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Non abbiamo motti fissi, alla casbah. Li scegliamo di volta in volta. L'ultima volta, comunque, la scelta è stata facile: "We do not want to publish the address of the
Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

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Chahdortt Djavann a Udine - l'intervista con la casbah di udine (13 maggio 2007)

Autore: Orma



                                          by casbahudine



Questa pagina, scusateci, è ancora in costruzione. Per il momento, i nostri video su e con Chahdortt Djavann, girati nella calda e turbolenta udine del dodici e tredici  di maggio, parlano da soli. 

Parlano in francese, i filmati. Ma è un francese comprensibilissimo. Sicuramente più comprensibili, le parole di Chahdortt, della lingua italiana usata in quei giorni in talune sedi. Abbiamo in ogni caso predisposto una
traduzione parziale, che trovate più sotto.

Per una comoda fruzione dei video abbiamo allestito una "playlist", che li raccoglie quasi tutti. Sempre in questa sezione troverete poi altri spunti sulla medesima vicenda.
 


non parlero': chahdortt djavann playlist



traduzione parziale delle dichiarazioni di chahdortt djavann
udine, 13 maggio '07 (italiano & english)



Che cos’è per lei il fascismo islamico?

Il sistema islamico è quello in cui le leggi islamiche (sharia) e i dogmi islamici impongono la loro coercizione sulla politica, sulla vita quotidiana e soprattutto sulla vita privata. Per me il fascismo islamico è peggiore del fascismo mussoliniano che avete conosciuto in Italia; è peggio dello stesso nazismo perché vuole soffocare la vita individuale nei domini più intimi che ci siano. Non è solo l’opposizione politica che crea problemi al fascismo islamico, ma anche il mancato rispetto delle leggi e dei dogmi islamici. Il fascismo religioso è il peggior fascismo che ci sia, perché il fascismo islamico, come ogni fascismo religioso, rivendica la sua autorità dalla divinità, cioè dalla verità assoluta e indiscutibile, criticare la quale è un sacrilegio.

Abbiamo un sospetto: non solo lei ha un'idea precisa del fascismo islamico, ma ritiene che esso sia stato rappresentato proprio qui, a Udine. Abbiamo ragione?

Per quanto riguarda Khatami, sì. Lui è uno dei rappresentanti del fascismo islamico. Ciò che mi ha sconvolto, vedendo il video del suo intervento, è che nessuno, in questa sala dove molti applaudivano, gli abbia posto una domanda sulla lapidazione delle donne in Iran. Duemila anni dopo che Cristo ha preso posizione contro la lapidazione dell’adultera, nell’era della surmodernità e della postmodernità, in Iran vengono lapidate le donne accusate di adulterio. E mentre Khatami diceva che le donne in Iran sono libere, nessuno gli chiedeva conto della lapidazione; e mentre asseriva di essere contro la brutalità e la violenza nessuno gli ribatteva che l’Iran è il paese dove il numero dei giornalisti incarcerati è più alto che in Cina; eppure la Cina conta 1 miliardo e 300 milioni di abitanti e l’Iran 70 milioni! Khatami parlava di dialogo con scrittori e filosofi, quando in Iran ci sono una ventina di scrittori e filosofi incarcerati. In Francia sono apparsi articoli in particolare su un filosofo che aveva osato criticare il regime e che è stato incarcerato e torturato. Khatami si esprime contro la violenza, ma in Iran si ha notizia di 150.000 donne incarcerate perché “malvelate”.

Può dirci, chiaramente, perché ha deciso di non partecipare al dibattito?

Prima di tutto sono sbigottita che si inviti Khatami a tenere una serie di conferenze in Italia. Io, in vista dell’incontro, avevo preparato una serie di argomenti per dimostrare che lui dice il falso, ma sono stata invitata a parlare di femminismo islamico, tema che per me ha un “sapore di imbecillità”. (…) Bisognerebbe riflettere che attraverso questi metodi si contribuisce ad avallare un sistema che pratica la tortura e l’impiccagione delle ragazze che hanno subito violenza, basta digitare su internet “lapidazione” per trovare informazioni su quante minorenni vengono impiccate in Iran per non aver rispettato le regole islamiche.

Ma scegliendo il silenzio si è preclusa la possibilità di far conoscere la sua posizione

Mi sono rifiutata di prestarmi al ruolo di “marionetta”: era chiaro da tutta l’impostazione che io, mostrando il vero volto di Khatami, avrei recato serio imbarazzo all’organizzazione e avrebbero fatto del tutto per mettermi in cattiva luce; per di più gli altri interlocutori parlavano italiano ma io no e questo mi avrebbe messo in difficoltà Avevo preso degli appunti, ma mi hanno detto che io non avrei potuto parlare del discorso di Khatami. Poco male; ho appena completato un libro che uscirà a settembre; aggiungerò due pagine per denunziare il fatto che in Italia si accoglie Khatami qualificandolo come esponente moderato. Il mio libro sarà letto da 100 mila persone e ciò sarà ben più importante del fatto che io non sia stata messa in condizione di farmi sentire dalle 100 persone che c’erano in sala. Ma ancora mi domando: perché nessuno tra il pubblico ha osato chiedere conto al relatore di questi crimini?

Cosa pensa dell’attuale Presidente dell’Iran, della sua negazione dell’olocausto e della volontà di annientare Israele?

Da 27 anni che c’è il regime islamico tutti i venerdì, al momento della preghiera collettiva che ha luogo all’Università di Teheran alla presenza dei vari leaders che si sono succeduti da Khomeini in avanti, si è sempre gridato “Abbasso l’Occidente, abbasso Israele”; gli ayatollah sono lì e benedicono la folla osannante. Da questo contesto nascono i discorsi di Ahmadinejad che descrivono Israele come un “tumore da eliminare” e parlano dell’Europa e dell’America rispettivamente come “il piccolo e il grande Satana”. Nessun giornale iraniano riporta che Khatami abbia mai preso le distanze dai discorsi di Ahmadinejad…

English

What islamic fascism is in your experience?

Islamic system is the one in which islamic laws (shariya) and islamic dogmas impose their coercion on politics, on daily life and mainly on private life. Islamic fascism is worse than mussolinian fascism you have had in Italy; is worse than nazism itself because it wants to crush individual life in its most intimate expressions. Not only the political opposition creates problems to islamic fascism, but also the lack of respect for islamic laws and dogmas. Religious fascism is the worst fascism because islamic fascism, like every religius fascism, demands its authority from divinity, namely from the absolute and unquestionable truth, to criticize which is a sacrilege.

We suspect: you have not only a precise idea about islamic fascism, but you think that it has been represented just here, in Udine. Are we right?

Regarding Khatami, yes. He is one of the representative men of islamic fascism. What distressed me, in watching the video with his speech, is that nobody, in the hall where many people were clapping, has questioned on lapidation of women in Iran. Two thousand years after Christ stated again lapidation of an adulteress, nowadays in the age of postmodernity, women which have been charged of adultery are carried to lapidation. And while Khatami was telling that women in Iran are free, nobody required him to accounting for lapidation; and while he was professing to be against brutality and violence nobody retorted taht Iran is the country where the number of journalists in prison is higher than in China; and yet China has 1 milliard and 300 millions of people and Iran 70 millions! Khatami has talked about dialogue with writers and philosophers, nevrtheless in Iran there are about twenty writers and philosophers in prison. Articles have been published in France, in particular, on a philosopher that dared to criticize the regime and has been imprisoned and tortured. Khatami asserts to be against violence, but in Iran 150.000 women are known as imprisoned because "not well vailed".

Can you clearly explain us why did you decid to not partecipate the debate?

First of all I feel outraged for Khatami be invited to hold a series of in Italy. Towards this meeting, I prepared a series of arguments to prove that he tells lies, but I've been invited to talk about islamic femminism, a subject that in my opinion has a "taste of folly". (…)
We should consider that with these methods we contribute to legitimate a system which applies torture and gallows of the girls victims of violence, it is enough to type "lapidation" in internet to find information on how many underages are hanged in Iran for not respecting islamic rules.

By choosing silence you gave up the possibility to let people know your position.

I refused to lend myself to the role of "puppet": regarding at the framework, it was clear that by unmasking Khatami I would seriously embarrass to the organization and they would do their best to put me in bad light; moreover, the other interlocutors speak italian, but I do not, and this fact would give me a hard time. I wrote some notes, but I've been told that I wouldn't be allowed to talk about Khatami's speech. Well; I've just finished to erite a book which will be released in september; I'll add a couple of pages to denounce th fact that in Italy they welcome Khatami qualified as a moderate representative. My book will be read by 100 thousand people and this will be much more important than the fact I've not been placed in a condition to talk to the 100 people sitting in the hall. Anyway, I still ask myself: why nobody among the audience have dared to ask him about such crimes?

What's your opinion about the present president of Iran, on his negation of holocaust and on his will to cancel the State of Israel?

Every friday, since the beginning of Islamic regime, during the general prayer which takes place at the University of Teheran, with the presence of the various leaders from Khomeini on, it has always been cried "down with west, down with Israel"; the ayatollah are there and bless the praising crowd. From this context Ahmadinejad's claims have being generated which depicts Israel as a "cancer to be eliminated" and talk about Europe and America as "the small and the great Satan" respectively. no Iranian newspaper relates on Khatami to disagree with Ahmadinejad's claims.




chahdortt djavann a Udine trattata peggio del suo aguzzino khatami
elena lattes, agenzia radicale - informazione corretta - fuoridalghetto.it, 17 maggio 2007

Avrebbe dovuto parlare domenica scorsa, ma dopo aver visto la calorosa accoglienza riservata ad esponenti del fondamentalismo religioso, ha rinunciato, concedendo soltanto un’intervista privata con le motivazioni del suo rifiuto.

Chahdortt Djavann, nata in Iran nel 1967 è cresciuta a Teheran e vive a Parigi da 14 anni dove lavora all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociale. In francese, tradotti anche in italiano, ha scritto “Che cosa pensa Allah dell’Europa” e “Giù i veli”. Come antropologa e scrittrice era stata invitata dall’associazione culturale “Vicinolontano” di Udine che dal 10 al 14 maggio ha presentato la terza edizione di “Vicino/lontano: identità e differenze al tempo dei conflitti.”, un incontro con “filosofi, economisti, sociologi, antropologi e giornalisti fra i più qualificati a livello internazionale” cui uno degli scopi sarebbe dovuto essere quello di spezzare “le barriere dei luoghi comuni e delle semplificazioni mediatiche che spesso ostacolano la comprensione dei problemi.”

Peccato che tra i più “qualificati” in questi campi siano stati invitati tra gli altri personaggi che fomentano proprio quei luoghi comuni che si vorrebbero abbattere: l’ex presidente della teocrazia iraniana Khatami, uno dei maggiori esponenti dei Fratelli Musulmani (l’organizzazione a cui fa capo Hamas) Tariq Ramadan e lo storico Franco Cardini, strenuo difensore delle tesi fondamentaliste incitanti all’odio verso ebrei e cristiani espresse anche in quella versione del Corano curata ed edita da Hamza Picardo, a cui Cardini ha dedicato la prefazione.

Niente di nuovo, si dirà, visto che i due apologi del fondamentalismo stanno facendo il giro d’Italia accolti a braccia aperte e con lunghi applausi da platee piene di gente che non aspetta altro che essere rassicurata sull’inesistenza del terrorismo, della violenza, dell’omofobia e della misoginia nel mondo islamico. Invece no, almeno a Udine (oltre che a Roma, grazie al sempre preziosissimo Magdi Allam) una voce contraria si è levata, forte e chiara, grazie anche all’instancabile lavoro di Marco Orioles che nel suo blog http://casbah.wikidot.com ha pubblicato tutti gli interventi con i commenti di Elio Cabib e Giorgio Linda dell’associazione di amiciza Italia-Israele e del consigliere comunale Enrico Pizza.

E quella voce, dicevamo, è di una persona che in Iran ci ha vissuto e ci ha lasciato tutta la sua famiglia dopo esser fuggita. Una persona che, come ormai tanti altri dissidenti, “ha vinto la paura” (per dirla con le parole di Magdi Allam) e continua nonostante le minacce e i notevoli pericoli che corre, a raccontare la sua esperienza di donna cresciuta nel mondo della teocrazia e del fondamentalismo. Appena arrivata aveva chiesto la protezione della polizia, ma le è stata rifiutata.

Djavann si dichiara atea e contro il “fascismo islamico che è peggio di quello mussoliniano”. Perché la Sha’aria, oltre a riguardare interamente la società, la politica e perfino la vita privata di ciascun individuo, si autolegittima rivendicandone la fonte divina. Una legge, quindi, insindacabile e immutabile. “Qualunque cosa, anche la più banale, può essere considerata sacrilega - ricorda la scrittrice - 150.000 donne sono state incarcerate, soltanto perché mal velate. Non perché non avessero la testa coperta, ma perché non l’avevano abbastanza”.

L’intervento di Kahatami “non è stato all’insegna del dialogo concreto e sincero” come ha spiegato il consigliere Pizza, ma un qualcosa di autoreferenziale che elude le questioni più spinose. Significativo a riguardo, il fatto che nemmeno una domanda gli sia stata posta. Nessuno, ricorda la Djavann, gli ha chiesto come si può pretendere di essere contro la brutalità e la violenza, se poi si incarcerano e si torturano giornalisti e oppositori politici. Come si può parlare di libertà per le donne in un Paese dove vengono lapidate anche se solo accusate di adulterio. Come si può conciliare l’essere contro la ricerca scientifica, ma poi iniziare e difendere il progetto nucleare. Come ci si può vantare del numero di iscritti alle università, ma tacere sul divieto di una libera informazione e dell’uso di internet.

“Non si può accettare - conclude - che un’organizzazione presenti i fascisti come moderati. Il fascismo moderato non esiste.”



messaggero veneto, 22 maggio 2007






djavann contro l'islamismo ipocrita che si nasconde in europa
valentina colombo