Non abbiamo motti fissi, alla casbah. Li scegliamo di volta in volta. L'ultima volta, comunque, la scelta è stata facile: "We do not want to publish the address of the Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society" (siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)
finalmente una lieta novella: il prof. Elio Cabib sta per sbarcare nella nuova casbah di Udine. L'aveva promesso, ricorderete. Nel video che riproponiamo qui, e molto volentieri, il prof. Cabib annunciava l'idea: esplorare con noi lo spinoso tema dell'antisemitismo. Terminati alcuni impegni, Elio ora attende solo un nostro cenno. La telecamera è pronta, Elio. Devi solo venire qui.
In attesa della registrazione, proponiamo a Elio un piccolo spunto di riflessione. Trattandosi di un articolo uscito su un noto ed apprezzato periodico locale, glielo offriamo con un pizzico di malizia in più. Tanto sappiamo che le provocazioni, a Elio, non fanno male. Anzi.
Noi speriamo che ne nasca una riflessione seria, feconda, soprattutto allargata. Abbiamo già proposto all'autore dell'articolo segnalato di unirsi a noi. Un pensiero che si propone come "una cura" ci interessa moltissimo, tanto più quando non condividiamo affatto nè l'uno né l'altra. Poiché il direttore della testata ha già dato il suo avallo, possiamo davvero attenderci qualcosa di buono.
Quando parliamo di riflessione allargata pensiamo comunque soprattutto a voi, frequentatori di questo luogo ameno. Arricchiteci, come sempre, coi vostri commenti e suggerimenti.
Da: "Israele infermo, serve una cura"
di A.d.A., 22.6.2007
(...) Data la situazione esplosiva in Palestina, Gerusalemme deve finirla con la politica intermittente del bastone e della carota. Facendo autocritica, deve investire a lungo nel tempo sulle forze autenticamente democratiche del popolo vicino. Senza guardarlo attraverso il mirino di un fucile o di una garritta a un posto di blocco. Non dimentichi chi è occupato, oppresso, senza speranza.
(...) Se Gerusalemme non vuole trasformare il confronto in una nuova Guerra dei Cent 'anni, deve finirla con la brutalità dei suoi metodi, non soltanto verso i vicini, ma anche verso i propri deboli, poveri e malati, nonché verso i lavoratori stranieri. Questo è razzismo istituzionalizzato e, a lungo andare, minerà il 'miracolo' economico, politico, nazionale e umano d'Israele. La sua anima.
Video by casbah con Elio Cabib
1: Elio alla casbah di Udine (aprile 2007) - 2: Elio non ci sta più con la testa (maggio 2007)
Commenti all'articolo
Sarebbe interessante sapere dall'autore:
1) Su cosa dovrebbe fare autocritica Israele (che non sia stata già fatta però!)
2) quali sono le "forze autenticamente democratiche del popolo vicino" e su cosa si baserebbe questo suo aggettivo
3)Potrebbe fare qualche esempio, possibilmente di episodi reiterati (e rimasti impuniti o addirittura elogiati) di "brutalità dei suoi metodi, non soltanto verso i vicini, ma anche verso i propri deboli, poveri e malati, nonché verso i lavoratori stranieri". Se non è in grado di portare fatti concreti, allora questa è pura propaganda diffamatoria.
1) Su cosa dovrebbe fare autocritica Israele (che non sia stata già fatta però!)
2) quali sono le "forze autenticamente democratiche del popolo vicino" e su cosa si baserebbe questo suo aggettivo
3)Potrebbe fare qualche esempio, possibilmente di episodi reiterati (e rimasti impuniti o addirittura elogiati) di "brutalità dei suoi metodi, non soltanto verso i vicini, ma anche verso i propri deboli, poveri e malati, nonché verso i lavoratori stranieri". Se non è in grado di portare fatti concreti, allora questa è pura propaganda diffamatoria.