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Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

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ramadan

Autore: Orma



Inizia oggi il Ramadan, mese sacro per i musulmani
Adnkronos, 13 settembre 2007

Roma, 13 set. (Adnkronos) - Il mese di sacro digiuno del Ramadan, nono mese lunare dell'anno islamico, comincia oggi per la maggior parte dei musulmani del mondo. Uno dei cinque pilastri dell'islam, con la professione di fede, la preghiera, l'elemosina e il pellegrinaggio alla Mecca, il Ramadan è considerato un mese di digiuno e di carità che commemora la rivelazione del corano al profeta Maometto.

Durante questo mese i fedeli si astengono dal mangiare, bere e avere rapporti sessuali dal sorgere del sole fino al suo tramonto. Il musulmano deve, inoltre, durante il mese sacro, purificarsi, contenere le sue passioni ed evitare tutto ciò che può ferire il prossimo. Quest'anno, i musulmani iniziano il Ramadan mentre due dei principali focolai di crisi del medio oriente non cessano di provocare vittime e violenze: l'Iraq e la striscia di Gaza sono infatti anche in queste ore al centro della crisi internazionale.

In molti paesi musulmani i dispositivi di sicurezza sono stati rafforzati, poiché durante gli anni '90 gli attentati terroristici e i massacri di civili più sanguinosi sono stati perpetrati proprio in questo periodo e recentemente gruppi islamici armati come i talebani in Afganistan e Al Qaeda in Maghreb hanno minacciato di intensificare le loro attività. Contrariamente alle prescrizioni dell'islam, infine, si assiste anche durante il mese del Ramadan all'aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità e ogni paese ha adottato disposizioni necessarie per contenere i prezzi.




islam/ramadan: maometto istituì pratica digiuno emulando ebrei
apcom, 12 settembre 2007

Roma, 12 set. (Apcom) - La pratica del digiuno imposta a ogni musulmano, che comincia domani con l'inizio del mese di Ramadan, venne istituita dal profeta Mohammed a imitazione del digiuno ebraico di Yom Kippur. E' quanto emerge dal libro 'al Sahih' (il corretto), una sorta di enciclopedia dell'islam scritta da al Bukhari, apostolo del Profeta Mohammed e uno dei principali punti di riferimento degli Ulema islamici in tutto il mondo.

Al Bukahri riferisce che due anni dopo l'Egira, (anno corrispondente al 622 del calendario cristiano in cui il profeta fuggì dalla Mecca a Medina) "il profeta si accorse che gli ebrei di Medina dedicavano un giorno al mese per digiunare". Dal calendario lunare, risultava il decimo giorno del mese di Muharram. "Il Profeta poi - prosegue il racconto - chiese agli ebrei il significato di quel giorno (lo Yom Kippur ndr). "Gli fu detto che era il giorno in cui Allah diede aiuto a Musa (Mosè) che è profeta di Dio, per umiliare, sconfiggere e far annegare il tiranno, il faraone".

Per ribadire la propria missione di profeta al pari di quelli biblici, Maometto avrebbe affermato di avere ancor più diritto lui di digiunare in questo giorno. Istituì quindi l'Ashura, che consisteva in un periodo di digiuno di 2 giorni, il 9 e il 10 di Muharram. Quest'ultimo giorno avrebbe poi dato il nome alla festività. Quando, successivamente, venne istituito l'obbligo religioso del digiuno di Ramadan, il digiuno di Ashura divenne facoltativo ancorché raccomandato.

Ma ecco quali sono i principlai dettami della shariya che regolano la pratica di As-Saum (il digiuno), riportate dai vari siti islamici in rete che si preparano a festeggiare questa tradizionale ricorrenza:

In che osa consiste il digiuno? Per la durata di un mese, dall'alba fino il tramonto di ogni giorno, il fedele è tenuto a non assumere né cibo né bevande. E' proibito fumare, ed è considerato Haram (peccato) anche avere "rapporti coniugali oppure ogni tipo di rapporto che dia soddisfazione sessuale". Anche l'assunzione di medicinali, per via orale oppure per iniezioni, invalida il digiuno.

Digiunare sarebbe imposto anche ai non musulmani. Il digiuno è uno dei cinque principali comandamenti dell'Islam, secondo quanto recità la Surà al Baqarah (la vacca) del Corano. Anche i cristiani e gli ebrei sarebbero tenuti a digiunare durante il mese di ramadan. Il verso (nr.2 paragrafo 183) recita: "Oh, voi che credete, vi è prescritto il digiuno, come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto".

Come si determina il mese di Ramadan? Il mese di Ramadan è il nono mese dell'anno lunare islamico, composto di 12 mesi lunari (29 o 30 giorni ciascuno) per un totale di 354 o 355 giorni. La correlazione fra anno lunare e anno solare (che conta 365 giorni) fa sì che l'inizio del mese di Ramadhan, come d'altronde ogni mese lunare, sia sfasato di una decina di giorni: il Ramadan non cade mai nello stesso periodo solare "stagionale". Determinare l'esatto giorno di inizio è stato da sempre oggetto di forti polemiche tra le varie confessioni islamiche e a causa del fuso orario anche tra gli appartenenti alla stessa confessione. Il metodo tradizionale, esposto nel dal Corano e seguito dal Profeta Muhammad, è quello visivo: guardare al cielo e avvistare il segno della mezzaluna (hilal) e sancire, così, l'inizio del mese. A coloro che suggeriscono il ricorso ai più moderni mezzi che studiano gli astri e possono garantire una data certa, i tradizionalisti oppongono il seguente editto attribuito allo stesso Profeta: "Siamo una nazione che non scrive e non calcola il mese tale e il mese talaltro".

Chi deve digiunare e chi no? Sono tenuti a osservare il digiuno le persone di fede musulmana "maschi e femmine sani di mente da quando raggiungono l'età puberale, ovvero, quando l'uomo ha la prima eiaculazione e la donna ha il primo flusso mestruale".

"Le donne incinte, in periodo mestruale oppure durante il post-partum", sono esentate dall'obbligo del digiuno. "Ai viaggiatori che compiono una distanza di due giorni circa di cammino (80 miglia) è permesso non digiunare", recita un manuale islamico, che spiega che "a questo viaggiatore è permesso rompere il digiuno anche se non incontra fatica nel suo viaggio, attraversando rapidamente questa distanza, in aereo o in auto o in treno. La facoltà non è basata sulla fatica del viaggio, ma piuttosto sulla distanza percorsa". Durante il digiuno è lecito truccarsi "come faceva il Profeta", nuotare e "portare addosso profumi". E' tollerato anche "baciare, abbracciare la propria moglie, ma solo se si è sicuri di controllarsi sessualmente", recitano le istruzioni.

Per rimediare a una trasgressione che annulli il digiuno, c'è sempre la possibilità di ricorrere ad al Qada (ripetizione dei giorni persi di digiuno). E per espiare le colpe si consiglia di intraprendere la Kaffarah che consiste nel "liberare uno schiavo oppure digiunare per 2 mesi lunari consecutivi senza saltare mai un giorno, o anche dar da mangiare a 60 poveri".





Ramadan per 12 mila musulmani
Irene Giurovich, il gazzettino, 13 settembre 2007

Mese sacro. Mese di preghiera, raccolta di carità, riflessioni e tentativi di dialogo. Ecco come si annuncia il Ramadan 2007 a Udine, dichiarato 'aperto' oggi fino al 13 ottobre. La geografia islamica a Udine (oltre 2mila presenti in città, 10 mila nell'intero Friuli) sta mutando volto: in vista grandi cambiamenti, anche per adeguare le esigenze a nuovi spazi e venire incontro alle differenze d'opinione che si registrano pure dentro i musulmani. «Anche fra noi non la pensiamo allo stesso modo, come la gran parte del genere umano», afferma il nuovo portavoce della comunità, l'udinese Sante Ciccarello, che fu tra i primi portavoce dei gruppi islamici nella nostra città.

Anni di attiva presenza sul campo, fino a quando decise di andare in Inghilterra per lavorare con le organizzazioni islamiche. Da qualche giorno Sante è rientrato nella sua città d'origine dove gli è stato conferito il titolo di un tempo. Un ritorno al passato? «Diciamo che non ho molto da dichiarare su questa nomina che ho accettato per dovere e spirito di collaborazione, del resto si tratta di una nomina temporanea, fino a quando la comunità si sarà assestata nella nuova sede di via San Rocco». Ciccarello dà per scontata, a inizio 2008, l'inaugurazione del secondo centro islamico che si affiancherà a quello già esistente in via del Vascello. Il Ramadan, festeggiato da circa 5 mila musulmani in città e da altri sette mila in provincia, avrà come leitmotiv proprio la raccolta degli ultimi fondi necessari all'acquisto dell'immobile di via San Rocco. Sono gli ultimi mesi questi di unione logistica della comunità: «Con il 2008 avverrà lo sdoppiamento: una parte dei fratelli prenderà a riferimento l'attuale centro, un'altra si trasferirà in quello nuovo; naturalmente verranno creati due direttivi distinti e due portavoce distinti», lo stesso per chi condurrà le preghiere.

Motivi religiosi diversi alla base della scelta di quale centro prendere a riferimento? «Diciamo che le differenze e i modi diversi di pensare su alcuni temi riguardano anche gli islamici, come tutti gli altri, anche se, principalmente, la necessità di due centri risiede nella carenza di spazio», spiega il neo-portavoce. Se si fa un giro in via del Vascello, si potrà notare che molti islamici sono costretti a pregare fuori, in cortile, perché non c'è spazio sufficiente. Poi, scarseggiano aree per le donne.«Tutti questi problemi verranno risolti con l'apertura in via San Rocco dove potremo ritagliare l'area per le donne e momenti di aggregazione e di insegnamento del Corano ai nostri figli».Nessuna opposizione: i due centri non si faranno alcuna guerra, fa capire l'attuale direttivo, anzi collaboreranno: «Intendiamo comunque creare insieme momenti di condivisione e di organizzazione di incontri anche con la popolazione», precisa Sante. Che annuncia ufficialmente il nuovo corso: «Abbiamo un problema d'immagine, si devono intrecciare rapporti più stretti con la società che spesso è male informata sull'islam».

Per questo il portavoce intende aprire in maniera ufficiale almeno una volta all'anno la futura moschea anche alla cittadinanza, e, in maniera ufficiosa, più volte l'anno, perché "dobbiamo farci conoscere per quello che siamo; purtroppo è stata una pratica rimasta nel cassetto". Secondo Sante non basta avere un programma, si deve instillare nella comunità un change di mentalità e di cultura, per questo il neoportavoce anticipa una campagna ad ampio raggio che conduca fuori dall'ombra la comunità: "Faremo conferenze, incontri con la popolazione, le istituzione e gli ambienti accademici e della cultura", prosegue. Certo, "non si respira un buon clima internazionale relativamente alla nostra identità, quindi neppure a livello locale dove la situazione non omogenea: c'è chi cerca il dialogo, chi invece ha tanti pregiudizi; per evitare false costruzioni l'unico modo è aprirci ancora di più e alimentare il confronto".




Aperti di notte per il Ramadan
Diego Longhin, La Repubblica-Torino, 13 settembre 2007

Il Ramadan allunga gli orari delle kebabberie di San Salvario e Porta Palazzo. Palazzo Civico, per venire incontro ai cittadini di religione islamica, ha deciso di consentire ai negozi e alle attività artigianali che vendono prodotti alimentari di stare aperti fino a mezzanotte.

Da oggi e fino all´undici ottobre chi vuole potrà tenere le serrande alzate fino a tardi nelle due zone della città con la maggior presenza di stranieri. È probabile che ad approfittare della deroga saranno soprattutto i titolari di negozi che vendono cibi etnici, come le kebabberie, o le pizzerie al taglio. La zona di Porta Palazzo è quella delimitata da via Cigna, lungo Dora Agrigento, lungo Dora Savona, via Priocca, piazza della Repubblica e corso Regina Margherita. In San Salvario serrande alzate nel quadrilatero compreso tra corso Vittorio Emanuele, via Nizza, corso Marconi e corso Massimo D´Azeglio. «Come amministrazione ci sembra corretto dare la possibilità alle persone di religione islamica, che per un mese non possono consumare cibo e bevande dall´alba al tramonto, di avere a disposizione fino a notte le abituali attività commerciali», dice l´assessore al Commercio Alessandro Altamura.

L´unico rischio è che inizino a piovere le lamentele dei residenti. Il Comune aveva deciso di limitare proprio gli orari delle kebabberie per evitare che diventassero punti di ritrovo per decine di stranieri, soprattutto in zone calde come a San Salvario. Si tratta però di un intervento temporaneo dettato dal Ramadan. Fra meno di un mese i titolari dovranno riabbassare la saracinesca entro le ventidue, senza deroghe.



Islam: ramadan, amato, positivo ruolo religioni per dialogo
AGI - 13 settembre 2007

(AGI) - Roma, 13 set. - L'Italia "riconosce e garantisce la liberta' religiosa e considera positivamente il ruolo che le religioni possono svolgere per lo sviluppo della persona e per favorire la coesione sociale". Lo afferma il ministro dell'Interno Giuliano Amato in occasione dell'inizio del mese del Ramadan, rivolgendo "un pensiero augurale alle donne e agli uomini di religione musulmana che vivono in Italia e che, con il loro lavoro e la loro partecipazione alla vita del Paese, intendono contribuire al cammino della comunita' nazionale unitamente alle altre espressioni della societa'.

"I principi di democrazia e di laicita' che sono alla base della societa' italiana e delle sue istituzioni - riaffermati recentemente nella Carta dei valori della cittadinanza e dell'integrazione - sono il presupposto, sottolinea Amato, - per il pluralismo culturale e religioso, nel rispetto dell'uguaglianza e della dignita' umana; essi, al contempo, richiedono a tutti - cittadini o immigrati, individui o organizzazioni, privati o istituzioni - l'impegno al rispetto dell'ordinamento e dei valori che regolano la societa' italiana.

In tal senso guardiamo con partecipazione e solidarieta' all'impegno che le donne musulmane stanno dimostrando per conseguire quei traguardi di uguaglianza e parita' che il nostro ordinamento garantisce. Su queste basi l'integrazione fara' ulteriori passi, nel segno dell'accoglienza, del dialogo e dell'inclusione, ma anche del rifiuto dei comportamenti che non osservino quei principi e quei valori".

"In questa prospettiva - conclude il messaggio del ministro dell'Interno - guardiamo con rispetto a questo mese di digiuno, preghiera e riflessione, nell'auspicio che l'autentica spiritualita' che nel Ramadan trova espressione, confermi i sentimenti di pace e solidarieta' e la volonta' di dialogo e di coesione".

Nella tradizione di altri Paesi occidentali i messaggi augurali per la ricorrenza dell'inizio del mese del Ramadan - riferisce una nota del Viminale - possono essere indirizzati sia all'inizio che alla fine del Ramadan, in occasione del momento di rottura del digiuno (Eid al Fitr). Il Presidente degli Stati Uniti, per esempio, invia un messaggio all'inizio, mentre al termine del mese di preghiera invita alla Casa Bianca esponenti musulmani per la tradizionale cena di conclusione (l'ultimo messaggio di George W. Bush e' scaricabile dal sito www.whitehouse.gov). Il Vaticano privilegia la seconda occasione mediante un messaggio del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.



islam. domani primo giorno di ramadan, ucoii esorta i fedeli
apcom, 12 settembre 2007

Roma, 12 set. (Apcom) - L'Ucoii (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia) "è lieta di annunciare che giovedì 13 settembre sarà il primo giorno del mese di Ramadan": lo si legge in un comunicato con il quale l'associazione musulmana "prega che Iddio accetti ogni sforzo e benedica tutti".

La nota, a firma del presidente dell'Ucoii Nour Dachan, ricorda che il Ramadan prevede "astinenza completa dall'alba al tramonto, per coloro che ne hanno le capacità fisiche, purificazione del corpo e dello spirito, adorazione e preghiera. Durante tutta la durata del mese del digiuno - prosegue il comunicato - è prevista la preghiera del Tarauih, preghiera comunitaria purificatrice. Importante gesto di solidarietà sociale è rappresentato dalla Zakat, l'elemosina procapite da donare ai poveri prima della fine del mese Benedetto".

"Un miliardo e mezzo di musulmani attende con trepidante attesa l'inizio di questo Generoso mese - sottolinea ancora l'Ucoii - l'Ucoii prega che Iddio accetti ogni sforzo e benedica tutti". Ramadan, ricorda peraltro la nota è il nono mese del calendario islamico. Si tratta di un calendario scandito dai cicli lunari "quale misericordia del Signore, il giusto, nei confronti degli esseri umani di tutto il mondo. Con questo calendario difatti Ramadan cade sia di inverno che d'estate, sia nell'emisfero nord, che in quello sud, ancora un segno dell'infinita giustizia divina". Il comunicato dell'Ucoii riporta poi la sura (versetto) del Corano che prescrive il Ramadan.




ramadan
da: wikipedia


Il ramadan è il IX mese, di 30 giorni, dell'anno secondo il calendario musulmano. È il mese dell'anno nel quale, secondo la tradizione islamica, è iniziata la rivelazione del Corano. Per i fedeli musulmani è il mese della preghiera islamica e della meditazione.

Il digiuno (sawm) durante tale mese costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell'Islam e chi ne negasse l'obbligatorietà sarebbe kafir, colpevole cioè di empietà massima e dirimente dalla condizione di musulmano. Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi - dall'alba al tramonto - dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali.

Dal momento che lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale esiste nel mondo corrotto e corruttibile, e dal momento che ogni ingestione gradevole è considerata corruzione del corpo e dell'anima, è vietato anche fumare e, secondo alcuni, profumarsi perché in entrambe le azioni s'ingerirebbero sostanze estranee e da entrambe le azioni si trarrebbe un godimento illecito che distoglierebbe dagli aspetti penitenziali cui mira l'istituzione. L'ingestione involontaria di cibi, di sostanze liquide o gassose non costituisce comunque rottura di digiuno.

Vale la pena però sottolineare che l'uso del profumo nel corso del digiuno è ammesso da una parte dei dotti musulmani che vietano esplicitamente solo l'inalazione di incenso. Il motivo di questa relativa tolleranza sta forse nel fatto che il profeta Muhammad amava molto i profumi e ne faceva abbondante uso per il fastidio che egli provava per i cattivi odori, tanto da vietare a chi avesse mangiato aglio o cipolla di partecipare alla preghiera collettiva del mezzodì di venerdì in moschea.

In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare di abbandonarsi all'ira.

Per alcuni dotti dello Sciismo, come ad esempio Najm al-Din al-Muhaqqiq al-Hili, invece, se il fumo e il profumo non costituiscono violazione dell'obbligo, in caso di rapporti carnali, la prima violazione dell'obbligo di astensione nel corso del digiuno comporterebbe la fustigazione e, in caso di recidiva, addirittura la pena di morte. Varrà la pena comunque ricordare che l'opinione di un dotto, sia pur autorevole come al-Hilli, rimane pur sempre un'opinione e che l'irrogazione della pena è lungi dal costituire una realtà di fatto.

Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni. Le donne durante il loro ciclo o le persone in viaggio non devono digiunare ma lo possono rimandare.

Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d'acqua.

Dato che il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell'anno solare), il mese di Ramadan di anno in anno cambia tutte le stagioni.

Il significato spirituale del digiuno è stato analizzato da molti teologi. Si attribuisce ad esempio al digiuno la dote di insegnare all'uomo l'autodisciplina, l'appartenenza ad una comunità, la pazienza e l'amore per Dio.

Varie le ricorrenze del mese festeggiate o commemorate dai musulmani. Il giorno 6 infatti sarebbe nato il nipote di Muhammad, al-Husayn ibn ‘Ali. Il giorno 10 sarebbe morta la prima moglie del Profeta, Khadija bint Khuwaylid. Il giorno 17 sarebbe stata vinta la battaglia di Badr. Il giorno 19 sarebbe stata conquistata dai musulmani la città di Mecca. Il 21 sarebbero morti ‘Ali ibn Abi Tallib e il suo discendente, l'Imam sciita ‘Ali al-Rida.



Aspettando Ramadan
di Asmae Dachan, islamonline.it

Attesa è sinonimo di noia, a volte di ansia, a volte di speranza. Per parlare dell’attesa che stanno vivendo oggi milioni di musulmani nel mondo e per esprimere l’intensità delle emozioni che si vivono in questi giorni, ho scelto un posto speciale, di una bellezza straordinaria: il parco del Cardeto in Ancona.

Per arrivarci bisogna lasciarsi alle spalle l’Arco di Traiano ed il porto, le Muse ed il quartiere ebraico, bisogna salire per stradine strette e cercare il vecchio faro. Una volta lì si viene colti da un senso di vertigine, una vertigine piacevole. Si vede la città dall’alto, a destra si vede il Conero, in basso il porto, tutt’intorno il mare Adriatico.

Lo sguardo verso l’alto cercando la luna, in attesa di vedere la Nuova, quella che segnerà l’inizio del mese di Ramadan. Manca meno di una settimana e i preparativi fervono. Ci si prepara con lo spirito e con la mente, perché il digiuno islamico è soprattutto digiuno morale, purificazione.

Dall’alba al tramonto si rinuncia al cibo e all’acqua e quest’anno, in cui le giornate sono ancora lunghe, c’è la consapevolezza che sarà dura. Eppure l’attesa dell’inizio del mese benedetto non è accompagnata dal timore di aver fame o sete, quanto dal desiderio vivo di ritrovare in se stessi pace ed equilibrio.

Guardo all’orizzonte le navi che attraversano l’orizzonte e penso ai marinai che aspettano di vedere la terra e che scrutano le stelle cercando un segno, ai loro familiari sulle banchine, ai camion per il trasporto dei container che in file ordinate salgono e poi scendono dalle grandi imbarcazioni.

Mi viene da pensare a tutte le persone che, come le api nei propri alveari, lavorano ordinatamente per organizzare tutte le attività legate al mese del digiuno, dalle cene nelle moschee alle lezioni speciali, dalle raccolte benefiche in favore dei meno abbienti alle visite ai malati ed ai detenuti. Ognuno vuole dare il suo contributo ed è difficile non farsi contagiare.

Basta l’idea che milioni di persone nel mondo digiuneranno insieme a noi per provare la sensazione di un coinvolgimento in un disegno bellissimo, in un quadro dipinto con i colori della fratellanza umana e della misericordia. Fa parte del Ramadan.… sentirsi figli di una famiglia grande e sentire sulla propria pelle i sentimenti e le sensazioni altrui, in una delle poche, reali espressioni di vicinanza umana.

Si diventa come le barche che di fronte a questo parco attraversano il mare, barche diverse dirette in mete diverse, con differenti storie e differenti origini, che condividono un unico immenso mare.



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