Autore: Orma
from: ansa.itaugust 12, 2007di Alberto ZanconatoTEHERAN - "Non è giusto fare tutto questo baccano su Mohammad Khatami". Con queste parole Reza Akrami, un dirigente della più importante organizzazione di religiosi conservatori iraniani, prende inaspettatamente le difese dell'ex presidente riformista, messo sotto accusa nella città santa sciita di Qom per avere stretto la mano ad alcune donne durante un suo viaggio in Italia nel maggio scorso. Akrami è membro del consiglio centrale dell'Associazione del clero combattente (Jame rohaniat mobarez), un raggruppamento di cui fanno parte tutti i religiosi sciiti che ricoprono alte cariche dello Stato e che vede tra i suoi fondatori la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei.
Un'organizzazione sì di ispirazione conservatrice, ma anche molto prudente in merito a dispute che mettano l'una contro l'altra figure del clero e dello Stato, e che pertanto possono avere risvolti politici oltre che religiosi. Ispirate a questa prudenza sembrano le parole di Akrami, citate, non a caso, da un quotidiano riformista, Etemad Melli. "Il profeta Maometto - spiega il rappresentante dell'Associazione del clero combattente - ha detto che se anche 50 persone accusano qualcuno di avere commesso un peccato, ma lui nega, è a lui che dobbiamo credere". Ad attaccare per primo Khatami era stato, l'11 giugno scorso, il quotidiano conservatore 'Siasat Ruz' in un trafiletto dal titolo 'Il signor K. stringe le mani delle donne in Italia''. Il giornale dava notizia di un filmato, che circolava su Internet, in cui l'ex presidente si lasciava andare a questo atto considerato contro la decenza islamica con alcune ammiratrici che lo avevano avvicinato a Roma.
In seguito la stampa iraniana riferiva di una denuncia presentata allo speciale Tribunale per il clero da alcuni studenti e docenti dei seminari di Qom contro Khatami. Gli episodi contestati si riferivano anche alla sua visita a Udine, oltre che nella capitale. E' vero che la legge islamica, come applicata in Iran, vieta, tanto più agli esponenti del regime, ogni contatto fisico tra uomini e donne che non siano sposati o stretti familiari. Ma diversi osservatori si interrogano in questi giorni sui reali obiettivi degli accusatori di Khatami, chiedendosi se la loro azione in difesa dell'Islam non sia motivata anche dal timore che l'uomo-simbolo dei riformisti possa ricandidarsi alla presidenza nelle elezioni del 2009, sfidando il presidente ultraconservatore Mahmud Ahmadinejad.
Da Udine Giannola Nonino, famosa imprenditrice della grappa, ha negato di aver stretto la mano a Khatami durante un incontro, affermando che sia lei sia lei sia sua figlia si sono limitate ad "un inchino". Il giorno prima il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Tesini, ha auspicato che le autorità iraniane "archivino rapidamente" la denuncia contro Khatami.