Autore: Orma
from: AKI - Yahoo! NewsJune 28,2007 (di Ahmad Rafat)La decisione del governo di limitare la vendita di carburante al prezzo sovvenzionato di 8 centesimi di euro al litro, per un massimo di 100 litri per automobile, potrebbe costare caro al presidente Mahmoud Ahmadinejad. Il principale alleato economico dell'attuale governo, la tradizionalista, ma potentissima lobby dei commercianti, si è dissociato da questa scelta definendola ''antieconomica'' e ''antipopolare''. Ghassem Farahani, il presidente della Confcommercio iraniana, ha minacciato una serrata. Ventotto anni fa, una serrata dei commercianti costrinse l'allora monarca onnipotente del paese, Mohammad Reza Pahlavi, ad abbandonare il paese e rifugiarsi all'estero.
Fu il sostegno economico di questi ambienti ad aver facilitato il ritorno dell'ayatollah Rouhollah Mussawi Khomeini trionfante dall'esilio e a proclamare la nascita della Repubblica Islamica. In Iran si è convinti che per avere il polso della situazione bisogna fare un giro nelle botteghe. E in queste ore nei bazar di Teheran e del resto del paese si parla molto male dell'attuale governo e del presidente Ahmadinejad.
Le notizie che giungono dalla provincia non alimentano l'ottimismo. A Tabriz, capoluogo dell'Azerbaijan iraniano, la popolazione, in collaborazione con i gestori, ha preso in mano le stazioni di servizio dove, malgrado la decisione del governo centrale, il carburante è erogato ignorando le tessere di razionamento e al prezzo di 8 centesimi di euro al litro.
La situazione non è tranquilla nemmeno al Sud, dove nelle città a maggioranza araba, come Ahwaz e Khorramshahr, le forze dell'ordine hanno dovuto ritirarsi dai distributori di benzina dove si erano appostati per ordine del governo centrale. Scontri tra la gente e forze di sicurezza sono segnalati anche al Nord e ad Ovest.