre) - Sessanta persone arrestte e 32 denunciate, quasi tutte straniere, in sole 24 ore. E' il bilancio di una operazione dei Carabinieri del comando di Roma, che hanno intensificato, in tutto il territorio della provincia, i controlli finalizzati alla prevenzione delle attività illecite in generale. I militari hanno compiuto una serie di azioni finalizzate alla prevenzione e alla repressione dei crimini «di strada»: furti, rapine e spaccio di stupefacenti. Particolare attenzione è stata rivolta dai Carabinieri al flusso di nomadi provenienti dai vari campi che si riversano lungo le strade, a bordo delle metropolitane e degli autobus, ai semafori, davanti ai luoghi di culto, nelle aree di parcheggio, davanti ai supermercati.

L'attività dei Carabinieri è stata sostenuta anche dalla collaborazione della cittadinanza, manifestata attraverso numerose segnalazioni al «112» che hanno consentito l'arresto in flagranza di numerosi malviventi. Tra gli obiettivi a maggior rischio figurano i turisti e i pendolari, fortemente esposti all'azione dei borseggiatori sui mezzi di trasporto pubblico nelle zone centrali e nelle principali stazioni bus, tram e treni. Nella periferia di Roma, invece, i reati più diffusi continuano a essere i furti di autoveicoli che rappresentano una delle principali fonti di preoccupazione per i residenti. La mirata attività repressiva ha portato all'arresto di numerosi borseggiatori e ladri d'auto.

Recuperata inoltre refurtiva per svariate centinaia di migliaia di euro, e diversi e motorini e auto restituiti ai legittimi proprietari. All'operazione hanno partecipato circa 450 uomini e 90 mezzi dei Carabinieri del Comando Provinciale.




contrordine compagni, i rom “rompono”
romano bracalini, l'opinione, 27 settembre 2007

“Liberazione”, l’ineffabile foglio comnista (che non teme l’ossimoro della libertà coniugata col comunismo), aveva impetrato una sorta di riparazione-premio per il popolo rom giungendo (il senso comico non fa parte del bagaglio leggero di Sansonetti) a chiedere il premio Nobel della pace per il popolo zingaresco, così duramente afflitto nelle periferie acquitrinose in cui le antenne paraboliche competono con le cataste di refurtiva. In fondo la proposta fatta in prima istanza dall’attore d’origine bulgara Moni Ovadia, il quale aveva denunciato il ritorno del “nazifascismo”, non meraviglia affatto dopo l’assegnazione del medesimo riconoscimento ad Arafat e alla guatemalteca Rigoberta Menchù. Ma la questione non si risolve con una “provocazione” bulgara che lascia il tempo che trova. Se il Moni Ovadia vuol fare una buona azione vada a parlarne con i cittadini che confinano con i campi rom e veda se ha un piccolo premio anche per loro che da anni non fanno più vita tra mondezza, scippi, rapine e furto continuato d’acqua, gas, luce e senza abbonamento televisivo e senza un sopralluogo della finanza.

Ma qualcosa dev’essere cambiato se perfino la premiata ditta Amato-Ferrero sembra essersi ricreduta e comincia a pensare che forse sì, sono troppi, e forse sì, vanno controllati gli ingressi, e forse nel caso rispediti al mittente. Il ministro Amato, come si è già avuto modo di dire, a giorni alterni, come le targhe, dice una cosa e l’indomani l’esatto contrario: che ci vuole fermezza, però salvaguardando il principio della tolleranza e dell’accoglienza e che l’integrazione deve avvenire nella legaltà e altre amenità e banalità però dette col cipiglio di un Fouchet in sedicesimo. Amato è uomo di carattere e quando dice forse è forse. Però, c’è un però, e cioè che i rom sfuggono ad ogni classificazione normale, non rientrano, a rigore, nel calcolo e nelle caratteristiche del fenomeno immigratorio. I rom non cercano lavoro. Solo piazze più accoglienti. Essi sono un popolo nomade per eccellenza, con loro riti e abitudini che meritano rispetto ma nel complesso delle loro regole di vita tribali. Essi vengono in massima parte dalla penisola balcanica, soprattutto dalla Romania, dove non hanno avuto vita facile sotto Ceaucescu, come non l’hanno mai avuta sotto qualsiasi governo, proprio perché come nazione nomade non soggetta ai doveri imposti agli altri cittadini, sfuggono ad ogni classificazione e censimento e vivono di espedienti, se non peggio, che poco si combinano con i criteri di una società moderna civilizzata.

In Romania erano tenuti ai margini delle città e nessun samaritano della sinistra, nemmeno Sansonetti che forse studiava ancora il latino dai gesuiti, nemmeno Moni Ovadia che viveva a due passi, in Bulgaria, sull’altra sponda del Danubio, nessuno di loro aveva denunciato l’abbandono e il disprezzo in cui vivevano i rom, a fronte dei privilegi di libertà e benessere concessi ai cittadini del piccolo paradiso balcanico. Caduto Ceaucescu per gli zingari romeni, rivestiti col termine “politicamente corretto”, più dignitoso e gradevole di rom, non cambiò nulla.Durante un reportage in Romania,subito dopo la caduta del comunismo,vedemmo un immenso campo rom verso la frontiera bulgara,isolato,lontano da ogni forma di vita. Ci avvicinammo. Notammo sguardi di timore e di paura.Qui se riavvicini ti prendono a ciabattate.Il regime non doveva esserci andato piano.La “securitate” doveva avergli lisciato il pelo parecchie volte.Erano abituati al “terrore”,e senza protettori proletari in Occidente e nemmeno un don Colmegna che oggi vuole ospitare gli sfollati dai campi nelle parrocchie ma ancora non l’ha fatto.Le cataratte si sono rotte quando la Romania è entrata in Europa e le carovane si sono messe in marcia; così è cominciata l’invasione che può essere fermata e va fermata con un semplice ragionamento di buon senso. D’accordo, possono entrare liberamente.

Ma non basta per acquisire il diritto di soggiorno. In tutti i paesi civili il principio dell’accoglienza è legato a una richiesta compatibile e al lavoro. Naturalmente l’Italia fa eccezione. Un cittadino comunitario può circolare liberamente ma ciò non significa che non debba sottostare alle medesime regole che vincolano l’intera comunità. Quanti sono i rom in Italia? Boh. Alcune fonti parlano di 150.000. Ma come fai a contarli? A Milano il comune ha annunciato che i rom senza lavoro verranno rimandati a casa. Ma i rom lavorano? Il quesito è meno ozioso di quel che si pensi, né vuole essere titolo malevolo di pregiudizio. Le popolazioni nomadi sono nomadi proprio perche non sono stanziali e non essendo stanziali è difficile che osservino l’orario di fabbrica con una certa costanza. E i piccoli rom vanno a scuola? Da quel che si vede per le strade non si direbbe. E allora che si fa? Si accetta una società che applica regole e morali diverse per gruppi etnici e linguistici? Quando Roma antica aprì le porte ai sudditi dei territori conquistati impose la medesima legge anche a loro ed essi l’accettarono come un privilegio e un onore. Imperatori, senatori e condottieri non furono solo romani. Oggi, semmai, si pone il quesito contrario. Ce la faremo a restare italiani? Che non sarà un granchè, ma insomma ci siamo abituati. Delle due l’una ,o i rom smettono di essere rom, o tornano in Romania. Altre strade non se ne vedono. Se l’hanno capito anche Amato-Ferrero forse i rom eccedenti sono già sulla strada del ritorno.



roma è satura
il tempo, 29 settembre 2007

Non ce la fa più a contenerli tutti. La Capitale rischia di scoppiare. I nomadi presenti in città sono oramai vicini alla stratosferica cifra di 25 mila unità. Troppi a