Autore: Orma

su: possiamo vivere insieme?
Ciò che sta accadendo ora in termini di immigrazioni, di spostamenti di persone da paesi ad altri, non ha mai avuto un’entità simile in precedenza, o meglio non ha mai avuto queste stesse modalità.
Un tempo c’erano le migrazioni, ma non c’era l’ideologia, il pensiero di cultura, di rispetto dei diritti altrui, e soprattutto il concetto di rispetto della diversità. Un tempo i nostri nonni, per non andare troppo indietro nel tempo, andavano a lavorare all’estero e lo trovavano. Oggi sono moltissime le persone che “viaggiano” per trovare un lavoro che poi non trovano, un po’ per via dei pregiudizi, o forse perché di lavoro non ce n’è davvero? Forse per entrambi i motivi.
Quello di cui sono certa è che di stranieri ne vediamo sempre di più e, purtroppo, li guardiamo con sospetto, come se fossero alieni (forse questo si limita alla nostra situazione friulana dove le grandi città sono poche), pretendiamo che facciano i lavori più umili. Ma dove sono finiti i valori, i dirittti, l’uguaglianza delle dignità?
Io noto che spesso si parla bene, si dicono belle frasi in merito, ma nel concreto sono poche le azioni, i progetti di integrazione che vengono messi in atto. Io credo che queste iniziative non bastino se sono fatte solo nelle grandi città, penso che per avere un effetto vero debbano calarsi nelle piccole realtà comunali, nei piccoli pesi della periferia e della campagna dove gli immigrati sono visti ancora con sospetto.
Per quanto riguarda l’integrazione nella scuola, credo che si potrebbe fare di più, anche se, sinceramente, non ho idee da suggerire perché non è facile “mettere assieme” culture, a volte, completamente diverse tra loro. Credo che partire dai bambini sia molto importante, perché devono ancora “formarsi”, hanno ancora le potenzialità per diventare cittadini di questo mondo “globale”. Giochi, storie, riti che vengono dai diversi paesi di origine: è un buon inizio per l’integrazione, ma perché non pensare a delle gite con i genitori nei paesi esteri da dove vengono i compagni stranieri?
Forse sto pensando troppo in grande, ma per una grande integrazione ci possono servire anche grandi progetti.