from: AFP 7SUR7
June 11,2007
Agence France-Presse
Téhéran
L'ancien président réformateur iranien Mohammad Khatami a été critiqué lundi par un quotidien ultraconservateur pour avoir serré la main de femmes lors d'un récent voyage en Italie. "Récemment, un film vidéo a circulé dans le pays montrant un ancien haut responsable en visite en Italie serrant la main de plusieurs femmes et jeunes filles", a écrit Siassat-Rouz.
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11 Giugno 2007
from: reuters
may 28, 2007
VATICAN CITY (Reuters)- In a surprising about-face, Pope Benedict has decided to restore power and prestige to the Vatican department that oversees dialogue with Islam a year after he controversially downgraded it. The department's return to its former status occurred as Catholic-Muslim dialogue is still suffering the negative effects of Benedict's Regensburg speech last September in which he appeared to equate Islam with violence.
Catholic and Muslim officials on Monday hailed the decision as a positive step that could help improve relations. Vatican Secretary of State Cardinal Tarcisio Bertone said in Italy's La Stampa newspaper at the weekend that the Pontifical Council for Inter-religious Dialogue would again become "a separate department." Benedict downgraded the office in March 2006 by putting it under joint presidency with the Vatican's culture ministry and removing its president, Archbishop Michael Fitzgerald, a Briton.
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28 Maggio 2007
Chi si aspettava un Kathami politico sarà rimasto deluso, il lungo ed articolato discorso dell'ex Presidente iraniano nell'incontro, ad Udine, per la manifestazione Vicino/Lontano, è stata una vera e propria lezione di stile. Kathami nella migliore tradizione araba ha snocciolato parole di alto significato religioso, con leggerezza, quasi poesia, senza mai sconfinare nell'ideologia spicciola, anzi ha affermato senza mezzi termini che le ideologie sono una “corazza” contro la quale si infrangono le volontà di dialogo.
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18 Maggio 2007
from: agenzia radicale - informazione corretta - fuoridalghetto.it
17 maggio 2007
di Elena Lattes
Avrebbe dovuto parlare domenica scorsa, ma dopo aver visto la calorosa accoglienza riservata ad esponenti del fondamentalismo religioso, ha rinunciato, concedendo soltanto un’intervista privata con le motivazioni del suo rifiuto.
Chahdortt Djavann, nata in Iran nel 1967 è cresciuta a Teheran e vive a Parigi da 14 anni dove lavora all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociale. In francese, tradotti anche in italiano, ha scritto “Che cosa pensa Allah dell’Europa” e “Giù i veli”. Come antropologa e scrittrice era stata invitata dall’associazione culturale “Vicinolontano” di Udine che dal 10 al 14 maggio ha presentato la terza edizione di “Vicino/lontano: identità e differenze al tempo dei conflitti.”, un incontro con “filosofi, economisti, sociologi, antropologi e giornalisti fra i più qualificati a livello internazionale” cui uno degli scopi sarebbe dovuto essere quello di spezzare “le barriere dei luoghi comuni e delle semplificazioni mediatiche che spesso ostacolano la comprensione dei problemi.”
Peccato che tra i più “qualificati” in questi campi siano stati invitati tra gli altri personaggi che fomentano proprio quei luoghi comuni che si vorrebbero abbattere: l’ex presidente della teocrazia iraniana Khatami, uno dei maggiori esponenti dei Fratelli Musulmani (l’organizzazione a cui fa capo Hamas) Tariq Ramadan e lo storico Franco Cardini, strenuo difensore delle tesi fondamentaliste incitanti all’odio verso ebrei e cristiani espresse anche in quella versione del Corano curata ed edita da Hamza Picardo, a cui Cardini ha dedicato la prefazione.
Niente di nuovo, si dirà, visto che i due apologi del fondamentalismo stanno facendo il giro d’Italia accolti a braccia aperte e con lunghi applausi da platee piene di gente che non aspetta altro che essere rassicurata sull’inesistenza del terrorismo, della violenza, dell’omofobia e della misoginia nel mondo islamico. Invece no, almeno a Udine (oltre che a Roma, grazie al sempre preziosissimo Magdi Allam) una voce contraria si è levata, forte e chiara, grazie anche all’instancabile lavoro di Marco Orioles che nel suo blog http://casbah.wikidot.com ha pubblicato tutti gli interventi con i commenti di Elio Cabib e Giorgio Linda dell’associazione di amiciza Italia-Israele e del consigliere comunale Enrico Pizza.
E quella voce, dicevamo, è di una persona che in Iran ci ha vissuto e ci ha lasciato tutta la sua famiglia dopo esser fuggita. Una persona che, come ormai tanti altri dissidenti, “ha vinto la paura” (per dirla con le parole di Magdi Allam) e continua nonostante le minacce e i notevoli pericoli che corre, a raccontare la sua esperienza di donna cresciuta nel mondo della teocrazia e del fondamentalismo. Appena arrivata aveva chiesto la protezione della polizia, ma le è stata rifiutata.
Djavann si dichiara atea e contro il “fascismo islamico che è peggio di quello mussoliniano”. Perché la Sha’aria, oltre a riguardare interamente la società, la politica e perfino la vita privata di ciascun individuo, si autolegittima rivendicandone la fonte divina. Una legge, quindi, insindacabile e immutabile. “Qualunque cosa, anche la più banale, può essere considerata sacrilega - ricorda la scrittrice - 150.000 donne sono state incarcerate, soltanto perché mal velate. Non perché non avessero la testa coperta, ma perché non l’avevano abbastanza”.
L’intervento di Kahatami “non è stato all’insegna del dialogo concreto e sincero” come ha spiegato il consigliere Pizza, ma un qualcosa di autoreferenziale che elude le questioni più spinose. Significativo a riguardo, il fatto che nemmeno una domanda gli sia stata posta. Nessuno, ricorda la Djavann, gli ha chiesto come si può pretendere di essere contro la brutalità e la violenza, se poi si incarcerano e si torturano giornalisti e oppositori politici. Come si può parlare di libertà per le donne in un Paese dove vengono lapidate anche se solo accusate di adulterio. Come si può conciliare l’essere contro la ricerca scientifica, ma poi iniziare e difendere il progetto nucleare. Come ci si può vantare del numero di iscritti alle università, ma tacere sul divieto di una libera informazione e dell’uso di internet.
“Non si può accettare - conclude - che un’organizzazione presenti i fascisti come moderati. Il fascismo moderato non esiste.”
from: informazione correttamay 15, 2007Avrebbe dovuto parlare domenica scorsa, ma dopo aver visto la calorosa accoglienza riservata ad esponenti del fondamentalismo religioso, ha rinunciato, concedendo soltanto un’intervista privata con le motivazioni del suo rifiuto.Chahdortt Djavann, nata in Iran nel 1967 è cresciuta a Teheran e vive a Parigi da 14 anni dove lavora all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociale. In francese, tradotti anche in italiano, ha scritto “Che cosa pensa Allah dell’Europa” e “Giù i veli”. Come antropologa e scrittrice era stata invitata dall’associazione culturale “Vicinolontano” di Udine che dal 10 al 14 maggio ha presentato la terza edizione di “Vicino/lontano: identità e differenze al tempo dei conflitti.”, un incontro con “filosofi, economisti, sociologi, antropologi e giornalisti fra i più qualificati a livello internazionale” cui uno degli scopi sarebbe dovuto essere quello di spezzare “le barriere dei luoghi comuni e delle semplificazioni mediatiche che spesso ostacolano la comprensione dei problemi.”
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15 Maggio 2007
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da: "La casbah di Udine" old web site
20 maggio 2007
Dunque, Khatami a Udine.
Se ne è parlato tanto, se ne parlerà ancora. Come e per quanto, non lo sappiamo. Quanto sappiamo è in ogni caso sufficiente: lo scorso 12 maggio l'ex presidente iraniano ha consegnato a tutti noi, cittadini di Udine, una pillola di pensiero islamico oltre che un certo numero di considerazioni su politica, società, economia e futuro della società globalizzata.
Ebbene, questo dono non solo lo custodiremo gelosamente, ma ne faremo tesoro.
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khatami
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14 Maggio 2007
from: messaggero veneto
may 14, 2007
Incidente diplomatico a vicino/lontano denunciato dal consigliere comunale dei Democratici di sinistra Enrico Pizza. Che nel corso dell'incontro di sabato alla chiesa di san Francesco avrebbe voluto porre alcune domanda all'ex presidente dell'Iran, Mohammad Khatami. Spiega lo stesso Pizza: "avevo chiesto agli organizzatori, il giorno prima dell'incontro pubblico di sabato, di poter chiedere a Khatami se è per l'applicazione della sharia, che prevede la pena di morte per gli omosessuali. E, tema alquanto di attualità, se auspicasse un domani che gli stati europei applicassero la sharia, magari estendendo la lapidazione nel nostro continente. Nonostante mi fosse stato promesso anche in sala il microfono, di fatto si è preferito passare oltre più volte, evitando le scabrose domande". Insomma, per Pizza non si è trattato di una dimenticanza casuale, ma evidentemente di quella che ha definito una sorta di censura preventiva.
Gli organizzatori di "vicino/lontano" smentiscono però qualsiasi volontà di "censura" nei confronti del consigliere comunale dei Ds. "Se Pizza non ha avuto la parola durante il confronto con Khatami - assicura il presidente dell'associazione "vicino/lontano" Paolo Cerruti - è soltanto per puro caso. Poco prima che il microfono finisse nelle mani del consigliere comunale lo stesso Khatami ha chiesto al moderatore di far fare domande anche alle donne, che fino a quel momento non avevano avuto la parola. Così è stata data priorità alle donne e il "giro" di chi attendeva di far domande è stato invertito. Purtroppo anche nel pomeriggio di sabato non è stato possibile accontentare tutti quelli che avevano alzato la mano per fare domande a Giuliano Amato.
Paolo Cerruti ammette che il consigliere aveva fatto avere la sua domanda tramite e-mail agli organizzatori anche nei giorni precedenti al dibattito, ma anche in questo caso non c'è stata alcuna censura. "Via mail - aggiunge Cerruti - sono arrivate molte domande da girare ai vari personaggi che hanno partecipato ai nostri dibattiti. Per questo alla fine a tutti è stato risposto di partecipare direttamente agli incontri e di farsi carico personalmente dei vari quesiti. Sapevamo che accontentare tutti sarebbe stato impossibile".
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14 Maggio 2007
da: il gazzettino
may 13, 2007
Polemica disinnescata sul nascere sul caso Nonino-Khatami. Almeno da parte di Giannola Nonino. La "grande esclusa" dalla lista degli industriali che venerdì sera hanno incontrato l'ex presidente iraniano non ha voluto alimentarla. Anzi. Approfittando della presenza di Khatami a Udine al festival di Vicino/Lontano, Giannola Nonino è andata al confronto pubblico nella chiesa di San Francesco «per rendergli omaggio», come ha detto lei stessa, ricordando che «Khatami per me è il politico dell'apertura: ascoltarlo è stata una bellissima esperienza».
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13 Maggio 2007
Da: Messaggero Veneto
May 13, 2007

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13 Maggio 2007
Da:
"Vicinolontano" website
Nemici per forza?
sabato 12 maggio ore 11:30
Chiesa di San Francesco
Mohammad Khatami
intervistato da Valerio Pellizzari
con l'ospitalità del Presidente del Consiglio regionale FVG
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12 Maggio 2007
From: ANSA
May 12, 2007
(ANSA) - UDINE, 12 MAG - ''Forse l'Europa potrebbe risolvere il problema della convivenza israelo-palestinese entrando e aiutando il dialogo. Ma gli Usa, che appoggiano una parte, non ammettono l'ingresso europeo in questo confronto''. Lo ha detto a Udine, rispondendo a una domanda sui rapporti tra arabi e Israele, l'ex presidente dell'Iran, Mohammad Khatami, intervenuto a un incontro di 'Vicino/lontano' nell'ambito del premio Tiziano Terzani.
Khatami ha ribadito che ''non possiamo considerare la forza e l'occupazione come fonte di legittimita' giuridica e politica'', ricordando che i palestinesi sono 50 anni che vengono perseguitati e che ''quelli che vivono a casa loro sono tuttora e sempre sottoposti a pressioni dure''. Per l'ex leader dell'Iran il dialogo ''e' l'unica arma possibile per una soluzione. Ma questo - ha aggiunto - non puo' essere condotto da chi riconosce solo i diritti di una parte e non da' ascolto a quella degli altri. Anche quando ci si trova di fronte a dei risultati elettorali democratici''. L'ex presidente dell'Iran ha chiamato allora in causa l'Europa. ''L'Europa - ha ribadito - e' piu' imparziale degli Usa. Potrebbe entrare e aiutare con piu' efficacia questo dialogo tra le parti. Ma gli Usa - ha concluso Khatami - non permettono all'Europa di entrare nel dialogo''.
(ANSA). GRT
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12 Maggio 2007
from: friuli newsmay 12, 2007E' stato accolto nostalgicamente dall'assindustria friulana come un capo di stato ancora in carica Mohammad Khatami, in un incontro ieri a Palazzo Torriani. Del resto il Friuli è per il Friuli all'undicesimoposto per importanza nei paesi in cui si esporta e le posizioni sufficientemente moderate di Khatami sono rimpiante rispetto a quelle ben più aggressive del suo successore Mahmud Ahmadinejad . L’evoluzione di questi rapporti è stata ricordata, nel corso dell'incontro, dal Presidente della confindustria friulana Giovanni Fantoni che ha appunto evidenziato come “i rapporti economici tra il Friuli e l’Iran , dopo l’accelerazione alla fine degli anni ’90, si sono assestati per poi riprendersi grazie alla meccanica ed all’impiantistica portando l’Iran all’undicesimo posto per importanza tra i paesi in cui il Friuli esporta”.
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12 Maggio 2007
from: messaggero veneto
may 12, 2007
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12 Maggio 2007
"Dobbiamo guardare a ciò che unisce nel progresso e lavorare assieme. Se potessimo unire le forze tecnologiche dei nostri due Paesi, oltre a un vantaggio per essi, potremmo aiutare anche i Paesi terzi".
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11 Maggio 2007
from: AGI
may 11, 2007
(AGI) - Udine, 11 mag. - “Dobbiamo guardare a cio’ che unisce nel progresso e lavorare assieme. Se potessimo unire le forze tecnologiche dei nostri due Paesi, oltre a un vantaggio per essi, potremmo aiutare anche i Paesi terzi”. Ha parlato di collaborazione l’ex presidente iraniano Mohammad Khatami che questa sera nella sede dell’Assindustria di Udine ha incontrato una delegazione di imprenditori e amministratori pubblici del Friuli Venezia Giulia.
Nel saluto di benvenuto, il presidente dell’Associazione degli industriali di Udine Giovanni Fantoni ha ricordato le importanti relazioni economiche intercorse in passato tra Italia e Iran, significative anche per la provincia di Udine quando le nostre esportazioni verso l’Iran vedevano questo paese al terzo posto tra gli interlocutori dopo Germania e Stati Uniti: nel 2006, con 117 milioni di euro di esportazioni, e’ all’undicesimo posto. Pochi dati, ma significativi per rappresentare il grande potenziale di relazioni esistente.
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11 Maggio 2007
from: la stampamay 11, 2007
fariah sabahi
L'Occidente non deve temere l'Iran perché è un Paese che vuole crescere e, come dimostra la storia del Novecento, non ha l'abitudine di invadere gli Stati confinanti», dichiara l'ex presidente iraniano Mohammad Khatami, oggi direttore dell'Istituto internazionale per il dialogo tra le culture e le civiltà. «L'Iran è in grado di influenzare l'Iraq e il Libano ma non vi interviene direttamente. E infatti all'inizio della crisi afgana abbiamo dato il nostro contributo. Vogliamo la stabilità della regione e combattiamo il terrorismo di cui siamo le prime vittime».
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11 Maggio 2007
from: Messaggero Veneto
may 11, 2007
«Dialogare è giusto ma perché il dialogo sia costruttivo è necessario che tutti i partecipanti siano disposti al confronto. Altrimenti è tutto inutile. Per questo ritengo che probabilmente, al posto di Khatami e Ramadan, gli organizzatori di vicino/lontano avrebbero fatto meglio a chiamare altri esponenti dell’Islam».
La critica arriva da Giorgio Linda, presidente dell’Associazione Italia-Israele del Friuli che pur giudicando positivamente l’iniziativa di vicino/lo ntano e condividendo il fine di sollecitare una riflessione sul confronto fra diverse culture, punta il dito contro la scelta degli esponenti chiamati a rappresentare l’Islam. Ma assicura che da parte dell’associazione non ci sarà alcuna protesta come invece avrebbe voluto qualche militante del sodalizio che riunisce circa 70 persone di cui solo 6 o 7 di origine ebrea.
Tariq Ramadan, ospite ieri di vicino/lontano, è consulente di Prodi all’Ue e di Blair sui temi del terrorismo islamico, docente di islamologia a Oxford e nipote di Hasan-al Banna (fondatore del movimento radicale dei Fratelli Musulmani). Mohammad Khatami, protagonista della giornata di domani della kermesse, è stato il quinto presidente dell’Iran dal 1997 al 2005 e, secondo il docente di analisi matematica dell’università di Udine Elio Cabib (socio di Italia–Israele), ha sempre tenuto «posizioni estremiste negando il diritto all’esistenza di Israel e e l’olocausto e dichiarandosi contrario al processo di pace arabo israeliano».
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11 Maggio 2007
from: messaggero veneto
may 12, 2007

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11 Maggio 2007
from: l'occidentalemay 10 2007di Dimitri Buffa“Bush e Cheney sono finiti!”. Invitato in Italia dalla pontificia università Gregoriana a tenere una sorta di “lectio magistralis” nei locali della Cattolica a Milano, l’ayatollah Mohammad Khatami, presidente dell’Iran tra il 1997 e il 2005, non ha deluso le attese di chi si attendeva le solite sparate anti americane e anti israeliane . E così ha pontificato.
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10 Maggio 2007
from: mathabamay 9, 2007MILAN, May 8 (EIRNS) – "Bush and Cheney are finished," were the word used -- in English -- by former Iranian President Mohammad Khatami, in answering a question this morning, posed to him by EIR's Liliana Gorini at the end of a conference at Cattolica University in Milan, on the "need and difficulties of a dialogue among civilizations in the global system". Gorini had posed the question to Khatami about the impeachment of Dick Cheney, now introduced into the U.S. Congress.In his presentation, Khatami had exposed that the "preemptive war" policy of the Bush administration was "motivated by economic and political reasons" of war-mongers, and spoke historically of how wars carried out in the drive for economic victory were often lost.
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09 Maggio 2007
From: Il Vicino Oriente
May 8th 2007
Necessità e difficoltà del dialogo tra le civiltà nel sistema globale.
A Milano, l’8 maggio scorso, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, si è tenuta una tavola rotonda che aveva per tema il dialogo tra Oriente e Occidente. Ospite d’onore il Seyyed Mohammad Khatami, ex Presidente della Repubblica Islamica d’Iran e Presidente dell’Istituto Internazionale per il Dialogo tra le Civiltà. Hanno dialogato con lui: Lorenzo Ornaghi, magnifico Rettore dell’Università Cattolica, Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica, Riccardo Redaelli, docente di Storia delle Civiltà all’Università Cattolica e Camille Eid, giornalista di Avvenire. Vi proponiamo il testo degli interventi di Mohammad Khatami e Vittorio Emanuele Parsi *
Vittorio Emanuele Parsi: “Do il benvenuto a tutti gli studenti, innanzi tutto, e a tutti quelli che hanno voluto partecipare a questa conferenza e a questa tavola rotonda, il cui ospite principale è, inutile negarlo, il Seyyed Mohammad Khatami, già Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran dal 1997 al 2005, che ha ricoperto molti e prestigiosi incarichi pubblici di carattere politico e culturale all’interno del suo Paese. È stato Direttore della Biblioteca Nazionale, è stato Ministro per la Cultura e l’Orientamento Islamico della Repubblica Islamica dell’Iran, è stato Direttore del Centro Culturale Iraniano in Germania. Il Presidente Khatami è una personalità di riconosciuta competenza sul dialogo delle civiltà, ha dato vita e presiede una fondazione molto attiva su questo tema del dialogo interreligioso. Voglio citare solo due brevissime annotazioni tra le sue molteplici attività, ma che attestano il riconoscimento di cui il Presidente gode su questi temi nel mondo. Nel 2006 ha tenuto una conferenza alla Washington National Cathedral e sempre nel 2006 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dalla St. Andrew University di Scozia, una delle università più importanti nel campo delle relazioni internazionali”.
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08 Maggio 2007
from: IRNA
may 6, 2007
Head of Center for Dialogue among Cultures and Civilizations Mohammad Khatami in a meeting with Italian Foreign Minister Massimo D'Alema said, "All Iranian officials are agreed on using nuclear technology." He added, "Iranians will not ignore their inalienable right to use nuclear energy."
Former president, who is in Rome to attend some cultural-religious meetings and visit with Vatican and Italian officials, criticized West's policies against Iran's peaceful nuclear program and added, "US and Europe must know that threats and sanctions cannot force Iranians to ignore their right to have nuclear energy." He recommended the western states to negotiate with Iran instead of using threat.
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06 Maggio 2007
from: IRIB
may 5, 2007
Italian Prime Minister, Romano Prodi described America's policies in the Middle East as serving tension and insecurity in the region. According to the IRIB reporter in Rome, Prodi in his meeting with the Head of the International Foundation of Dialogue among Cultures and Civilizations criticized America's performance in the region adding that "Americans' illogical policies have plunged the region into tensions." "One of America's big mistakes was occupying Iraq," Prodi said, adding "Unfortunatly Americans are not able to settle the ever deepening crisis which have been created by their wrong policies."
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05 Maggio 2007
from: IRNA
may 5, 2007
Pope Benedict XVI in Vatican on Friday stressed Iran's right to use nuclear energy for peaceful purposes. Pope Benedict was speaking in a meeting with former Iranian president and Head of the International Center of Dialogue among Cultures and Civilizations Mohammad Khatami. Like other big states, Iran should use peaceful nuclear energy, he said.
He pointed to freedom of religions in Iran and added there is a peaceful coexistence and respect among divine religions in the country. He said he was informed that religious minorities have MPs in Iran's parliament and their rights are respected. Referring to escalation of tension and aggravation of political and security problems in Iraq, Afghanistan, Lebanon and the occupied Palestine, the pope said Europe is well aware of Iran's power in the region. By relying on its peaceful policies, said the pope, Iran can play an important role in resolving regional problems and crises.
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05 Maggio 2007
from: romagna oggimay 5, 2007FORLI' - L’ayatollah Mohammad Khatami è un gigante di saggezza. Mercoledì 9 maggio, nel corso della sua giornata romagnola partita con la visita mattutina al Museo Interreligioso di Bertinoro e conclusa con l’incontro pubblico all’Auditorium Carisp di Forlì, l’ex presidente della repubblica islamica iraniana ha dispensato un solo principio: “Se volete che il mondo cambi, uscendo dall’attuale spirale di odio e violenza, occorre che le tre grandi religioni monoteistiche dialoghino fra loro nel rispetto reciproco”. Khatami è stato il relatore più atteso della tavola rotonda interreligiosa tenuta nel tardo pomeriggio a Forlì con il rabbino capo di Ferrara Luciano Caro e il docente di storia islamica a Roma professor Francesco Zannini.Il convegno, avviato dalla presentazione del presidente della Fondazione Carisp avvocato Piergiuseppe Dolcini e moderato dal direttore del settimanale “Il Momento” Alessandro Rondoni, ha visto come insolita tappa d’approccio la presentazione dei tre relatori: il rabbino Luciano Caro, l’ayatollah Mohammad Khatami e il professor Francesco Zannini sono stati “illustrati” rispettivamente dal professor Mauro Perani, da don Erio Castellucci e dal professor Paolo Branca. Rondoni ha poi interpellato gli illustri ospiti formulando tre domande molto generali. Ma è facile riassumere le risposte date con un unico assioma: dialogo e rispetto reciproco. Luciano Caro: “Non esiste una cura per togliere attrito fra i popoli: credo però che sia fondamentale incontrarsi personalmente mettendoci in ascolto gli uni degli altri”.
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05 Maggio 2007
From: Il Sole 24oreMay 4, 2007
È iniziato con un breve saluto alla Pontificia Università Gregoriana il tour in Italia dell'ex presidente iraniano Seyyed Mohammad Khatami, che si fermerà nel nostro Paese fino al 10 maggio. Turbante in testa, il consueto abito nero lungo, Khatami - che oggi incontrerà il Papa e il presidente del Consiglio Romano Prodi - è stato accolto dagli applausi del pubblico e da un messaggio del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano.
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04 Maggio 2007
from: asianews.itmay 4, 2007Bernardo Cervellera
Today's meeting at the Vatican between Mohammad Khatami and Benedict XVI was held under the banner of the "dialogue between civilizations." Iran's former president has for years been working for such dialogue which involves the clear expression of identity, profound respect for the religious element, and a critique of mathematical and materialistic reason. From this point of view, today's encounter is very much in line with the speech that the Pope made at Regensburg University last September. Pope Benedict XVI's masterly lecture tended in fact to highlight a widening of reason that, by going beyond anti-religion Enlightenment thinking ("irrational"), allows for rich and fraternal dialogue with extra-European and non-Western cultures. At the same time, the Pope showed that violence is "irrational" and is therefore worthy neither of God, nor of man, nor of any religion, Islam included.
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04 Maggio 2007
from: asianews.itmay 4, 2007Vatican City (AsiaNews) – A “serene dialogue between cultures” in the service of peace and development between peoples. This was the main theme that emerged from this morning’s meeting between Benedict XVI and Seyyed Mohammad Khatami, former Iranian president, who spoke privately for half an hour. Naturally the pope and Khatami also discussed the Middle East and the problem of Christians in the region and particularly in Iran. “Regarding the Middle East, - reads a Holy See press office statement – the need for strong initiatives by the international community to set up serious negotiations – such as those at the summit meeting on Iraq now taking place in Sharm El-Sheik, Egypt - negotiations which take into consideration respect for international law and awareness that mutual trust needs to be rebuilt”.
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04 Maggio 2007
from: AP
may 4, 2007
VATICAN CITY (AP) — Former Iranian President Mohammad Khatami met Friday with Pope Benedict XVI for talks the Vatican hoped would help heal tensions left from the pope's remarks on Islam and violence, but the Iranian said the wounds were still very deep. Khatami, a reformist in power from 1997 to 2005, had been scheduled to meet with Benedict in October but the meeting was canceled. No reason was given, but it was just weeks after Benedict's speech in Germany about Islam touched off protests across the Muslim world.
On Friday, the two men spoke about the importance of "a serene dialogue between cultures intended to overcome the grave tensions that mark our times," the Vatican said in a statement after Khatami's 30-minute meeting with Benedict. But visiting a Catholic university in Rome before going into the talks, Khatami said that "unfortunately the wounds of this world are very deep and they cannot be healed easily and a single meeting may not be enough," the ANSA news agency quoted him as responding to a question about Benedict's speech.
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04 Maggio 2007
from: CNSmay 4, 2007By Cindy WoodenCatholic News ServiceVATICAN CITY (CNS) -- Former Iranian President Mohammad Khatami said religious leaders have an obligation to God to begin healing the wounds in Catholic-Muslim relations, including those caused by Pope Benedict XVI's September remarks about Islam. "Meeting the pope cannot heal all these wounds, but at least we are making an effort to begin," said Khatami, speaking May 4 at Rome's Pontifical Gregorian University immediately before meeting Pope Benedict at the Vatican.Jesuit Father Federico Lombardi, Vatican spokesman, said the pope and Khatami spent 30 minutes speaking privately in the papal audience. Khatami also met separately with Cardinal Tarcisio Bertone, Vatican secretary of state.
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04 Maggio 2007
from: l'occidentalemay 3, 2007di Dimitri BuffaQualcuno considera l’ayatollah Muhammad Khatami un moderato. Ma è facile essere considerati tali quando il paragone è con Mahmoud Ahmadinejad. Fatto sta che anche Khatami non si è mai fatto mancare niente in materia di antisemitismo, desideri espressi ad alta voce di distruggere Israele e odio per l’America e l’Occidente. Ciononostante, da stasera sarà in Italia su invito della Pontificia Università Gregoriana per partecipare a un incontro in Vaticano sul “Dialogo interculturale, una sfida per la pace”.
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khatami
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03 Maggio 2007