Autore: Orma
COMUNICATO STAMPA
17 agosto 2007
IRAN, DALLA GRAN BRETAGNA RISCHIO RIMPATRIO PER DONNA PERSEGUITATA PER LA PROPRIA OMOSESSUALITA’. IL GRUPPO EVERYONE, DALL’ITALIA: “INTERVENGA L’UNIONE EUROPEA”. E IN NIGERIA ALTRI 18 OMOSESSUALI RISCHIANO LA LAPIDAZIONE
Pegah Emambakhsh, lesbica iraniana fuggita dall’Iran in seguito all’arresto, alla tortura e alla successiva condanna all’impiccagione della compagna, nel 2005 aveva richiesto asilo al Regno Unito come rifugiata. Nonostante il suo accorato appello, la sua richiesta d’asilo è stata respinta e lunedì 13 agosto la donna è stata arrestata a Sheffield e subito trasferita al centro di detenzione di Yarlswood, dal quale avrebbe dovuto essere rimpatriata nella giornata di ieri 16 agosto.
A renderlo noto al Gruppo Everyone, le due principali organizzazioni omosessuali persiane: la Iranian Queer Organization (IRQO) e la Formerly Persian Gay & Lesbian Organization (PGLO).
“Pegah Emambakhsh, per il governo iraniano, è colpevole di una relazione omosessuale, e per questo rischia – sottoforma di altre false accuse – l’arresto, la tortura e soprattutto la pena di morte, così come è accaduto recentemente a dodici ragazzi omosessuali, brutalmente impiccati nella quasi totale indifferenza della comunità internazionale e delle associazioni lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender)” dichiarano i leader del Gruppo Everyone Roberto Malini e Matteo Pegoraro.
La Border and Immigration Agency (BIA) aveva infatti sentenziato nei giorni scorsi che la cittadina omosessuale iraniana non avrebbe corso alcun rischio se rimpatriata, nonostante il Regno Unito sia ben a conoscenza dell’allarmante situazione iraniana.
Tuttavia, nella giornata di ieri – in cui, presumibilmente con il volo IranAir delle 17,00 da Heathrow, la donna doveva essere rimandata in Iran – sembra sia arrivata alla BIA una richiesta di rinvio del procedimento di rimpatrio firmata dal locale PM, Richard Caborn (ufficio: 0114 273 7947). La nuova data del rimpatrio è stata fissata per il 27 agosto prossimo.
Nel 2006, la sentenza di una corte della Germania aveva stabilito che una lesbica iraniana non poteva essere rimpatriata poiché ad alto rischio di pena di morte per il proprio orientamento sessuale.
“Chiediamo” proseguono Malini e Pegoraro “che il ministro D’Alema e il premier Prodi si facciano portavoce in Unione Europea di questo caso, chiedendo ufficialmente – anche sulla base di provvedimenti analoghi di asilo politico adottati recentemente dall’Italia per due ragazzi omosessuali, uno albanese e uno marocchino – che la Gran Bretagna si impegni a concedere l’asilo ai cittadini extracomunitari perseguitati in patria per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere, in primis a Pegah Emambakhsh”.
Stando ai report delle principali organizzazioni per i diritti umani, in Iran oltre 4000 persone gay e lesbiche sono state giustiziate da quando gli Ayatollah sono saliti al potere nel 1979.
Ma l’Iran non è il solo Paese che sta portando avanti una politica persecutoria nei confronti delle persone lesbiche e gay; il Gruppo Everyone si è infatti attivato in questi giorni anche in Nigeria, dove 18 omosessuali sono stati rinviati a giudizio per essere stati sorpresi, in un hotel dello Stato del Bauchi – dove, secondo la reintroduzione della sharia nel 2000, la pena per i reati di sodomia è la morte per lapidazione –, nel corso dei festeggiamenti di un matrimonio gay.
Gli attivisti di Everyone, a contatto con attivisti nigeriani, hanno invitato il presidente e le autorità nigeriane ad usare sempre clemenza e a non trasformare norme religiose in sentenze spietate che violano i più elementari diritti umani. “Nei mesi scorsi altri 12 gay sono stati condannati ad essere lapidati per offesa al pudore ma la sentenza non è ancora stata applicata. Sembrerebbe essere in atto un processo abbastanza positivo, in questo senso, che riguarda tutti i diritti umani, e la pena di morte sembra essere applicata, negli ultimi mesi, ancor più di rado che in Califonia” concludono Malini e Pegoraro.
Matteo Pegoraro – Gruppo Everyone
Tel: ( 39) 334 8429527
matteo.pegoraro@infinito.it