Autore: Orma

su: immigrazione e scuola
Lavoro da sette anni in qualità di educatrice all’interno delle scuole. Scuole che, a tutti i livelli, offrono istruzione ad alunni provenienti da culture diverse.
La classe attuale nella quale opero comprende tre quarti degli allievi provenienti da paesi completamente diversi. Chi arriva dal Ghana, chi dalla Cina, Albania, Marocco, Belgio, Romania, Polonia, Rep. Ceca … Queste provenienze hanno comportato obbligatoriamente e com’è giusto che sia all’interno degli istituti scolastici, delle modifiche ai percorsi didattici e agli approcci di insegnamento. Occorre tenere presenti innanzitutto bisogni, necessità di ragazzi che parlano lingue diverse, che hanno abitudini assolutamente diverse e cercare di rispondere tenendo conto delle risorse di ognuno.
Fin qui niente di nuovo. Personalmente mi sono chiesta come potevo distaccarmi da ogni giudizio o stereotipo per cercare di integrare i ragazzi italiani con ragazzi stranieri. Per ora una risposta mi ha favorita rispetto ad altre: conoscendoli.
Possiamo studiare ed interessarci a culture diverse ma l’universo personale di questi ragazzi può non corrispondere a ciò che si ritrova in queste informazioni. Moltissimo dipende da ciò che li ha formati: realtà familiari di cui fanno parte, amici nuovi con i quali dividere interessi, giochi, linguaggio e quant’altro.
Credo che un grande aiuto, grazie ad insegnanti competenti, possa essere offerto dalle scuole, ma anche che la scuola da sola non basta. Credo anche che non solo si possa vivere insieme, ma che facendo conoscere il diverso si riescano ad appianare certe dicerie e certi pensieri e azioni razziste.
Alla base di tutto torniamo al punto focale della società: una buona comunicazione.