Autore: Orma
da: messaggero veneto
22 marzo 2007
Udine. Cresce il numero di immigrati in Friuli Venezia Giulia, circa 85 mila stranieri, ma secondo le stime si arriverà a 100 mila entro la fine del 2008. È quanto emerge dall’analisi sullo stato dell’immigrazione in regione presentato ieri nel corso della Conferenza regionale sull’immigrazione della Cgil, che si è svolto nella sede udinese del sindacato. Un incontro organizzato in occasione della Giornata internazionale contro la discriminazione razziale, al quale è intervenuto, tra gli altri, anche l’assessore regionale alle Identità linguistiche e migranti, Roberto Antonaz.
«Nella nostra regione – ha detto – non esistono conflitti e tensioni particolari, anzi esiste una buona situazione di accoglienza e integrazione nei confronti dei cittadini extracomunitari». Un quadro, tutto sommato, positivo, quello disegnato dall’assessore Antonaz, nonostante «il tentativo strumentale di creare un caso mediatico sul delitto di Borgo Stazione, a Udine, e la raccolta di firme per l’abrogazione della legge regionale sull’immigrazione, che tuttora risulta essere tra le più avanzate. Tutti tentativi falliti, perchè la nostra comunità è matura e possiede un alto senso di solidarietà sociale». Una buona cultura sociale, ma anche «leggi adeguate predisposte dalla Regione, da quella sull’immigrazione, fino a quella in preparazione sull’istruzione pensata anche per le migliaia di figli di immigrati». Ma l’intervento di ieri di Antonaz è stato anche l’occasione per ribadire il no al Cpt, il centro di permanenza temporanea di Gradisca di Isonzo.
«Vogliamo ribadire la nostra contrarietà: bisogna aprire il centro e farlo diventare una struttura di accoglienza». E ha continuato sempre con un no anche verso il Centro di identificazione dei richiedenti asilo, previsto dalla legge Bossi - Fini ma non più dalla nuova normativa nazionale che sta per essere emanata dallo Stato, struttura che è invece in corso di costruzione accanto al Cpt. Sulla questione del Cpt e di Borgo Stazione, a Udine, è intervenuto anche Abdou Faye, responsabile regionale dell’immigrazione Cgil che ha illustrato le problematiche dell’immigrazione in regione. «Accanto ai dati positivi ci sono anche quelli negativi del lavoro nero, una condizione che affligge soprattutto la categoria delle badanti. Inoltre – ha continuato Faye – il problema abitativo: affitti troppo alti che spingono al sovraffollamento degli appartamenti». Altri dati forniti dalla Cgil parlano di una crescita occupazionale del 54% nell’ultimo quinquennio, con 24 mila assunzioni solo nel 2005, per arrivare ad un totale di 50 mila stranieri occupati. Di questi, tra i 12 mila e i 15 mila sono badanti, mentre tra i 10 e i 15 mila i lavoratori transfrontalieri provenienti da Slovenia e Croazia. Gli incidenti sul lavoro, invece, sono in calo: 4.807 nel corso del 2005 contro i 5.040 di 18 mesi fa. Inoltre, anche i minori stanno diventando una componente importante. I dati parlano di 15 mila unità, il 17,4% del totale di migranti.
Nel corso della conferenza di ieri sono intervenuti tra gli altri anche il segretario regionale Cgil, Ruben Colussi, il responsabile nazionale per l’immigrazione, Pietro Soldini, Renato Kneipp della segreteria del sindacato, il presidente Anci Fvg, Gianfranco Pizzolitto, l’assessore provinciale, Adriano Piuzzi e quello comunale, Daniele Cortolezzis.
Gianpiero Bellucci