Autore: Orma
Da: M. Ovadia, Contro l'idolatria, Einaudi, Torino 2005.
La tirannia ha assunto nuove forme e opera con strumenti assai più sofisticati ed efficaci. I nuovi tiranni sono i potentati economici - che coniugano ricchezze personali smisurate con un funzionariato della finanza disinvolto fino al peggiore dei crimini - e i politici al soldo, pronti a varare leggi ad hoc.
I casi Enron e Parmalat sono epifenomeni con un lungo periodo di latenza asintomatica, che provano il carattere della nuova malattia. Gli strumenti di questa moderna tirannia sono la digitalizzazione e l'hi-tech, che crea nei sudditi l'illusione di un coinvolgimento nella divisione della grande torta, mentre si tratta di un consenziente e dolce asservimento.
Non si fa niente di male, si clicca per obbedire a una serie di ordini mascherati da opzioni con l'illusione di ottenere ciò che si vuole.
I tempi di elaborazione delle informazioni si accorciano, mentre le operazioni si moltiplicano abolendo di fatto i tempi medi e lunghi, quindi la libertà del tempo, unico santuario in cui si può costruire un'autentica libertà. Coloro che, per ragioni economiche, non possono stare al gioco, sono esclusi dai benefici della servitù, e i più marginali sono relegati alla totale insignificanza esistenziale.
Tutto questo non dipende che in minima parte dalla natura del mezzo, che può anche essere strumento creativo. Il problema sta nella gestione del contesto culturale, nei parametri delle scelte strategiche e nelle conseguenze della determinazione di quei parametri. Il sapere critico è bandito perché inadeguato, i valori etici, poco conformi alla amorale economia digitale, non vengono riconosciuti perché non immediatamente cliccabili o doppio cliccabili. I processi di presa di coscienza, di consapevolezza e di responsabilità, in una prospettiva virtuale cessano di essere urgenti, primari, e appaiono progressivamente ingombranti quando non pleonastici.
(pp. 57.58)