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Non abbiamo motti fissi, alla casbah. Li scegliamo di volta in volta. L'ultima volta, comunque, la scelta è stata facile: "We do not want to publish the address of the
Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

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La storia di Khatami a Udine: anticipazioni


Cari amici della casbah,

non è senza commozione che mi rivolgo di nuovo a voi, dopo questo lungo silenzio. Scusate la retorica: era per sottolineare che è bello, ogni tanto, risentirsi.

Vi offro qui qualche brano del saggio, ancora
in fieri, con cui intendo raccontare la storia di Khatami a Udine. La ricordate, no? Il festival Vicino/lontano, la conferenza dell'ex presidente iraniano alla chiesa di San Francesco, le polemiche sulla scrittrice iraniana C. Djavann che se ne va indignata senza parlare, e poi - dopo un mese di relativa calma - la scoperta dei video su YouTube che ritraggono  Khatami mentre, fuori della chiesa di San Francesco, stringe le mani a ben cinque donne, il successivo scandalo internazionale, l'accusa di essere un'agente della CIA piombatami addosso a ciel sereno, la denuncia presentata al Tribunale del Clero di Qom in Iran da "5000 talebeh" con la richiesta di spogliare Khatami dell'abito talare, ecc.

E' la storia di cui potete trovare qualche traccia - oltre che in svariati siti internet, provate a farlo se volete - in un breve articolo di mio pugno scritto qualche tempo fa, e soprattutto nella sezione Khatami di questo sito, che raccoglie più o meno tutti gli articoli sullo scandalo usciti nella stampa nazionale internazionale. Ma ci voleva un pò d'ordine, una storia appunto: di qui le mie ultime fatiche notturne sul PC. E la prospettiva: un saggio, esauriente, possibilmente rivelatore.



Quelli che presento sono, ripeto, dei brevi estratti. Li voglio pubblicare così, nella loro prima versione, probabilmente non l'ultima. Non è chiaro se ci saranno altre anticipazioni. Per ora, mi fa piacere condividere con voi questa emozione. L'emozione di ricostruire un evento che ci ha fortemente coinvolti, tutti insieme, appena un anno fa.

Approfitto per salutarevi di nuovo, amici della casbah. Per omaggiare quelli che continuano a venirci a trovare, nonostante l'attività sia finita da un pezzo, manon hanno smesso di attendersi altre sorprese.

Il libro su cui sto lavorando lo sarà, o almeno speriamo.

Udine, 28  giugno 2008
by Marco Orioles

P.S.
Non potevo dimenticare di aggiungere che mi aspetto suggerimenti di ogni tipo per la stesura di questo libro. Se avete il mio numero di telefono, chiamate. Altrimenti usate l'email: è sempre marco.orioles@uniud.it





Il festival e il duplice invito a Khatami e Ramadan


Per le ambizioni culturali di una città vivace come Udine, il mese di maggio 2007 doveva essere un periodo di festa. Il giorno 10 sarebbe iniziata infatti la terza edizione di “Vicino/lontano”, la scintillante kermesse organizzata dall’omonima associazione che, col qualificante sottotitolo “Identità e differenze al tempo dei conflitti”, è giunta alla sua terza edizione. A dispetto della giovane età, l’iniziativa gode oramai di ampio prestigio e risonanza, al punto di essere considerata – scontando l’enfasi del cronista compiacente – un «punto di riferimento della primavera culturale friulana» . 

Le copiose anticipazioni uscite sulla stampa, a partire dal ricco carnet di ospiti, confermano questa immagine sontuosa. Per il Messaggero Veneto, Vicino/lontano «anche quest’anno, promette di trasformare la città nella capitale delle culture a confronto».  Una promessa impegnativa e non priva di rischi, dato che – come dichiara alla vigilia uno degli organizzatori, Marco Pacini - il leit-motiv del confronto, sorta di biglietto da visita dell’intera manifestazione, sarebbe stato applicato questa volta ai «temi connessi all’islam». 

Vicino/lontano decide dunque di gettarsi a capofitto in uno dei topoi più roventi della storia contemporanea, almeno da quando, l’11 settembre 2001, diciannove seguaci di Maometto hanno evidenziato, non senza enfasi, le difficoltà del dialogo con la seconda fede del pianeta. Dedicare all’Islam la propria terza edizione è però una scelta indovinata; tanto più sensata alla luce dell’ormai robusta presenza musulmana insediata nel Vecchio Continente. Venti milioni di soggetti ormai, secondo alcune stime, molti dei quali alle prese con le contraddizioni della doppia appartenenza, con le apparenti incompatibilità tra i valori e gli stili di vita autoctoni e quelli caldeggiati dal Corano e dai suoi odierni interpreti e, soprattutto, esposti alla temibile calamita del fondamentalismo. Una convivenza, quella tra europei e islamici, segnata insomma da alcune stringenti ambivalenze e da, fortunatamente rare, fiammate di incomprensione o di violenza, come il celeberrimo caso delle “vignette di Maometto” in Danimarca ha tristemente evidenziato. Argomenti di cui parlare, insomma, ce ne sono parecchi. Ben fatto, Vicino/lontano.

Peccato però che, per affrontare l’ostico argomento, gli organizzatori abbiano scelto di affidarsi a due sorprendenti atout. Come dichiara ancora Pacini al Messaggero Veneto, Vicino/lontano ha deciso infatti di penetrare nel groviglio dei rapporti con l’Oriente, e delle intricate questioni dell’islam in Occidente, «portando a Udine due protagonisti indiscutibili della scena europea e mondiale della cultura e della politica islamica: l’intellettuale Tariq Ramadan e l’ex presidente dell’Iran Mohammad Khatami». Due personaggi che lo stesso giornale, di fatto portavoce ufficiale della manifestazione, presenterà in questo modo al pubblico udinese:

[Khatami] è un intellettuale iraniano e filosofo della politica che ha rivestito la carica di presidente dell’Iran per due mandati dal 1997 al 2005. Ricordato come primo presidente riformatore del paese dopo la rivoluzione islamica del ’79 si è scontrato con la linea dura del clero conservatore, promuovendo una politica fondata sul diritto, la tolleranza, la democrazia, il liberismo. Ha inaugurato una politica estera improntata alla teoria del “dialogo fra le culture”. [Ramadan invece è] docente di filosofia e islamologia a Oxford: personaggio carismatico e controverso, si è formato in Svizzera e al Cairo, ed è stato al centro di feroci polemiche per il suo essere un intellettuale di cultura interamente europea e moderna, ma che rivendica con forza un ruolo per l’identità islamica anche sul suolo europeo. È considerato l’intellettuale musulmano europeo più noto e autorevole e più ascoltato dalle seconde generazione dei giovani musulmani d’Europa. Consulente di Prodi e Blair sui temi del terrorismo islamico, è stato definito uno dei cento protagonisti del dibattito politico internazionale».

Tariq Ramadan e Mohammed Khatami, dunque, verranno e parleranno a Udine. Il primo, come recita il programma della kermesse, animerà l’evento di apertura: il confronto intitolato “In nome di chi? Quando i conflitti invocano le religioni” previsto per la serata del giovedì 10 maggio. A fargli compagnia, il nostrano sociologo delle religioni Stefano Allievi e il ben noto storico parimenti italiano Franco Cardini. L’ex presidente iraniano sarà invece protagonista della conferenza “Nemici per forza?”, la mattina del sabato successivo, sostenuto dal giornalista locale Valerio Pellizzari nel ruolo di intervistatore.

La scelta dei due interlocutori vuole essere, immaginiamo, la dimostrazione dell’alto profilo ormai raggiunto dalla manifestazione. Ambedue i personaggi, in effetti, godono di notevole visibilità e di riconoscibilità a livello popolare, Khatami in particolare. Per un festival che ambisce ad attirare l’attenzione su di sé, l’invito è sicuramente azzeccato. Peccato, tuttavia, che le reputazioni dei due personaggi siano caratterizzate, come più di qualcuno sottolinea, da un certo numero di note stonate. Note ignorate nelle pillole di presentazione del Messaggero Veneto ma che altri, meno distratti, non si sono certo fatti scrupolo di denunciare a chiare lettere.

Gli organizzatori erano certo consapevoli che delle polemiche sarebbero venute fuori. Un invito così, poi, sarebbe stato senz’altro considerato la palese dimostrazione dell’orientamento politico della manifestazione, orientamento sfuggito a non pochi dei partecipanti delle precedenti edizioni. Vicino/lontano, tuttavia, gioca d’anticipo, Nella già citata intervista di presentazione della kermesse, Pacini si vede rivolgere questa domanda: «Alcuni inseriscono vicino/lontano nel novero delle manifestazioni “di sinistra”», chiede il giornalista. «Sottoscrive?». La risposta di Pacini, ovvio, è: «No. Cerchiamo di affrontare i temi sempre con un’ottica alta. Chiamando esperti della materia, non partigiani di una tesi, accogliendo voci dal pensiero di sinistra come da quello di destra» . Grazie Pacini, ma per la cronaca, il trattamento vellutato riservato ai tuoi ospiti confermerà ampiamente il sospetto adombrato con gentilezza dal tuo intervistatore. Ogni cosa, comunque, a suo tempo.

Veniamo anzitutto a Tariq Ramadan. Intellettuale di grido, ma anche controverso: questo lo aveva ammesso anche il Messaggero Veneto. Le controversie che lo riguardano vanno in un certo senso al di là dello spessore del personaggio. Persino un suo acerrimo avversario come Magdi Allam, seppur in chiave ironica, è stato costretto ad ammetterne le qualità. «Se la rivista americana “Time” nel 2003 l’ha designata come uno dei cento pensatori che hanno “modellato il mondo, se ha raccolto attestati di stima e ammirazione di diversi ambienti non solo musulmani, se è corteggiato e osannato da molte comunità islamiche europee, è evidente che lei è una personalità carismatica, ha uno spessore ideale, religioso e culturale, dispone di una eccellente capacità comunicativa e di manipolazione dei media» .

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    28 Giugno 2008

La storia di Khatami a Udine: anticipazioni: parte II


Una telefonata su “YouTube” con Carlo Panella (continua)

Su cosa ci si può confrontare allora, con Khatami? Sulle sue intenzioni riformatrici del paese più oscurantista del mondo, rimaste però sulla carta? O sulle lapidazioni, mai cessate nemmeno nei suoi anni? Dovremmo dialogare intorno alla sua affascinante visione del «dialogo tra le civiltà», divenuto il cavallo di battaglia di un Khatami oggi alla guida di una fondazione che reca appunto questo nome? O dovremmo invece sottolineare le intrinseche difficoltà di questa visione, specie se alimentata con misure a dir poco discutibili: dai generosi finanziamenti e invii di armi alle fazioni palestinesi in lotta contro lo Stato di Israele, Hamas in primis; al sostegno ai miliziani che destabilizzano l’Iraq impegnato nella difficile fase della ricostruzione post-bellica; sino allo strenuo appoggio ai famigerati Hezbollah che abusano della sovranità territoriale libanese per combattere una logorante guerra di guerriglia con il confinante Stato israeliano?

Quando si sposta su Tariq Ramadan, l’analisi di Panella si fa altrettanto se non più stringente. Nel caso dell’intellettuale, del resto, la questione del dialogo è resa ancora più indisiosa dalla sua alacre opera di “islamizzazione” tentata in Europa. Non dimentichiamoci infatti, sottolinea Panella, che «Ramadan è il volto presentabile dei Fratelli Musulmani»; è, in altre parole, uno degli esponenti più noti di un movimento transnazionale e ben organizzato che incarna una visione ultrarigorista se non fondamentalista dell’Islam, munito peraltro di apposite appendici terroriste come Hamas e ben oliati meccanismi di reclutamento. Non dimentichiamo nemmeno, a questo punto, che i Fratelli Musulmani in questi ultimi anni si sono insediati capillarmente nel suolo italiano, e non solo, divenendo il punto di riferimento ideologico di gran parte delle moschee e dei centri di culto sorti nel nostro paese. Le parole e le non poche opere a stampa di Tariq Ramadan, in questo senso, rappresentano ben più che l’espressione di un lavorio intellettuale. Sono, soprattutto, missive indirizzate alla nutrita comunità dei musulmani italiani ed europei, chiamati a conformarsi ad una visione dell’Islam che Ramadan si sente chiamato a “riformare” in funzione di un radicamento europeo considerato ormai irreversibile. Con quali fini, ancora non si sa.

Queste brevissime note ci aiutano a capire che forse, dal nostro punto di vista di cittadini del Vecchio Continente, l’incontro con Ramadan avrà un’importanza ben maggiore rispetto a quello con Khatami. Mentre il pensiero di quest’ultimo, in fin dei conti, può avere al più risonanza entro la minoritaria sfera della shi’a, e di quella iraniana in particolare, il sunnita Ramadan si rivolge ad una platea sunnita ben più ampia e, soprattutto, collocata ben dentro le nostre città. Questo dettaglio niente affatto trascurabile spinge così Panella a illustrare con la massima nettezza i suoi dubbi. Anche per non spezzarne l’unità, riportiamo interamente questo passaggio dell’intervista:

Come sapete, [Ramadan] è nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani ma soprattutto è figlio del personaggio che negli anni ’40 e ’50 impiantò la presenza dei Fratelli Musulmani in Palestina. Suo padre, che lui ovviamente ha sempre rispettato, è praticamente il fondatore di Hamas. Non come movimento organizzato, perché nacque anni dopo la sua morte, ma tutti gli esponenti e fondatori di Hamas, a partire dallo sceicco Yassin, sono stati suoi allievi. Cosa fa Tariq Ramadan? Ha una grande capacità affabulatoria. Ha sempre vissuto in Europa, risiede e insegna a Friburgo, in Svizzera, e ha compiuto una operazione piuttosto intelligente. Ha assunto in pieno il linguaggio, il lessico no global; se leggete i suoi libri trovate molte frasi, e molte volte la parola altermondialista. E fa finta che l’islam sia un’ideologia che si possa sposare con le tematiche no global. Da qui un suo grande successo salottiero, da qui anche grazie alla sua grande capacità di discorso e di affabulazione, il credito che ha riscosso. Una volta però posto nell’angolo dalle domande dei suoi interlocutori, soprattutto i giornalisti come rivelano peraltro Le Monde  e molti altri quotidiani progressisti francesi, innanzitutto si rifiuta sempre di condannare nettamente, senza giri di parole, gli attentati contro i civili e i bambini israeliani, li relativizza sempre […] tanto meno nei confronti dei civili in Iraq.  E poi scrive nei suoi libri una prospettiva di riforma dell’islam, e questa è una cosa che affascina gli ambienti della gauche caviar, che è in realtà una prospettiva autoritaria, e mi spiego. Lui non pone al centro della sua riflessione quello che è stato il senso e la capacità del grande islam degli anni a cavallo dell’800 e del 1200 della nostra era, ma si pone soltanto il problema di riformare la norma della sharia, della legge divina. Lui agisce all’interno di una dimensione del mondo tutta definita dall’esistenza di una società musulmana che deve essere regolata dalla sharia; e assegna il compito di attuare questa riforma della sharia – lui ad esempio ha proposto, e ha riscosso molto consenso, una moratoria delle lapidazioni - non già a qualsiasi tipo di struttura democratica, ma solo ed esclusivamente al consesso dei giuristi musulmani, che devono applicare due criteri molto rigidi del diritto musulmano che sono il criterio del consenso tra di loro e della similitudine, cioè si può modificare la sharia se si riesce a trovare nella tradizione islamica una qualche similitudine con dei procedimenti similari. È questa una struttura di pensiero tipicamente fascista; di stato etico in cui il rapporto tra i cittadini e lo stato viene determinato non dall’enfatizzazione dei diritti e doveri della persona e dello Stato nei confronti della persona, ma solo e unicamente nei confronti di una norma, la sharia,  che viene acquisita per come è stata definita – cosa che lui non mette minimamente in discussione - dalle cinque scuole che vigono nell’islam, è che si può riformare non da parte di qualsiasi tipo di processo democratico ma da parte di una elite, autonominatasi peraltro perché non hanno alcuna legittimazione questi giuristi [a parte il fatto] che controllano le università coraniche. È un discorso tutto interno allo stato etico, è un discorso di riforma dello stato etico, di tipo però giurisdizionale. Quindi, rifiuto totale di ogni criterio di itjiad, di interpretazione del testo coranico che ha segnato invece il successo dell’islam d’oro.

Con questo attacco a tutto campo, Panella si premura di ribadire il messaggio chiave dell’intervista: ogni ipotesi di dialogo con Ramadan è del tutto illusoria. Cosa attendersi d’altronde da un uomo che, nel presentarsi come un campione di un Islam aggiornato al III millennio, sta compiendo al più un’operazione di restyling che non rinnega, e anzi ripropone, le asprezze dell’Islam? Che, nonostante la pur rivendicata apertura alla modernità, bandisce «ogni criterio [di] interpretazione del testo coranico» rinnovando per quest’ultimo, e per le «cinque scuole» che mille anni or sono l’hanno compulsato in lungo e in largo, il ruolo di guida unica per i fedeli? E che, dietro le acrobazie retoriche di cui è indiscusso maestro, cela una visione religiosa tutta incentrata sulla sharia, il diritto islamico, con i suoi ferrei corollari patriarcali e misogini e, soprattutto, ostili ad ogni ipotesi di conversione ad altre religioni? Insomma, che senso ha dialogare con un uomo che propone, quale cornice ideale per la convivenza in Europa, uno «stato etico» che chiama i neo-concittadini musulmani a conformarsi ad un modulo di «pensiero tipicamente fascista», ignorandone così le aspirazioni ad una maggiore autonomia – civile, etica e politica - dalla guida della religione?
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    28 Giugno 2008

Che cos'è la casbah di Udine e perché dobbiamo conoscerla


di Marco Orioles
Dipartimento di Economia, Società e Territorio - Università degli Studi di Udine
Maggio 2008

È il quartiere più movimentato della città di Udine, ma anche il più chiacchierato. E si capisce. Nello spazio di appena un decennio, la zona circostante la stazione ferroviaria ha mutato volto, carattere, anima. A cambiare, soprattutto, è stata la sua composizione socio-demografica. Questa è infatti la storia di un’area trasformata repentinamente e radicalmente dall’immigrazione straniera. È la storia, anche, di uno choc culturale, non dissimile da quello sperimentato da altre città italiane ed europee. Una storia, dunque, su cui vale la pena soffermarsi e riflettere, perché contiene i semi del nostro futuro.

Era un’elegante, austera, quasi aristocratica zona residenziale, quella sorta a cavallo del XIX e XX secolo attorno alla stazione delle Ferrovie dello Stato. Troneggianti, i suoi palazzi proiettavano un’ombra rassicurante, paterna, sui pur animati flussi di pendolari e studenti, arginandone le intemperanze. Persino le marginalità, le manifestazioni crepuscolari del disagio o del vizio così tipiche di questi spazi urbani, parevano assimilarne il temperamento, il rigore, la sobrietà. Prostitute, alcolisti e perdigiorno erano, insomma, un’appendice controllata e tollerata. Un epifenomeno incapace, per natura e proporzioni, di incidere su di un equilibrio complessivo, di alterare uno scenario in cui il controllo sociale era esercitato in prima persona e a bassa voce, col cono gelato o il sacchetto della spesa in mano.

Ecco, è precisamente questa sensazione che i tumultuosi anni Novanta hanno spazzato via, disorientando tutti: residenti in primis, ma anche amministratori, giornalisti, forze dell’ordine. L’icona di un quartiere che si compiaceva della propria misurata, sobria ordinarietà si è dissolta, senza scampo, sotto i colpi della forza dirompente del nostro tempo, la globalizzazione con i suoi mille e più flussi: materiali, immateriali e soprattutto umani [Castells 2000; Friedman 2000 e 2004; Orioles 2007].

L’immigrazione straniera, si sa, è il volto più pregnante di questa colossale trasformazione planetaria [Muscarà 2007; Papastergiaidis 2000; Stalker 2003; UN-GCIM 2005]. Ne è, soprattutto, la manifestazione più visibile, specialmente laddove i movimenti e le reti che la alimentano tendono ad addensarsi e concentrarsi [Wood e Landry 2008]. Come è avvenuto, appunto, nella zona della stazione di Udine.

Mentre vi si inaugurava, guarda caso, il primo McDonald’s della città, il quartiere ha visto così paracadutare e moltiplicarsi in gran velocità tutti gli altri segni e simboli dei tempi nuovi. Gli effluvi del kebab, il cicaleccio dei call center, la lussureggiante mercanzia cinese, l’esuberanza degli african shop. E, naturalmente, una moschea. Luoghi nuovi ma, soprattutto, nuovi avventori e residenti, che hanno proiettato sui marciapiedi del quartiere un inedito precipitato antropologico. Un eterogeneo campionario di lingue, atteggiamenti, comportamenti, abiti, ornamenti e riti si è sovrapposto all’antica identità di questa zona, schiacciandola o, nell’infastidita percezione di molti, relegandola in una paradossale posizione di minorità. “Questa non è più via Roma”, ha sottolineato un giovane (ucraino!) riferendosi alla pulsante arteria commerciale dirimpetto la stazione, “ma via Romania”.

Udine insomma ha oggi, indiscutibilmente, un proprio quartiere multietnico. Come tante altre realtà nazionali ed europeee, ovviamente in proporzione. Proporzione, però, tutt’altro che insignificante. Anzi. I numeri parlano chiaro (vedi figura). In base ad una rilevazione anagrafica compiuta dallo scrivente nel maggio 2007, i cittadini stranieri rappresentano un quarto circa dei duemila residenti nel nucleo centrale della cosiddetta casbah (v.le Europa Unita, v.le Leopardi, via Roma, p.zza Repubblica, via della Rosta, via Croce, via de Rubeis, Via Nievo, Via Percoto). Con punte, però, pericolosamente vicine al 50%, come in viale Europa Unita.

Assai superiore rispetto al dato medio udinese (10%), come di tanti altri capoluoghi italiani [Caritas 2007], questa densità abitativa è l’evidente spia dell’attrazione esercitata sui migranti da queste strade. L’indicatore di un processo di concentrazione avvenuto spontaneamente, frutto della convergenza di miriadi di decisioni individuali che la popolazione locale ha visto atterrare e cumularsi, una dopo l’altra, giorno dopo giorno. Una situazione sui generis, inoltre, anche per la vistosa pluralità di nazionalità rappresentate, nessuna delle quali preponderante sulle altre. Albanesi e pakistani; croati e russi; filippini e algerini, cinesi e colombiani. Le bandiere del pianeta sventolano un pò tutte, qui, a spizzichi e bocconi.





Un ghetto. Un suk. Una casbah. Persino un Bronx. Nella vox populi come nella stampa, le etichette circolate per descrivere questa situazione si sprecano. E tradiscono, oltre al disagio diffuso, la paura. Quale? Beh, non è una sola. C’è, anzitutto, la fatidica questione della sicurezza, la stessa deflagrata a suo tempo nella Padova di via Anelli, nei dedali del centro storico di Genova, o nella Torino di Porta Palazzo. È lo spettro di una zona oramai fuori controllo, anzi, in mano ad altri. L’incubo di un’area tranquilla che, dall’oggi al domani, si fa ricettacolo di criminalità e devianza d’importazione; teatro di attività illecite praticate alla luce del sole o, peggio, celate negli appartamenti e magari dietro l’incomprensibile vociare dei tanti capannelli fuori dagli esercizi commerciali o davanti ad una panchina.

Questo è il timore verso cui si è indirizzato maggiormente, e comprensibilmente, l’impegno delle istituzioni. Le forze dell’ordine si sono prodigate non poco negli ultimi tempi per riaffermare l’impressione del controllo e rassicurare la preoccupata cittadinanza. Con misure concrete, quali l’incremento della sorveglianza e l’efficace repressione delle condotte più indesiderate, dalla prostituzione nelle strade allo strisciante traffico di stupefacenti. Ma anche con gesti simbolici, come l’apprezzata scelta di svolgere qui l’annuale Festa della Polizia.

La strategia, manco a dirlo, ha funzionato solo in parte. Basta leggere il “Messaggero Veneto” per rendersene conto. Per ogni comunicato del Questore o del Prefetto volto a ribadire il messaggio chiave – non c’è alcun problema di sicurezza nel quartiere – non si sono fatte attendere né le smentite, per quanto peregrine, né le segnalazioni secondo cui il problema risiederebbe altrove. Dove, di grazia?
 

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  • data pubblicazione:
    27 Maggio 2008

Comincia il corso di sociologia dei processi culturali e comunicativi


A studentesse e studenti del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, Università degli Studi di Udine:

Lunedì prossimo, 18 febbraio, comincia il corso di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi. L'appuntamento è per le ore 9.00 nell'aula 5 della sede di via Margreth e, poi, ogni lunedì alla stessa ora. Il programma è stato divulgato nei canonici canali del nostro Ateneo, per cui mi limiterò qui a ribadirne gli elementi essenziali.

Anzitutto, lo studio. Che si impernierà su questi argomenti:

1) Il concetto di cultura: accezioni principali; il cammino verso l’accezione “scientifica” o “antropologica”; cultura e civiltà tra illuminismo e romanticismo; che cos’è la cultura per le scienze sociali; analisi della cultura: proprietà generali, caratteri. Approfondimenti: natura e cultura; socializzazione, etnocentrismo, relativismo culturale, universali culturali.

2) La cultura, analisi approfondita di “valori”, “norme sociali”, e “riti”.

3) Rassegna di alcuni approcci sociologici alla cultura, con particolare riguardo a: K. Marx e la sociologia della conoscenza; E. Durkheim; M. Weber; Scuola di Chicago; G. Simmel; T. Parsons.

4) Diversità e pluralismo culturale: diversità “interna” (stratificazione sociale, generazioni, subculture e controculture ecc.) ed etnica; immigrazione straniera e integrazione; il multiculturalismo. Analisi di alcuni esempi inerenti il pianeta Islam: la “guerra delle vignette”; il velo e le donne musulmane; Khatami e le strette di mano proibite; Chahdortt Djavann e il “fascismo islamico” vs. Tariq Ramadan e il "riformismo islamico".

5) Globalizzazione: riflessioni a partire dal saggio del docente “Le mille globalizzazioni”.

6) Comunicazione: excursus storico dall’era dell’oralità ai giorni nostri (tecnologie della comunicazione, internet, telefonia mobile ecc.); teorie e modelli interpretativi della comunicazione di massa.

Tutti questi argomenti saranno trattati a partire da alcuni testi di base, da leggere per sostenere l'esame. Si tratta di: L. Sciolla, Sociologia dei processi culturali (Il Mulino 2007); M. Orioles, Le mille globalizzazioni: alla ricerca di una bussola (Il Calamo, 2007); M. Orioles, I vecchi e nuovi volti della comunicazione, in B. Tellia, a cura, Comunicare (Forum, 2005).

Questo, dunque, per quanto riguarda lo studio “matto e disperatissimo”. Durante il corso, tuttavia, cercheremo di sviluppare alcune abilità “pratiche” e decisamente meno disperate. Sulla scia di quanto fatto l’anno scorso, gli studenti più “volitivi” saranno invitati a realizzare delle micro-ricerche o tesine sull’argomento “immigrazione straniera” e dintorni. Ci proporremo in particolare di realizzare altri video sulla falsariga di quelli attualmente ospitati in questo sito, tutti curati dagli studenti dell’anno scorso e dal docente. Ne parleremo naturalmente a lezione.

IL DOCENTE
Marco Orioles


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  • data pubblicazione:
    15 Febbraio 2008

Notizie dal Consiglio Comunale di Udine


Siamo abituati agli imprevisti, alle sorprese, all'ironia della sorte. Ieri però questa nostra predisposizione è stata sfidata da due accadimenti decisamente inconsueti, o meglio, talmente singolari da indurci a riferli in questa sede.

Ambedue le circostanze hanno avuto come teatro la seduta del Consiglio Comunale udinese. Ebbene sì: vuoi per una certa curiosità di fondo, vuoi per le note condizioni ambientali del lunedì sera (città semideserta e locali pubblici in gran parte chiusi), ci siamo fatti tentare dallo spettacolo.

E che spettacolo. Il consigliere Diego Volpe Pasini - la cui scarsa simpatia verso i rom friulani è ormai leggendaria - che richiama i colleghi alle proprie responsabilità verso i rom del campo di via Monte sei Busi: questa no, che non ce l'aspettavamo.

E' andata così. Si stava discutendo di future e impegnative acquisizioni immobiliari da parte del Comune (ex caserme). Erano quasi le sette ormai quando il consigliere ha preso la parola per rinfrescare la memoria dei presenti, ricordando loro una vecchia questione rimasta sospesa: l'acquisizione dell'area di via Monte Sei Busi adibita de facto a campo "nomadi". E' stata dichiarata alienabile da cinque anni, ha sottolineato Volpe Pasini. Cosa si attende, perciò, visto che nulla sembra essersi mosso da allora? E il progetto per la sistemazione dell'area a beneficio degli attuali residenti, pagato e pronto da un paio di decadi ormai: si è smarrito in qualche cassetto di palazzo d'Aronco?

Volpe Pasini non ha tardato a rendere esplicita la provocazione. Ribadendo ai colleghi e soprattutto agli avversari che la "soluzione" a suo avviso sarebbe altra, vale a dire lo sgombero,
li ha esortati ad applicare almeno "la loro". Se l'alternativa è l'immobilismo, gli occhi chiusi sul vistoso degrado di quell'area e sulle condizioni in cui versano non pochi suoi abitanti, meglio l'intervento di riqualificazione immaginato a suo tempo dall'istituzione comunale.

Questa, insomma, la nostra prima sorpresa. Conclusasi con un voto prevedibile da parte dell'assemblea: 4 assenti, 2 favorevoli, 15 contrari.


Quanto alla seconda, beh, non richiederà lunghe digressioni. Basti questo: che per il solo fatto di esserci seduti vicino ai cosiddetti "grillini", siamo stati presi anche noi per tali. Chi ci conosce apprezzerà sicuramente l'involontario sense of humour dei due consiglieri caduti nell'inganno. A beneficio di chi è nuovo di queste parti,  richiameremo invece una nostra recente dedica ai grillini e alla loro guida spirituale.

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  • data pubblicazione:
    30 Ottobre 2007

muri



Udine, via...
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  • data pubblicazione:
    27 Ottobre 2007

dedica ad a.s.




"Old soldiers never die. They just fade away".
Douglas MacArthur
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  • data pubblicazione:
    21 Ottobre 2007

Da un blogger iraniano (in canada): zar putin stringe mani femminili in iran






The Sharia Hypocrisy during Putin’s Visit to Tehran
Posted by Kamangir on October 16th, 2007

You might remember that the former reformist president Khatami was under harsh criticism by the conservatives for having shaken hands with an uncovered lady in Italy and then sitting close to her (in which occasion we also talked about the proper hand-kissing method utilized on the Supreme Leader). At the time, many clerics asked for him to be tried and prohibited from wearing the clergy cloths, a very harsh punishment for a clergyman. That apparently is not how the conservatives react to all anti-Sharia actions.

If what happened to Khatami was in Italy, a country not under the jurisdiction of the Islamic Republic, during Putin’s recent trip to Iran the same conservatives showed that they can close their eyes on similar “sin”s committed “on the land of Islam”. This picture is taken in Mehrabad Airport, Tehran, and is published by the state-run media. The lady in short skirt is Putin’s flight attendant and you should know that as soon as any flight enters the Iranian air, all female passengers have to cover up. This lady, however, gets away with being unveiled and also shaking hands with a man. Well, that specific man is going to help the Islamic Republic fulfill their nuclear ambitions. So, who cares?

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  • data pubblicazione:
    20 Ottobre 2007

incontri udinesi: enrico pizza e i braidich



via monte sei busi, 17 ottobre 2007: i braidich con enrico pizza


via monte sei busi, 17 ottobre 2007: giorgio braidich con enrico pizza
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    19 Ottobre 2007

auguri alle neodottoresse




Vanessa Raffin e Isabella Zuodar hanno raggiunto pochi giorni or sono il supremo traguardo: la laurea. La casbah, che molto deve al loro entusiasmo (alcuni video qui presenti sono stati realizzati da loro),  non può che unirsi con veemenza al coro dei  "Viva" levatisi a Palazzo  Antonini.

Viva Vanessa, viva Isabella, neodottoresse in Scienze della Formazione Primaria.


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    17 Ottobre 2007

hillary


ultimi sondaggi: presidenziali USA '08, nomination democratica



ultimi sondaggi: presidenziali USA '08, sfida clinton - giuliani


tutti i sondaggi di real clear politics




Hillary: The Great Navigator
Charles Krauthammer, The Washington Post, 12 ottobre 2007



WASHINGTON -- Bill Clinton's greatest domestic achievement, aside from abolishing welfare, was free trade. The crown jewel was the North American Free Trade Agreement. He got that through Congress over sustained union opposition in 1993. Monday, Sen. Hillary Clinton proposed that NAFTA and other existing trade agreements be reassessed every five years.

The Washington Post correctly calls Hillary's retreat from free trade "opportunism under pressure," the pressure being the rampant and popular protectionism of her presidential rivals, particularly in protectionist Iowa. But while "opportunism under pressure" suggests (pace Hemingway) cowardice, the better description of Clintonism is slipperiness. Adaptability. Cynicism, if you like.

Note her clever use of terms. Reassessing NAFTA sounds great to protectionists, but it is perfectly ambiguous. It could mean abolition or radical curtailment. It could also mean establishing a study commission whose recommendations might not reach President Hillary Clinton's desk until too late in her second term.

The Post editorial noted "a perverse kind of good news" in Hillary's free-trade revisionism: "There's little chance that her position reflects any deeply held principle." And there lies the beauty not just of Clinton on free trade but of the Clinton candidacy itself: She has no principles. Her liberalism is redeemed by her ambition; her ideology subordinate to her political needs.
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    12 Ottobre 2007

dedica: a grillo e seguaci



La morale
da: Trilussa, Le storie, 1923


Anniscosto tra er verde d'una villa
c'è un bel laghetto, quieto com'un ojo,
coll'acqua chiara, limpida e tranquilla
che cola a gocce a gocce da uno scojo
ch'hai d'appizzà l'orecchie pe' sentilla

El lago è basso, e chi ce guarda drento
vede che er fonno è tutto conformato
de brecciole che pareno d'argento,
framezzo ar vellutello (1)
fresco, pulito e bello.

Io che ce vado spesso e volentieri
me sdrajo su la riva e guardo l'acqua
che me risciacqua tutti li pensieri;
ma giusto l'antro jeri,
guardanno mejo er fonno, feci caso
che c'era un certo vaso...
un certo vaso tonno che nun dico
sennò quarcuno aggriccerebbe (2) er naso.
- Ah! - dissi - che peccato!
Chi ce l'avrà buttato?
E che dirà la gente
quanno vedrà quer coso arivortato?
Se scandalizzerà sicuramente. -

E allora, piano piano,
con una canna che ciavevo in mano,
feci in maniera de cacciallo fòra:
fregai l'orbo (3) mezz'ora
fra li sassi e le piante:
e smòvi e scava e spigni, finarmente
lo tirai su, glorioso e trionfante!

Ma nun ve dico quanto feci male;
perchè quell'acqua, tanto mai pulita,
scossa che fu, rimase intorbidita
che pareva un pantano generale.

Così succede spesso ne la vita
a la gente che sarva la morale.


(note)
(1) vellutello: sorta di musco
(2) aggriccerebbe: arricerebbe
(3) fregai l'orbo: lavorai senza costrutto
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    12 Ottobre 2007

viva israele: magdi allam a udine


   
giorgio linda e magdi allam al palamostre di udine - 7 ottobre 2007


Estratti al volo dalla telecamera, questi fotogrammi offrono un'anteprima del nostro incontro con Magdi Allam. Giunto a Udine ieri su invito dell'associazione Italia-Israele del Friuli e del Rotary, il vicedirettore del Corriere della Sera ha presentato presso il Palamostre il suo ultimo libro, "Viva Israele". Non prima, però, di aver rilasciato a noi della casbah qualche dichiarazione ad hoc.

Giusto per essere chiari, lo diciamo a chiare lettere: è stato un piacere discutere con Magdi Allam. Abbiamo anzi approfittato per chiederglielo: come mai tanto rancore nei tuoi confronti? Come mai, quando si scandiscono queste parole - Magdi Allam - certuni arricciano il naso e talaltri corrono a prendere la penna per sottoscrivere un manifesto contro di lui? Curiosamente, o forse no, sono le stesse reazioni suscitate da un altro nome: Israele.

Non è stata l'unica questione ostica toccata in mezz'ora circa di colloquio. Che condivideremo con voi a breve: sicuramente prima dei filmati della serata al Palamostre, la cui lavorazione richiederà un pò di tempo.


Arrivederci dunque con l'intervista a Magdi Allam. E con i video della presentazione udinese di, lo ripetiamo volentieri, Viva Israele.

  
dall'intervista con la casbah di udine:
elio cabib e magdi allam - 7 ottobre 2007


elio cabib e magdi allam al palamostre - 7 ottobre 2007

magdi allam a udine




La prossima domenica, 7 ottobre, alle ore 21.00 Magdi Allam presenterà il suo ultimo libro, "Viva Israele", presso il Palamostre di Udine, in piazzale P. Diacono. Organizza l'associazione Italia-Israele del Friuli in collaborazione con Rotary Clubs locali.





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    02 Ottobre 2007

Nuovo video by casbah: via riccardo di giusto, gli stranieri e stefano salmé - parte 2






Presentazione

Casomai sfuggisse, i cittadini stranieri non vanno insediandosi solamente nella zona della stazione ferroviaria, vale a dire nella "casbah". Nella seconda parte dell'intervista, il segretario regionale di Fiamma tricolore Stefano Salmè ricorda a tutti noi che a Udine c'è almeno un'altra area dove si contano sempre più volti nuovi: il quartiere di via Riccardo di Giusto. Una sezione della città, questa, con una storia alle spalle non meno particolare di altre, semmai di più. Ci consegna opinioni controverse, Salmè: come il tema stesso dell'incontro, del resto.


via riccardo di giusto, gli stranieri e stefano salmè parte 2: guarda il video

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    18 Settembre 2007

torna la morte a udine. In buona compagnia


Udine, 17 settembre, ore 22:00 circa

Le agenzie l'hanno battuta pochi minuti fa, la notizia del giorno. Una notizia sconvolgente, per la piccola Udine: un commerciante ammazzato nel suo negozio, a colpi di arma da fuoco. Ecco rispettivamente i lanci dei siti del corriere della sera, di quotidiano.net e del messaggero:

Commerciante oro ucciso a colpi di pistola. 17 settembre, 20:42 - UDINE, Il titolare di un piccolo negozio di compravendita di oro usato di Udine e' stato ucciso questo pomeriggio alle 18, freddato da almeno un colpo di arma da fuoco. La vittima e' Giacomo Patti, 35 anni. L'uomo dapprima e' stato tramortito con un pugno in pieno volto e poi raggiunto da un colpo di pistola che e' andato dritto al cuore. All'origine dell'omicidio apparentemente una contrattazione finita male, anche se non e' ancora stata esclusa l'ipotesi della rapina. (Agr)

Commerciante d'oro rapinato e ucciso. Udine 17 settembre 2007 - È stato freddato attorno alle 18 da almeno un colpo di arma da fuoco il titolare di un piccolo negozio di compravendita di oro usato, Gold 2000, situato in viale 23 marzo a Udine. Si tratta di Giacomo Patti, di 35 anni. L'uomo è stato dapprima tramortito con un pugno in pieno viso e poi colpito con un colpo di pistola, che inizialmente si pensava alla testa, e invece terminato dritto al cuore. All'origine dell'omicidio apparentemente una contrattazione finita male, anche se non è ancora stata esclusa l'ipotesi della rapina. Sul luogo sono intervenuti gli uomini della polizia e dei carabinieri di Udine, assieme al sostituto procuratore dottor Buonocore.

Udine, gioielliere ucciso con sei colpi di pistola ma nel suo negozio non manca nulla - UDINE (17 settembre) - Un gioielliere che ritirava oro usato è stato ucciso da sei colpi di pistola calibro 38 nel negozio di famiglia, a Udine, in viale XXIII Marzo numero 8, a circa un chilometro dalla stazione ferroviaria. L'uomo, Giacomo Patti, 35 anni, celibe, originario di Rovigo, è stato ritrovato in una pozza di sangue nel negozio. Verso le 18.10 alcuni clienti sono entrati nel negozio, ma il locale appariva deserto e si sono quindi rivolti al negoziante accanto, che li ha accompagnati. Dietro il bancone hanno trovato il cadavere crivellato da colpi al torace e al collo. Il medico legale fa risalire l'ora del decesso a circa le 17;30. Le indagini sono a 360 gradi, non si esclude nulla. Il fatto rilevante è che sembra che nulla sia stato rubato dal locale, né gioielli né denaro. L'arma del delitto non è stata ritrovata.


E' facile immaginare quel che accadrà ora in città. Un assaggio lo abbiamo già avuto, a pistola praticamente fumante, nello speciale di prima serata predisposto dalla più nota televisione locale. Torna la paura a Udine: ecco il messaggio. Una reazione più che comprensibile, vista l'efferatezza del delitto ed altri significativi dettagli. Una bottega periferica, spartana e poco visibile. Ubicata a ridosso della zona stazione, di quella temutissima casbah in cui sciamano, rumoreggiano e addirittura nidificano frotte di cittadini stranieri.

Già, gli stranieri. Se questo delitto assurgerà a simbolo dell'insicurezza crescente di questa città, come sembra di capire, lo dobbiamo anche a loro. Poco importa che la matrice del delitto sia ancora ignota. A giudicare dalle telefonate giunte alla trasmissione di cui sopra e dagli interventi di alcuni politici presenti in studio, le responsabilità sono chiare. Colpa degli stranieri e di chi li vuole. Delle masse che stanno alterando le apparenze e l'anima del quartiere della stazione, e non solo, e di chi glielo permette. Di chi si rende responsabile del degrado di una città un tempo contegnosa e serena, e di chi lascia colpevolmente fare. E, ovviamente, dei soliti nomadi.

L'insicurezza dei cittadini merita rispetto, attenzione e anche misure fattive. Sull'utilità delle parole, invece, avremmo qualche dubbio.

Aspettiamo trepidanti i giornali di domani.



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    17 Settembre 2007

Auguri al nuovo portavoce della comunità islamica del Friuli



sante ciccarello (sinistra)


Udine, 14 settembre 2007

I nostri migliori auguri di buon lavoro a Sante Ciccarello, nuovo portavoce della Comunità islamica del Friuli. Lo abbiamo incontrato giusto oggi, al Centro di via del Vascello
a Udine. Peraltro, quale miglior occasione del primo venerdì del mese di ramadan per una visita alla cosiddetta "moschea"?

All'odierna funzione, svoltasi alle tredici spaccate in un locale gremito di volti di ogni provenienza,
abbiamo assistito più che volentieri. Anche se, ovviamente, le uniche parole afferrate da noi sono state quelle pronunciate da Ciccarello prima della preghiera conclusiva. Ribadendo i concetti di chi l'aveva preceduto scandendo la lingua del Corano, il portavoce ha rammentato ai circa duecento fedeli presenti il significato e la valenza del ramadan e auspicato una completa e giosa adesione.

Non è stata la prima visita per noi, né sarà l'ultima. Confermando la disponibilità del suo predecessore, l'amico Bouraoui Slatni, Ciccarello ha subito teso una mano fattiva: abbiamo già immaginato alcune iniziative comuni, di cui il video che presentiamo oggi è un primo risultato.

Il filmato è il prologo (9 minuti e 50 secondi) di una discussione tra noi e Ciccarello che si svilupperà nel tempo. Una riflessione a puntate, mettiamola così, in cui sviscerare i temi e i nodi della convivenza nel friuli multietnico e multireligioso. E raccontare, per dirla con lo stesso Ciccarello, la comunità "laboratorio" dei musulmani friulani.


"moschea aperta": bouraui slatni (sx) e mohammed erbesh con noi
al centro di via del vascello (maggio '07)


"
Abbiamo non soltanto una differente presenza dal punto di vista etnico e linguistico, ma anche dal punto di vista religioso non siamo tutti rappresentanti di un'idea identica", sottolinea il portavoce nel corso di questa prima videointervista. Da qui la "sfida", analoga a quella di tanti altri luoghi della diaspora musulmana: "elaborare un modello nuovo di coesistenza". Riconciliare le sfumature, che non son poche, e avvicinare così la fatidica quadratura del cerchio: dar vita ad una comunità capace di "essere al tempo stesso fedele ai principi islamici (e) assolutamente integrata" nella società friulana.

A presto dunque con il proseguio della conversazione con Sante Ciccarello. E con le altre iniziative in cantiere, di cui daremo pronto annuncio qui.

***
Guarda il video: sante ciccarello e la comunità islamica del friuli
Video della nostra visita di maggio: la casbah in visita alla "moschea" di udine
Breve resoconto della visita a cura di Monica: cronaca di un incontro


bouraoui slatni legge per noi il corano al centro di via del vascello (maggio '07)

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    15 Settembre 2007

12 settembre 2007



Il gen. petraeus e l'ambasciatore crocker al congresso degli stati uniti:

1. Report to congress on the situation in iraq: "prepared statement" per il congresso by gen. petraeus

2. Statement of ambassador ryan c. crocker, u.s. ambassador to the republic of iraq: documento dell'ambasciatore crocker per il congresso

                   

3. Audizione di crocker e petraeus allla commissione armed services del senato, 11 settembre '07 (trascrizione integrale)

4. Le slide di petraeus


UNITED STATES SENATE

COMMITTEE ON ARMED SERVICES

_________________________________________________

There will be a meeting of the Committee on

ARMED SERVICES

Tuesday, September 11, 2007
2:00 PM
Room SH-216, Hart Senate Office Building
OPEN

To receive testimony on the situation in Iraq and progress made by
the Government of Iraq in meeting benchmarks.



Ambassador Ryan C. Crocker
United States Ambassador to Iraq

General David H. Petraeus, USA
Commanding General
Multi-National Force - Iraq



Le slide di Petraeus









Clicca qui per vedere tutte le slide




Parla Petraeus: estratto dall'audizione al senato dell'11 settembre

da: washington post, Crocker, Petraeus Testify Before the Senate Armed Services Committee on Iraq September 11, 2007

(...)

SEN. CARL LEVIN, D-MICH. CHAIRMAN: Thank you, Senator McCain.

Again, our welcome to both of you, our thanks to both of you and to your families, that provide essential support for you in the extraordinarily difficult circumstances in which you both work.

We're indebted to you for your appearance here today and for the fact that this is the third of three long hearings for you.

General Petraeus?

PETRAEUS: Thank you, Mr. Chairman. Senator McCain, members of the committee, thank you for the opportunity to provide my assessment of the security situation in Iraq.

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    13 Settembre 2007

12 settembre 2001



Rob Rogers, The Pittsburgh Post-Gazette




Joe Heller, The Green Bay Press-Gazette




Jack Ohman, The Portland Oregonian




Daryl Cagle, Slate.com




Doug Marlette, Tribune Media Services




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    11 Settembre 2007

pirati


!

~ HaCkeD ^^ ~

>>> This Site Was Hacked By Norman <<<



Sorry Admin N0 Security in Your Site .........

Hello Admin :P .........

Il Nostro motto: Norman And Morgan !! RealWorm

Hacked x123 Norman .........

irc.RealWorm.Net - #HaCkED .........

process complete ....ClanZ!!==.|.|.Norman.|.|.Morgan|.|.Maverick....x123|

[~X123~]



Bene, ecco qua la home page di friuli news alle ore 10.00 di oggi, domenica 9 settembre. Graziosa, vero? Un simpatico ragnetto verde su sfondo nero, e un piccolo testo di rinforzo al messaggio centrale: "Hacked".

Avrà avuto le sue buone ragioni, questo Norman, per oscurare Fabio Folisi e i suoi collaboratori? Se le tiene per sè, il che fa sospettare che si tratti di cosa serissima. Oppure, di ragione non c'è n'era alcuna, il che renderebbe la cosa ancora più seria.

Rischi del mestiere, in ogni caso. E' proprio una grande casbah, internet.

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    09 Settembre 2007

il nemico


cambio al vertice dell'arma ad udine
da: friuli news

Giorgio Salomoni, il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, presentandosi alla stampa ha:
richiamato anche il generale Dalla Chiesa, per stabilire una sorta di patto con i giornalisti: “Non rivelerò mai i dettagli delle operazioni, soprattutto quelle di un certo peso, visto che, come diceva Dalla Chiesa, il peggior errore è quello di far sapere al nemico come agiamo”.

Bene, tanti auguri al nuovo comandante. Ma chi è il nemico? Friuli news, illuminaci. Faccelo sapere, questo dettaglio.
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    04 Settembre 2007

Ahmadinejad stringe le mani alle donne. E le bacia pure, le mani...


Ahmadinejad shaking hands with women
from: inside iran
by Jadi on Mon 03 Sep 2007 11:23 PM PDT

I think shaking hand is a nice act :) In our culture it means respect and friendship but in Islam it is forbidden to touch (shaking hands) with the opposite sex. When I have got this video by email, I replied "I won't publish this because in my idea, shaking hands with a woman is absolutely OK." but my friend responded with "Yes, shaking hands is OK but the problem is how me and you will be punished for this act but it is OK for Ahmadinejad".

He is right, I will be punished if I shake hands with a woman. In the university it means banning from studding for 6 months and in the city, it might lead to lashes!

We also remember Khatami and his 2007 hand shaking incident. This happened in Italy and he was severely criticised by the conservative press for his "immoral behaviour" after returning back.

Ok, speaking is enough :) here is the video:



Presentazione del gestore del blog "inside iran"

I'm Jadi. A 27 years old from Tehran / Iran. I blogged for years at my farsi weblog (www.jadi.net) but these days I'm FILTERED in my own country so I have to write here in english. It's shame but it is the situation ! I am keeping an eye on freedom of expression, censorship, internet filtering and ...


Iranian president accused of indecency
from: the times

may 2, 2007

The President of Iran has been accused of indecency after he publicly kissed an elderly woman who used to be his school teacher. Mahmoud Ahmadinejad was photographed and filmed by state media stooping to kiss the woman’s hand and then clasping her arms in an embrace, at a ceremony yesterday in honour of Iranian teachers’ day. According to sharia law, it is forbidden for a man to have any physical contact with a woman to whom he is not related.

“The Muslim Iranian people have no recollection of such acts contrary to sharia law during Islamic rule,” seethed the ultra-conservative Hezbollah newspaper, on its front page.  “This type of indecency progressively has grave consequences, like violating religious and sacred values.” The newspaper has no link to the Lebanese militant group of the same name. The elderly woman, who was not named, wore thick gloves along with a headscarf and long black coat, meaning that Mr Ahmadinejad avoided any skin contact.

While the Iranian president is considered an ultra-conservative in the West, this is not the first time that he and his government have been attacked by hardline elements even further to the right along the political spectrum. He courted controversy when he unsuccessfully proposed that women should be allowed to attend football matches. One of his vice presidents came under huge pressure last year after allegedly watching a woman dance at a ceremony in Turkey. “This astonishing act by the president comes as the faithful have yet to forget his decision to allow women to watch football,” noted the Hezbollah newspaper.

However, other hardline publications published the images without further comment. “A kiss on the hand for the teacher,” was the headline in Iran, the government daily.

Ahmadinejad’s action appeared a public gesture of humility before Iranian teachers, who have publicly protested against low salaries and accused the government of not doing enough to improve their work conditions.

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    04 Settembre 2007

"inglobati e sommersi dalla cultura italiana"... ?


dalla posta dei lettori del messaggero veneto
31 agosto 2007


Programmi estivi con poco friulano

Resto del mondo batte Friuli 71-1. Abbiamo perso anche giocando in casa. Usciamo dal gergo sportivo. L'assessorato alla cultura ha programmato 72 eventi per l'estate. Di questi 72 soltanto uno riguarda il Friuli ed esattamente "Dulinvie". Ma è possibile che questo assessorato sia totalmente asservito e fagocitato dalla cultura italiana?

Vorrei ricordare ai nostri amministratori che Udine si trova in Friuli, nel caso se ne fossero dimenticati. Mentre nel resto della regione ci si attiva per affermare il friulano e la sua cultura, a Udine siamo inglobati e sommersi dalla cultura italiana. Penso che questo sia solamente l'orientamento del nostro assessorato.

Spero vivamente che la nostra lingua e la nostra cultura sopravvvivano nonostante la sonora sconfitta... 71-1!


Carlo Rinaldin, Udine



"Le sorti del riformismo in iran nelle mani di due signore di udine?". Il caso khatami visto da ahmad rafat


venezia, 31 agosto 2007

Sullo sfondo di un certo festival, raccogliamo
dalla viva voce di ahmad rafat utili spunti sulla vicenda di mohammad khatami a udine. Quella delle strette di mano, sì. Il video che vi proponiamo contiene una prima parte della conversazione. Seguirà una seconda puntata.

"O khatami si fa messaggero e portavoce di un rinnovamento dell'islam, oppure sta nel torto", sottolinea rafat. Accidenti. Il resto lo potete ascoltare da qui, e non è meno interessante.

Nato in iran, giornalista, ahmad rafat opera presso le redazioni romane di adnkronos international e radio free europe/radio liberty. Membro del comitato esecutivo di "information, security and freedom", è stato segretario generale dell'associazione della stampa estera in italia. Ha curato recentemente: L’ultima primavera. La lotta per la libertà di informazione in iran (polistampa 2006)

Il colloquio si svolge, per inciso, alla vigilia della pubblicazione di alcune nostre note sui fatti di udine. Scritte per gli amici di friulinews.


(***)

il caso khatami secondo ahmad rafat - parte 1
clicca qui per vedere il  video





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    02 Settembre 2007

paul kagame





abolizionista o genocida? - lastampa.it, 31.8.07
global executions on the rise - associated press, 31.8.07

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    01 Settembre 2007

2001-2007






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    29 Agosto 2007

maggio 2004: The New York Times vs. iranian.com



Those Friendly Iranians  by Nicholas D. Kristof
The New York Times - may 5, 2004

vs.

That Arrogant Reporter  by Roozbeh Shirazi
iranian.com - may 7, 2004




Those friendly Iranians
By NICHOLAS D. KRISTOF in Tehran

from: The New York Times

May 5, 2004



Finally, I've found a pro-American country.

Everywhere I've gone in Iran, with one exception, people have been exceptionally friendly and fulsome in their praise for the United States, and often for President Bush as well. Even when I was detained a couple of days ago in the city of Isfahan for asking a group of young people whether they thought the Islamic revolution had been a mistake (they did), the police were courteous and let me go after an apology.

They apologized; I didn't.

On my first day in Tehran, I dropped by the "Den of Spies," as the old U.S. Embassy is now called. It's covered with ferocious murals denouncing America as the "Great Satan" and the "archvillain of nations" and showing the Statue of Liberty as a skull (tour the "Den of Spies" here).

Then I stopped to chat with one of the Revolutionary Guards now based in the complex. He was a young man who quickly confessed that his favorite movie is " Titanic." "If I could manage it, I'd go to America tomorrow," he said wistfully.

He paused and added, "To hell with the mullahs."

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    29 Agosto 2007

"cestil": il film di via riccardo su youtube. Presentazione dell'autore




"CESTIL"  PRESENTAZIONE A CURA DELL'AUTORE
ANDREA RUSSO



Oggetto: da Andrea Russo su Via Riccardo di Giusto
Data: 24 agosto 2007 15:58:59 GMT 02:00
A: casbah@casbahudine.org


Cari lettori,


Penso che il quartiere di Udine est, meglio conosciuto come Via Riccardo di Giusto, rappresenti per molti un modo di essere, uno stile di vita, la realtà della vera periferia. Vivendo in quartiere da più di vent'anni, ho avuto modo di frequentare la scuola media statale Bellavitis, preso parte per un decennio alle gloriose vittorie ed amare sconfitte dello squadrone di calcio dell' A.C. Fortissimi negli anni 90 e soprattutto ho avuto la fortuna di vedere trasformarsi il quartiere. Trasformazione solo superficiale, generazionale, fisiologica, dovuta soprattutto alla forte ondata di immigrazione, ma che non ha intaccato in alcun modo la figura del "riccardino".

Ed è proprio lo stereotipo del riccardino ad emergere in questa trentennale evoluzione. L'assetto del quartiere muta, ma l'uomo all'interno del sistema rimane immutato, cristallizzato. Nei miei trailers, che altro non sono che il ridoppiaggio di film già confezionati, i modi, i gesti, le parole e i caratteri dei protagonisti risaltano come pallottole sparate a bruciapelo, lo slang del quartiere, influenzato negli anni 70 dai giostrai dell'Europa dell'est e dagli zingari accampatisi ai margini del villaggio, è fulcro di questi miei primi cortometraggi, o meglio corto-doppiaggi.

Molti in Udine si saranno sicuramente imbattuti in discussioni con qualche riccardino, ebbene, il riccardino spesso ne esce vincente già prima di inziare un ipotetico scontro fisico. Tale vittoria psicologica è data dall'atteggiamento sicuro e spavaldo con cui l'uomo del villaggio si pone, le parole del riccardino sono rafforzate dallo slang crudo e sintetico, un frasario secco e deciso che punta a disorientare l'interlocutore. Il tutto accompagnato da una gestualità propria del riccardino, una serie di movenze dell'intero corpo che accompagna la parola.

Ovviamente tale gestualità non è decifrabile dai corto-doppiaggi da me fino ad ora realizzati, ma il mio progetto prossimo sarà quello di attrezzarmi per realizzare un lungometraggio che racconti il quartiere in maniera realistica e documentata dagli anni 70 ad oggi, attraverso una sceneggiatura, con volontari attori professionisti e non, filtrato da storie accadute e raccontate da chi ci ha sempre abitato.  Insomma, una sorta di romanzo-documento, raccontato come il verismo di Verga ci ha insegnato, senza filtri, senza inutili romanticismi, ma la realtà nuda e cruda, totalmente differente dal genere metaforico de "Il teppista" dei primi anni 90.

Quindi, tutti coloro che sentono loro questa mia idea, e volessero contribuire con totale gratuità come attori, come comparse, come sceneggiatori, aiuto regia, cameraman od altro non li resta che contattarmi direttamente (andrea.russo20@tin.it). Preciso inoltre che, non essendo un operatore nel ramo cinematografico, consigli e indicazioni per la buona riuscita del mio progetto saranno ben attese.


Per finire, vorrei puntualizzare che il mio progetto non ha alcuna intenzione di evidenziare la problematica dell'immigrazione nel quartiere con tutti i risvolti politici che ne susseguono, a questo ci pensa già il mio vicino di casa Stefano Salmè di Fiamma Tricolore, viceversa il mio intento è "solo" quello di raccontare la storia, la vita e lo stile dell'Uomo del quartiere. In villaggio c'è chi esiste, chi sopravvive e chi invece vive orgoglioso di essere riccardino.

Cestil a tutti


Andrea Russo
andrea.russo20@tin.it




"CESTIL" su youtube


cestil - parte I

cestil - parte II

cestil - parte III





"Cestil" o "fare cestil"


da:
wikizionario

Espressione gergale usata nel nord-est Italia a indicare "fare attenzione - stare attento - stare all'occhio" riferito a situazioni di allerta. La voce risale ad un'espressione tedesca come schweig still, sta zitto, silenzio, entrata durante la dominazione asburgica, o poco dopo, attraverso la vita militare; attestata in alcuni gerghi urbani del Veneto, la voce è verosimilmente giunta ai giovani udinesi attraverso nomadi giostrai.

Esempi: "(fai) cestil che c'è la polizia", "(fate) cestil che nessuno ci senta", "cestil al vigile".


Per la storia e gli usi di questo gergalìsmo cfr. C. Marcato, (Fare) cestil nel «parlare giovane» di Udine, in Studi rumeni e romanzi.

nota by casbah: almeno nel caso di via riccardo, l'esempio potrebbe essere: "cestil gli sbirri". Lode a Andrea Russo per aver documentato, nel suo terzo trailer, la variante "cestello". Infine, per quanto ci riguarda, siamo testimoni diretti della variante "fai cestillone", udita da giovani "riccardini" fuori sede, ovvero "in loggia", alla fine degli anni '80. Se ci sono segnalazioni che volete fare in merito a "cestil" e  altre componenti del gergo di via riccardo, scriveteci senza indugi e riferiremo.



"cestil": the best of


"... posso taccheggiarti? "

"... smiccialo, dagli in faccia..."

"... dagli al gaggio, cestil..."

"... ogni giorno mi chiede lovi..."

"... ehi, ehi, ehi, cestello..."

"shaking video", nota a margine



da: rainews.net
14 ottobre 2003

Il Nobel in sè "non è molto importante". Così minimizzando l’importanza del riconoscimento e dopo qualche giorno di silenzio, il presidente dell’Iran Mohammad Khatami ha commentato l’assegnazione del premio all’attivista Shirin Ebadi che da anni si batte per i diritti umani di donne e bambini nel paese asiatico.

Intercettato dai giornalisti all'uscita dal Parlamento, poche ore prima del rientro in Iran dell'Ebadi, Khatami in un primo momento si è irritato perchè gli è stata chiesta ragione del suo prolungato silenzio: "Devo forse mandare messaggi per ogni cosa?". Poi ha preferito buttarla sullo spirito patriottico ("Ovviamente sono contento del fatto che una connazionale si sia aggiudicato il premio" e poi "non c'è persona che non si rallegri del successo di un compatriota”) prima di minimizzare il riconoscimento: "Il Premio Nobel per la Pace non è così importante, gli unici che contano veramente sono i premi scientifici e letterari".

Khatami però è stato fermo nel suo richiamo (preventivo) alla Ebadi, il cui ritorno in patria e è atteso per stasera . "Spero che la signora Ebadi, che proviene da una famiglia religiosa e che ha manifestato il suo amore per l'Islam, farà attenzione agli interessi del mondo musulmano e all'Iran, e non permetterà a nessuno di sfruttare il suo successo".



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    25 Agosto 2007

in iran ci hanno preso gusto: su youtube qualcuno ripropone un vecchio video di khatami che pecca...




La guerra continua.

L'abbiamo beccato subito, e subito lo riportiamo, l'ultimissimo episodio della singolare moral netwar attualmente in corso in Iran. Gli articoli che abbiamo riportato nella sezione khatami paiono aver colto nel segno: è (quasi) tutto parte di una grande battaglia destinata, non c'è dubbio, ad accentuarsi man mano che le scadenze elettorali si avvicinano. Il prossimo marzo gli iraniani voteranno per il parlamento. E l'anno dopo si elegge il presidente.

Cogliamo l'occasione per segnalare i precedenti attacchi a khatami, avvenuti tutti via "youtube", nonché le coordinate precise degli attaccanti. Giusto per sapere con chi ci siamo trovati ad interagire, nostro malgrado, in queste ultime settimane.

Un piccolo estratto dal "New York Times" dello scorso 24 giugno, infine, non farà male. A parte che un pò di informazione in più non fa mai male. Lo riportiamo volentieri perché, al di là dell'errore sul luogo del delitto, peraltro irrilevante, è un buon saggio dello stile "gray lady": torreggiante, sentenzioso, lapidario, sardonico. Quel "Naturally...", ad esempio, quanto mai rappresentativo...





HANDS AND HANDBUSTERS
khatami under attack on youtube


khatami pecca 1: caricato su youtube il 3 marzo 2007 da fahrad1353

khatami pecca 2: caricato il 24 maggio da wakhoosh

khatami pecca 3: caricato il 26 maggio 2007 da parvizja

khatami pecca 4: caricato il 28 maggio 2007 da mohsen0

khatami pecca 5: caricato il 19 giugno 2007 da  7citylove

khatami pecca 6, la clonazione: caricato il 19 giugno 2007 da 7citylove

khatami pecca 7: caricato il 31 luglio 2007 da Sand2Eagle

khatami pecca 8: caricato il 22 agosto 2007 da BAGHERI70A
 





from: The New York Times
june 24, 2007

Iran Cracks Down on Dissent

By NEIL MacFARQUHAR


Iran is in the throes of one of its most ferocious crackdowns on dissent in years, with the government focusing on labor leaders, universities, the press, women’s rights advocates, a former nuclear negotiator and Iranian-Americans, three of whom have been in prison for more than six weeks.

(...)

Some analysts describe it as a “cultural revolution,” an attempt to roll back the clock to the time of the 1979 revolution, when the newly formed Islamic Republic combined religious zeal and anti-imperialist rhetoric to try to assert itself as a regional leader.

Equally noteworthy is how little has been permitted to be discussed in the Iranian news media. Instead, attention has been strategically focused on Mr. Ahmadinejad’s political enemies, like the former president, Mohammad Khatami, and the controversy over whether he violated Islamic morals by deliberately shaking hands with an unfamiliar woman after he gave a speech in Rome.

Mr. Khatami, the lost hope of Iran’s reform movement, felt compelled to rebut the accusation because such a handshake is religiously suspect, but contended that the crowd seeking to congratulate him for his speech was so tumultuous that he could not distinguish between the hands of men and women. Naturally a video clip emerged, showing the cleric in his typical gregarious style bounding over to the first woman who addressed him on the orderly sidewalk, shaking her hand and chatting amicably.

The dispute over the handshake occurred during a particularly fierce round of the factional fighting that has hamstrung the country since the 1979 revolution. Far more harsh examples abound.

(clicca qui per l'articolo originale del NYT)



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    23 Agosto 2007

leggere attentamente: dal corrispondente BBC a teheran, giugno 2005: "iran's electoral handshake test"


from: bbc news
june 2005, 18

By Gavin Esler
BBC, Tehran

Iranians have cast their ballots to elect a successor to reformist President Mohammad Khatami, but assessing the election race itself is not the only way of gauging the political temperature among voters. Here is a top tip for travellers to Iran: be careful how you shake hands. I made a big social gaffe... or perhaps it was a serious political statement. I will let you decide.

I have been spending time with the man nicknamed The Shark, the former President Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. He is now 70 but desperate to get back his old job as president of the Islamic Republic. It had taken three months to negotiate an hour of his time for a BBC interview, and the Rafsanjani campaign workers were keen to show me they could run an election with as much skill as any Western politician. They can.

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    22 Agosto 2007

leggere attentamente parte 2 (in particolare la "no global" e "infidel whore" maurizia)


from: freerepublic.com
Iranian Ex-President Khatami Denounced for “Sex Scandal”

Posted on 07/03/2007 8:38:39 AM PDT by John Semmens


(...) Khatami denied that he had shaken hands with any woman on his trip, asserting that the person in the video who appears to be wearing a dress was, in actuality, Pope Benedict XVI.

Current Iranian President Mahmoud Ahmadinejad rejected Khatami’s explanation. “Whether it was the flesh of the infidel whores or the satanic infidel priest, Khatami has still defiled himself, Iran, and Islam,” Ahmadinejad charged. “We must cleanse this stain upon our nation and our faith.” Ahmadinejad is said to be demanding that “the offending hand must be stricken from his body and the adulterous whores turned over to the Sharia Court for judgment.” “The blame is shared and so must the punishment be shared,” Ahmadinejad insisted. “The greater guilt belongs to those who have seduced a righteous Muslim man. But Khatami must also suffer for his weakness in the face of this fleshly temptation.”


"Sweet little girl
I prefer
You behind the wheel
And me the passenger..."


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    22 Agosto 2007

terzo messaggio per noi da baghdad


cari amici della casbah,

il sergente kris ci scrive ancora, e con rinnovato piacere pubblichiamo sempre qui il testo. Una testimonianza che contiene una interessante cronaca dai fronti iracheni, o meglio, un commento ad una videocronaca realizzata con la telecamera di kris e poi diffusa su "youtube".

Ci riferiamo al video "incoming-boring", che riproponiamo più sotto. L'episodio è indicativo dei rischi di un tour of duty in Iraq. Rischi che non hanno impedito a Kris e alla sua unità di girare quello splendido video che abbiamo ospitato qualche tempo addietro nel nostro sito: "Combat dancing in Baghdad". Purtroppo, il video è stato temporaneamente oscurato dagli stessi creatori per i motivi che Kris riferisce. Toccherà dunque aspettare settembre per gustare di nuovo le surreali ma straordinarie immagini girate da questi giovani MP.

un ciao a tutti dalla casbah



il messaggio del sgt. kris

sorry, this will be short i am in between missions. the video (combat dancing in baghdad, ndr) was 'locked' by my roomie because our unit found it and wasnt all too happy. who knew they would have figured out it was my squad? lol. anyway we shouldnt be in too much hot water but we are going to wait until mis september when we are out of here to 'unlock' it.

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    19 Agosto 2007

khatami & udine - carlo panella ce l'aveva detto: dialogo? ma con chi? (intervista con la casbah di udine, 9 maggio 2007, parte 2)



Dialogo con chi? Al telefono con Carlo Panella - parte 1


Dialogo con chi? Al telefono con Carlo Panella - parte 3

Dialogo con chi? Al telefono con Carlo Panella - parte 4


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    16 Agosto 2007

segesta


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    10 Agosto 2007

capaci



 
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    10 Agosto 2007

assassini e onorevoli: caruso, biagi, d'antona


Le inaccettabili dichiarazioni dell'onorevole filo-delinquente Caruso (assassini «sono Treu e Biagi, le cui leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggiore intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a scapito della qualità e della sicurezza del lavoro») non meriterebbero commento alcuno. Infatti non le commentiamo. Riportiamo invece alcuni brani di un nostro scritto dell'anno scorso. Perché tacere, in certi casi, proprio non si può.


marco biagi


Da: Marco Orioles, Democrazie e tirannie, in Albino Comelli (a cura di), Democrazia: niente scherzi, in corso di pubblicazione.


(...) Neanche nelle questioni del lavoro intravedo un consenso. Le controversie sui problemi dell’occupazione, della disoccupazione e della sottoccupazione hanno addirittura già lasciato vittime sul terreno. Ci saremo mica scordati di Marco Biagi e Massimo d’Antona, vero? Non dimentichiamoceli, questi due docenti universitari ammazzati per strada come due picciotti qualsiasi. Non dimentichiamoceli, questi due uomini che persero la vita perché… già, perché? Perché il governo italiano aveva chiesto la loro assistenza. Come stimati esperti di diritto del lavoro, erano parse le persone più adatte a indirizzare una riforma del mercato del lavoro. La vicinanza ai lavoratori che li accomunava sembrava per di più una discreta garanzia di equilibrio. Macchè. I collaborazionisti meritano di morire, punto.

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    10 Agosto 2007

secondo messaggio per noi da baghdad



A sole ventiquattro ore dalla nostra ultima lettera, Baghdad risponde. Diffondiamo subito e volentieri, dunque, l'ultima da "The Mafia": l'unità dell'esercito americano che ha realizzato "combat dancing in baghdad".

Come sempre, ne approfittiamo. Proponiamo un altro video del sgt. Kris B., o meglio, di "pgeleven". E' una specie di biglietto da visita di "The Mafia", realizzato alla meno peggio come è possibile fare in quelle condizioni. Il video, ma guarda un pò, si chiama "this is war".

Ricordatevi che "The Mafia" aspetta i nostri quesiti (leggi post precedente) e buona settimana!


secondo messaggio da baghad

From: pgeleven [videos (11) | favorites (5) | friends (4)]
Sent: July 29, 2007
Subject: Re: Re: Re: Hi from Italy

Marco

First I will answer the 'W's for you

WHO: we are a 13 man squad in a military police company, self-nicknamed "the mafia" for no really legitimate reason, every small clique or military group needs a name.
WHEN: footage was shot between February 2007 and march 2007, in the middle of our yearlong deployment
WHERE: eastern Baghdad, within city limits

I appreciate your viewpoint on our video, that became a tertiary goal on winning hearts and minds by our actions. To be honest we were making a video in mockery of the unit before us. They had made something like what we did but it was all done within the safety of a police station, only a few seconds long, and not done to music. We decided to do it our in sector with the local populace, because as long as we were out shaking hands searching homes and cars, plus handing out newspapers, fliers and posters, why not dance here and there for 5 seconds at a time?

The video was previously only available on youtube and military.com, however some of our higher-ups found it, and needless to say theyre none too impressed at us risking our lives for that project. I do not regret our actions, and I am glad of what we did. Our friends and families have gotten a great amount of relief and comfort seeing us do things like this over here when all they see on the news is how many troops were killed today.

I am not privileged on discussing our mission and what our missions entail, but I can assure you its almost a new thing every day. When we are not out on mission we are back on our 'base' maintaining our trucks and gear and trying to find little slivers of private time to watch movies, correspond back home, and just relax. My roommate and I are working on future video projects which will probably be finished once our deployment ends in late September.

As you can see we are amateur shooters and editors, but you still get to see things from our view. Yeah it was risky, yeah it's a pain in the ass to try and dance wearing 65 lbs of gear and 2 weapons, but it helped us make this year a bit faster... im glad to answer what questions I can and I once again thank you for your interest on what we originally thought would only be something WE would understand.

Sgt Kris B


da youtube: this is war
la guerra del sgt. kris b

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    30 Luglio 2007

messaggio da baghdad per la casbah di udine


cari amici della casbah

siamo felici, felicissimi di riportare qui un messaggio per noi. Lo abbiamo ricevuta giusto oggi, domenica. Viene dall'Iraq, o meglio, dalla casella "youtube" di un giovanissimo soldato americano attualmente impegnato in terra di Mesopotamia.

Non uno yankee qualsiasi, dunque. O forse sì. Forse lo possiamo definire proprio così "pgeleven", questo il suo "nickname", visto che è il co-autore di "Combat dancing in Bahgad": amenissimo video da noi scovato qualche tempo fa su "youtube" e subito fatto conoscere su queste pagine.

Gli chiederemo chiarimenti, sul video e su tanto altro naturalmente, sperando di ricevere presto dettagliata risposta. Vorremmo proprio sapere di più sulle surreali gesta di pgeleven e degli altri colleghi del
46th MP-3rd squad, 2nd Platoon del 46th Military Police Company: unità meglio nota, tra gli intimi, come The Mafia.

Mentre riproponiamo volentieri il video, non si sa mai fosse sfuggito, segnaliamo un'altra chicca: un filmato girato sempre da pgeleven a Baghdad, così mi pare di aver capito, ma di tutt'altro tenore rispetto a "combat dancing". Decisamente. Il titolo è tutto dire: "just when you thought you were safe".

Invitiamo tutti ad approfittare della corrispondenza aperta con pgeleven. Vorreste sapere qulcosa di più sul (sui) video? Su Baghdad? Sugli americani in generale? Sui neocon?
Scrivete i vostri quesiti a casbah@casbahudine.org e provvederemo a girarli, tutti insieme, alla casbah di Baghdad. O su youtube, che è poi la stessa cosa.




il messaggio di pgeleven

From: pgeleven
videos (11) | favorites (5) | friends (4)
Sent: July 28, 2007

Marco

I am partially responsible for the creation of that video. I shot about 50% of the footage and my roomate here in Iraq shot the other half and put the video together. We are currently stationed in Baghdad, Iraq; we have been here since October and have about 2 months to go until we get to go back home.

The purpose behind this video was to provide ONE decent string of footage that made some people back home smile, mostly directed towards our friends and family. The internet, especially youtube.com is clogged with negative videos that show US soldiers bieng shot or blown up. We created 'Combat Dancing' not only for ourselves and our family, and our country to enjoy, knowing that we did not spend our entire year over here scared.

Our unit is in a very bad part of Baghdad and we did realize and understand the risk of shooting this footage but we did not go about it in a stupid manner, we always had our backs covered.

Any further questions can be directed towards myself and i will answer them when i can. thank you for watching and it means a LOT to us that you showed interest in our project




"just when you thought you were safe"
il soldato pgeleven su youtube





combat dancing in baghdad

da baghdad

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    29 Luglio 2007

new york review of books: la lettera dei 141



david levine 2005

da: new york review of books
vol. 54 n. 11  june 28, 2007

Letter
RELEASE HALEH ESFANDIARI
By 141 writers, including scholars of Iran and the Middle East, and others
STATEMENT PROTESTING THE DETENTION OF DR. HALEH ESFANDIARI BY THE IRANIAN GOVERNMENT

To the Editors:

The arbitrary detention and confinement of Dr. Haleh Esfandiari, a prominent Iranian-American scholar and the director of the Middle East program at the nonpartisan Woodrow Wilson International Center for Scholars in Washington, D.C., is the latest distressing episode in an ongoing crackdown by the Islamic Republic against those who, directly or indirectly, strive to bolster the foundations of civil society and promote human rights in Iran. Over the past year and a half, this onslaught has targeted prominent women's rights activists, leaders of nongovernmental organizations, student and teacher associations, and labor unions.
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    28 Luglio 2007

i primi, l'ultimo, tutti gli altri


da: icasualties.org   defenselink news
marzo 2003 - luglio 2007


i primi ...



U.S. Department of Defense
Office of the Assistant Secretary of Defense (Public Affairs)
News Release

IMMEDIATE RELEASE No. 137-03
March 22, 2003

DEPARTMENT OF DEFENSE IDENTIFIES MARINES KILLED IN ACTION

The Department of Defense announced today the identities of two U.S. Marines killed in action on March 21 in Southern Iraq. Killed were:

2nd Lt. Therrel S. Childers, 30, Harrison County, Miss.

Lance Cpl. Jose Gutierrez, 22, Los Angeles, Calif.

Childers was assigned to the 1st Battalion, 5th Marine Regiment, 1st Marine Division, Camp Pendleton, Calif. Gutierrez was assigned to the 2nd Battalion, 1st Marine Regiment, 1st Marine Division, Camp Pendleton, Calif.



... l'ultimo...

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    28 Luglio 2007

C'era una volta il Mittelfest - 3


Da: Messaggero Veneto
6 luglio 2007

Nella cornice unica del refettorio del convento delle Orsoline di Cividale, luogo che, come ha ricordato il suo primo cittadino Attilio Vuga, farà da traino alla candidatura all’Unesco per la città ducale, è stata presentata la sedicesima edizione di Mittelfest intitolata Per i Diritti Umani. Il primo a prendere la parola è stato proprio il sindaco Vuga, sottolineando l’eccezionalità del posto che ha accolto la conferenza stampa, il già citato convento delle Orsoline, fiore all’occhiello di Cividale. «Questo è un luogo di eccellenza – ha ricordato Vuga – che ci spinge a ricordare un fatto incontestabile: c’è un binomio inscindibile fra Cividale e il Mittelfest. È la città che lo ospita che dà a questo festival un valore aggiunto che altrove non troverebbe».

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    25 Luglio 2007

C'era una volta il Mittelfest - 2


Da: M. Ovadia, Contro l'idolatria, Einaudi, Torino 2005.

La tirannia ha assunto nuove forme e opera con strumenti assai più sofisticati ed efficaci. I nuovi tiranni sono i potentati economici - che coniugano ricchezze personali smisurate con un funzionariato della finanza disinvolto fino al peggiore dei crimini - e i politici al soldo, pronti a varare leggi ad hoc.

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    19 Luglio 2007

C'era una volta il Mittelfest - 1


Da: G. Strada, Il senso delle parole, in Bimbi L. (a cura di), Not in my name. Guerra e diritto, Editori Riuniti, Roma 2003: pp.13-17.

Non sono un esperto, di mestiere faccio il chirurgo, però ho un'impressione: mi sembra di vivere in un mondo in cui sta cambiando - anzi in qualche misura è già cambiato - il senso delle parole e diventa difficile capirsi, ci troviamo in una specie di torre di Babele.

[...]

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    17 Luglio 2007

The Cure - Why can't I be you?


stretto

Sarà l'estate, il tempo libero, l'atmosfera rarefatta della città. Sarà quel che sarà, ma secondo noi un brano dei Cure ci stava. Dopo una reminiscenza fragorosa come quella di ieri, e il videorinforzo da Baghdhad immediatamente successivo, ci stavano sì.

Ma perchè mai questi sentimentalismi, direte voi? L'abbiamo già detto: è estate.

Ma d'estate non andavano di moda le letture? Certamente. Difatti, ecco qua il nostro odierno florilegio. L'autore, Leo Longanesi, è a questo punto la nostra terza e ultima segnalazione. La migliore.

In Italia, tutti sono estremisti per prudenza

L'italiano non lavora, fatica

Non capisce. Ma non capisce con grande autorità e competenza


Buon ascolto


From YouTube
The Cure - WHY CAN'T I BE YOU (1987)
Added:  March 10, 2007
From:  imgoingnowhere
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    09 Luglio 2007

Combat dancing in Baghdad


Vogliamo segnalarvi, con un pò di enfasi stavolta, un altro video reperito sul solito YouTube.
Le ragioni per farlo ci sono.
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    08 Luglio 2007

Rock the Casbah: notarelle





La nuova settimana inizia con le note di un brano musicale non recente (1982) ma sorprendentemente attuale, e rilevante per noi anche al di là del titolo.

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    Orma
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  • data pubblicazione:
    08 Luglio 2007

Due nuove sezioni per la casbah di Udine: chat e forum


Udine
udine


Salute a tutti!

La casbah di Udine ha il piacere di annunciare la nascita di altre due sezioni. La prima, casbah chat, raccoglierà un pò del chiacchiericcio attorno al beneamato quartiere della Stazione di Udine. Il forum nasce per ospitare un altro genere di contributi: gli elaborati degli studenti del corso di sociologia. I temi affrontano due questioni: "Possiamo vivere insieme?" e "La scuola multietnica". In ambedue i casi, i contributi per ora sono pochi. Gli altri li inseriremo col tempo, allargando magari il novero delle voci grazie ai commenti e ad apporti esterni.

Già, un forum sulla città che cambia. Sul mondo che cambia. Perché no?

Buona lettura e a presto
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    03 Luglio 2007

Netwars


by orma




friuli venezia giulia, italy






Questo sito da oggi ha una nuova sezione. Le abbiamo dato l'unico nome possibile: netwars. Chi ci ha seguito da vicino negli ultimi tempi avrà afferrato al volo
il perché di questa strana etichetta. Un perché che porta diritto diritto nel Vicino Oriente. A tutti gli altri dovremmo invece fornire lunghi chiarimenti, e di sabato non è il massimo.

Per non lasciare costoro senza alcuna bussola forniamo se non altro i principali riferimenti teorici e concettuali della nuova iniziativa. Non occorre molto tempo:  le citazioni riportate in calce sono più che sufficienti. Sono i riferimenti che eravano soliti dare a lezione e che oggi, a quanto pare, tornano utili.

Suggeriamo anche una fugace ma aggiornata lettura elettronica, che abbiamo già provveduto ad archiviare: YouTube: the Battle of Technology vs. Censorship.

Rimandiamo allora alla sezione "netwars" augurandovi
un felice weekend.


RIFERIMENTI "NETWARS"

Toffler A., Toffler F., The new Intangibles (1997)
Arquilla J., Ronfeldt D., Cyberwar is coming (1993)
Arquilla J., Ronfeldt D., Osama bin Laden and the Advent of Netwar (2001)
Orioles M., I vecchi e nuovi volti della comunicazione (2003)

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    Orma
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    30 Giugno 2007

Razzismo e antisemitismo: Elio Cabib ritorna alla casbah di Udine


Carissimi amici della casbah,


finalmente una lieta novella: i
l prof. Elio Cabib sta per sbarcare nella nuova casbah di Udine. L'aveva promesso, ricorderete. Nel video che riproponiamo qui, e molto volentieri, il prof. Cabib annunciava l'idea: esplorare con noi lo spinoso tema dell'antisemitismo. Terminati alcuni impegni, Elio ora attende solo un nostro cenno. La telecamera è pronta, Elio. Devi solo venire qui.

In attesa della registrazione, proponiamo a Elio un piccolo spunto di riflessione. Trattandosi di un articolo uscito su un
noto ed apprezzato periodico locale, glielo offriamo con un pizzico di malizia in più. Tanto sappiamo che le provocazioni, a Elio, non fanno male. Anzi.

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June 28 - A Handshake that Might Become A Religious Revolution Or A Political Suicide


From: Iran Press Service
June 28, 2007

Paris 29 June (IPS) The furious controversy over Hojjatoleslam Mohammad Khatami shaking hands with uncovered women in the Italian city of Udine might become a landmark revolution in Islam or cost him his rank as a middle cleric and even land him in jail.

A videotape, taken with a digital camera by Mr. Marco Orioles, a university sociology lecturer, shows the former Iranian president exchanging handshakes with Gianola and Cristina Nonnino, well-known producers of grappa, the famous Italian brandy, in the region around Udine.


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Casbah under attack...


Cari studenti, cari amici

questo sito sta attraversando un periodo molto particolare. Non son pochi, in questo momento, a equivocare quel che stiamo facendo. Sapete ad esempio che un certo qual gruppo di cittadini iraniani ci ritiene creature malvagie. E va bene. Prezzolate. E va bene. Immorali. E va bene.

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    Orma
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    27 Giugno 2007

June 27 - On fakes, plots and handshakes: Mr. Khatami in Udine and “YouTube” video


From: Sounds Iranian
June 27, 2007

Udine, Italy

Dear friends of “Sounds Iranian”

I have one last word to say about my video “Khatami Exit-2”. The movie was recorded in Udine, Italy, last 12th of may, some minutes after 1.30 p.m. And, I must add, it is authentical.

“Khatami Exit-2” is a seven minute video which was published by my site, “la casbah di Udine”, in the context of an entire series regarding mr. Khatami’s visit in Udine. The movie shows your former president at the end of a long speech receiving claps, greetings, hugs, kisses. And handshakes.


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June 26 - Italy: man who filmed ex-iranian president and grappa heiresses speaks


From: AKI
June 26, 2007



Udine, Italy, 26 June (AKI) - Video footage showing former Iranian president Mohammad Khatami, a Muslim Shiite cleric, shaking hands with several women - a taboo gesture for Islamists - including two Italian grappa heiresses, has provoked controversy in Iran. But the man who filmed the scene, Marco Orioles, a university sociology lecturer from the northeastern Italian town Udine, has told Adnkronos International (AKI) he didn't want to provoke a commotion.

Khatami's office has denied that the cleric during a trip last month to Italy intentionally shook hands with women - as shown in Orioles' footage broadcast on the 'YouTube' website In a statement the cleric's office said that the footage had either been edited to give a false impression, or else Khatami had shaken the hands of people in a crowd without realising they were female.

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CIAO CIA


Buongiorno a tutti

Non chiedeteci di commentare la notizia che abbiamo da poco aggiunto alla nostra sezione speciale "Khatami", riportata qui sotto con il titolo "autore di video a Udine...". Ve la segnaliamo e basta. Se aveste voi dei commenti da fare, ben vengano. Ricordate però di trasmetterli qui e non nella nostra sede centrale di Langley, in Virginia.

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    25 Giugno 2007

Buon lunedì a tutti dalla casbah


Permetteteci di salutare questa nuova settimana con una videosegnalazione.

E' un filmato che abbiamo trovato, quasi per caso, su YouTube. E' piccolissimo: una quindicina di secondi. Pochi ma assolutamente sufficienti per cogliere un punto che è sfuggito a più di qualcuno. Speriamo non proprio a tutte le centinaia di persone di ogni provenienza che stanno attualmente visitando questo sito. A proposito, pure il vecchio sito della casbah non lasciano in pace. Oltre 2.500 click in questo weekend. Anche dall'Oceania. Ma la gran parte, ahinoi, dall'Iran.
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    24 Giugno 2007

June 24 - Radiozamaneh


from: radiozamaneh.org
june 24, 2007



cliccare qui per ascoltare il podcast della puntata - click here for the podcast


June 23: Radio Farda on Khatami in Udine and Orioles-CIA "plot" (persian)

June 21: Khatami denies shaking hands. What else could he do?


From: "Sounds Iranian"
June 21, 2007


Udine, Italy

Mr. Khatami decided yesterday to deny the now famous handshakes with italian women and the real existence of the videos depicting the banned gestures.

As the man who inadvertendly started all this fuss by capturing the handshakes with a little camera and putting the result on the internet, I wish to say two things and thank “Sounds Iranian” for this opportunity.

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La casbah in piazza del Duomo


Udine Solidale è cominciata col botto, ovvero con la proiezione al "Visionario" dell'ultimo lavoro di Mattia Vale e Ron Kosturi, "Apologia di un soggiono". Il film è stato girato in Friuli ed è interpretato da Werner di Donato e Tiziano Musci.  Aspettatevi molto presto la nostra recensione. E una lunga intervista col grande Tiziano Musci.

Da oggi tutti in piazza del Duomo a vivere il ricco programma di Udine Solidale. Noi naturalmente vi invitiamo ad assistere e partecipare numerosi alla nostra tavola rotonda, "La casbah: scene dalla nuova Udine",  prevista per sabato a partire dalle ore 11:30. Sempre sotto l'ombra dell'imponente cattedrale.

Sul tema del momento (possiamo vivere insieme, italiani stranieri esuli migranti translocali e tutti gli altri?) sono chiamati a discutere: il presidente del Consiglio Regionale A. Tesini, i giornalisti di "Anno Zero" (Rai2) Giusy Arena e Filippo Barone, Bouraoui Slatni e Mohammed Erbesh della Comunità Islamica del Friuli, Abdou Faye dell'ALEF, il coordinatore dell'Associazione Commercianti Borgo delle Magnolie di Udine, Aziz Hosam.

Riproponiamo volentieri il videospot dell'iniziativa. Il video si chiama "Scene dalla nuova Udine" ed è collocato come sempre sul canale "casbahudine" di "You Tube". Se vi facesse schifo, ditecelo. Sennò, anche.

Un ultimo messaggio agli amici interessati. Agli amici che sanno. Khatami ha deciso, incomprensibilmente, di negare. La vicenda dunque non solo non è finita, ma tende a degenerare. Seguite gli aggiornamenti nella nostra sezione speciale "Khatami".
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    21 Giugno 2007

June 12 - Khatami scandalo? Notarelle by casbahudine





Allora, riepiloghiamo alcuni fatti recentissimi e molto interessanti. Su internet, questa la notizia che rimbalza qua e , gira un certo video. Conosciamo il nome del protagonista: l'ex presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, S.M. Khatami. Sappiamo poi che il video è stato girato in Italia. Inizialmente si parla di Roma, dove Khatami arriva lo scorso maggio nella cornice di un lungo tour italiano. Udine, ricorderete, ne fu una tappa tardiva: Khatami vi giunge l'11 maggio per ripartire il giorno successivo. Non, naturalmente, senza aver prima parlato agli udinesi.

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    12 Giugno 2007

sex, crimes and vatican a udine? tre testimonianze


Interviste a cura della casbah, realizzate il 28 maggio 2007 presso il circolo "no fun" di viale palmanova, a udine:


lunedì 28 maggio 2007
alle ore 22.00

c/o Circolo Arci La Cantina-No Fun

Viale Palmanova, 42 - Udine

ingresso libero riservato ai soci Arci, Arcigay e Arcilesbica

Carissimi amici, soci e simpatizzanti, ….ARRIVIAMO PRIMA DI ANNO ZERO DI SANTORO! Arcigay Nuovi Passi e Arcilesbica Udine, in collaborazione con il circolo Arci La Cantina-No Fun, vi propongono il documentario della BBC: "Sex Crimes and Vatican".

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    25 Maggio 2007

panella e picardo



carlo panella ci segnala...
Citazioni da: Il Corano
a cura di Hamza Roberto Piccardo
Revisione e controllo dottrinale Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia
Newton Compton, Roma 1996

9 maggio 2007

guarda "Dialogo con chi?":    parte 1     parte 2     parte 3     parte 4




Sura II, versetto 120: “ Né i giudei né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione. Dì: “E’ la guida di Allah la vera guida.” E se acconsentirai ai loro desideri dopo che hai avuto conoscenza, non troverai né patrono né soccorritore contro Allah”.

commento: “ “L’unico musulmano buono è l’ex musulmano”. Potrebbe essere questa la frase che riassume l’atteggiamento di alcuni ebrei e cristiani nei confronti dei musulmani. Non è buono il musulmano che pretende di essere fedele alla sua pratica, alla sua tradizione, quello che “raccomanda le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole2, quello che, sul lavoro, vuole il suo tempo per l’orazione, che non mangia e non beve quello che il suo Signore gli ha interdetto, che organizza la sua vita familiare in base al Corano e alla Sunna, che educa i suoi figli nel timore di Allah, che non si eccita per una diva del cinema, che non crea una rissa per un rigore non concesso, che si ribella quando una legge degli uomini è in contrasto con quella di Allah. Di questo musulmano raramente saranno soddisfatti capitalisti e marxisti, liberali e radicali, femministe e omosessuali organizzati. Di lui “in sha Allah” sarà soddisfatto il suo Signore… e tanto basta

(pag.40)


sura II, v. 228: “ …Esse (le donne) hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alla consuetudini, na gli uomini sono superiori”

commento: “ma gli uomini sono superiori”: in un pensoso sforzo di omologare l’Islam alla cultura moderna, alcuni commentatori modernisti hanno scritto che la superiorità riguarda solo il diritto dell’uomo al ripudio della moglie, facoltà che non gode di reciprocità. In realtà si tratta di qualcosa di molto più importante e fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio, individuale, familiare, sociale. L’uomo e la donna sono due realtà complementari imprescindibili l’una dall’altra. Se così non fosse, Allah (gloria a Lui l’altissimo), non avrebbe formato Eva dalla costola di Adamo, avrebbe fornito entrambi di apparati riproduttivi completi, ecc., ecc. La struttura fisica dell’uomo è capace di grandi sforzi e di exploit significativi; quella della donna di fatica mediamente ripartita e grande sopportazione del dolore. La sensibilità maschile è tutta esteriore, proiettata in un ambito extrafamiliare, che tende a diventare pubblico e politico. Quella femminile è interiore, attenta a sé stessa tesa alla protezione di quanto acquisito o all’acquisizione di semplici mezzi di ostentamento e di sicurezza. La psicologia maschile è immaginifica, creativa, sperimentale, amante del rischio, desiderosa di novità, di affermazione dell’io, il più delle volte ampia e superficiale. Quella femminile è concreta, tradizionale, nemica dell’azzardo, desiderosa di certezze, di conservazione del “mio”, il più delle volte profonda e limitata. Nell’ambito familiare il rispetto della Legge di Allah e della Sunna dell’Inviato fa si che non si creino situazioni tali da esigere un’affermazione di potere che mortifichi la complementarietà dei coniugi. Ma oltre alla complementarietà c’è un problema di guida, nella famiglia e nella società, che non significa predominio, oppressione o disconoscimento della prevalenza femminile in una quantità di settori e circostanze. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affida questo ruolo dirigente al maschio. E’ un compito gravoso e difficile, di cui l’uomo farebbe volentieri a meno e di cui è tenuto a rispondere davanti ad Allah”.

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    08 Maggio 2007