Autore: Orma
Nella cornice unica del refettorio del convento delle Orsoline di Cividale, luogo che, come ha ricordato il suo primo cittadino Attilio Vuga, farà da traino alla candidatura all’Unesco per la città ducale, è stata presentata la sedicesima edizione di Mittelfest intitolata Per i Diritti Umani. Il primo a prendere la parola è stato proprio il sindaco Vuga, sottolineando l’eccezionalità del posto che ha accolto la conferenza stampa, il già citato convento delle Orsoline, fiore all’occhiello di Cividale. «Questo è un luogo di eccellenza – ha ricordato Vuga – che ci spinge a ricordare un fatto incontestabile: c’è un binomio inscindibile fra Cividale e il Mittelfest. È la città che lo ospita che dà a questo festival un valore aggiunto che altrove non troverebbe».
Dopo il sindaco è intervenuto Furio Honsell, alla sua prima conferenza stampa di presentazione di un’edizione del festival in qualità di presidente dell’associazione Mittelfest. Il rettore e presidente ha lanciato la prima anticipazione importante per questa edizione del maggiore festival regionale di teatro: il conferimento della laurea ad honorem a Vaclav Havel, scrittore e drammaturgo ceco che è stato anche il primo presidente della repubblica Ceca dell’era post sovietica. Honsell si è poi concentrato brevemente sul tema dell’attuale edizione del festival, ricordando che quello dei diritti è un tema ancora aperto che, attraverso il teatro, può permettere al pubblico di raggiungere un nuovo stato di coscienza e di conoscenza.
La parola è quindi passata al direttore artistico di Mittelfest Moni Ovadia che, prima del suo intervento, ha raccolto attestati di stima e solidarietà da parte del sindaco Vuga e del presidente Honsell. Ovadia ha risposto in modo pacifico e ponderato alle polemiche che lo hanno coinvolto nelle scorse settimane, ricordando che la polemica, per sua stessa natura, è il sale della vita e della democrazia. E con questo ha restituito il pieno diritto di critica a chi, recentemente, ha tacciato il suo lavoro come “di parte”. «È chiaro – ha risposto Ovadia – che il mio sia un lavoro di parte. Un direttore artistico non è un agrimensore di spettacoli, non è un semplice tramite per acquistare dei prodotti preconfezionati. Per fare quello non ci sarebbe bisogno di un direttore: basterebbe consultare le liste degli spettacoli più applauditi e si potrebbe fare un cartellone di sicuro successo». Il lavoro del direttore è quello di offrire una sua personale visione dello spettacolo e dell’arte, ha ricordato Ovadia, aggiungendo che «il danaro pubblico non può diventare un feudo. È per questo che, se ho accettato il rinnovo della carica di direttore artistico del Mittelfest, l’ho fatto nella consapevolezza che la prossima sarà assolutamente la mia ultima edizione da direttore di questo festival. Occorre dare spazio ai giovani, spero che la Regione abbia il coraggio di fare le scelte opportune per far crescere una nuova generazione di operatori dello spettacolo».
Dopo aver lungamente e affettuosamente ringraziato i suoi collaboratori («Questa è una squadra che funziona – ha detto il direttore – un patrimonio di altissimo valore che il festival ha prodotto e che non può essere disperso»), Ovadia ha illustrato i punti salienti del suo penultimo programma. Con l’orgoglio di dichiarare che, stando alle rilevazioni ufficiali, nel 2006, i teatri hanno avuto più spettatori degli stadi, il direttore di Mittelfest si è soffermato con il dovuto compiacimento sulla prima sera del festival, nella quale, ha dichiarato, sarà possibile assistere a un vero e proprio evento imperdibile. Natura morta per i diritti umani, questo il titolo dell’importante appuntamento, è un allestimento di Roberto Andò che andrà in scena sabato 14, alle 22.30, negli spazi del cementificio di Cividale nel giorno della ricorrenza della presa della Bastiglia. Stella indiscutibile della serata sarà Isabelle Huppert, attrice francese cresciuta con il teatro, che vanta, però, un percorso cinematografico che va da Tavernier a Godard, passando per Cimino e Marco Ferreri. L’evento avrà come sottofondo una dedica alla Rivoluzione Francese che proiettò la civiltà europea nell’epoca del diritto.
Ovadia ha poi ricordato quelli che, a suo avviso sono i “pezzi da novanta” di questa edizione di Mittelfest: Boyarina Morozova di Rodion Shchedrin che andrà in scena domenica 15, alle 20.30, in piazza Duomo, Il sacro segno dei mostri, uno spettacolo di e con Danio Manfredini presentato sabato 14 alle 20.30 al Ristori: «Manfredini è uno dei più dotati artisti del nostro teatro» ha dichiarato Ovadia. Il direttore ha poi ricordato Joseph Nadj, definito coreografo di fama planetaria secondo solo a Pina Bausch, che presenterà martedì 17 alle 20.30 al Ristori Journal d’un inconnu. Ovadia ha anche citato la presenza del Borodin String Quartet e dell’indiavolato violinista tzigano Cornel Vassile Pantir, accompagnato da Olga balan e dal Gypsy Rhythms.