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Non abbiamo motti fissi, alla casbah. Li scegliamo di volta in volta. L'ultima volta, comunque, la scelta è stata facile: "We do not want to publish the address of the
Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

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"... senza dover sperare nella rinascita di quelli della uno bianca": lettera dagli "onesti abitanti" di udine alle autorità. E ai direttori dei quotidiani (luglio '07)

Autore: Orma





Al Sindaco di Udine
Al Questore di Udine
Al Comandante dei Carabinieri di Udine
Al Comandante della Polizia Municipale di Udine

e p.c.
al Direttore del Gazzettino
al Direttore del Messaggero Veneto



Ancora una volta gli onesti abitanti della zona di Udine compresa tra Via San Rocco, Via Volturno, Via Gaeta, Piazzale Cella, sono a scrivere per denunciare le azioni illegali compiute da loschi individui che abitano le case comunali site in via Sabbadini.
Ogni giorno si perpetuano furti e atti vandalici ai danni di autovetture, negozi, abitazioni, biciclette ecc. Ultimamente alcuni cittadini sono stati aggrediti fisicamente con pugni e calci solo perché avevano colto in fragranza (sic) di reato i delinquenti in questione.
C'è rabbia ed anche paura perchè non ci sentiamo tutelati da coloro che hanno il compito di mantenere l'ordine pubblico. Inoltre è paradossale che questi biechi personaggi siano alloggiati in case comunali, usufruendo di contributi derivati dalle tasse dei cittadini vittime dei loro soprusi.
Provate ad andare nelle case, nei negozi, nelle scuole, a verificare qual'è la situazione attuale.
Chiediamo che sia ripristinata la legalità, senza dover sperare nella rinascita di quelli della "uno bianca".
Se non si prenderanno presto dei provvedimenti la situazione peggiorerà, con conseguenze ben più gravi.

Nell'ennesima speranza di un'azione incisiva si porgono cordiali saluti.

i cittadini  esasperati

Udine 03.07.2007



via sabbadini, i cittadini si ribellano ai vandalismi
luana de francisco, messaggero veneto, 25 luglio 2007

Sono spaventati, arrabbiati ed esasperati. Chiedono sicurezza e controlli e puntano l'indice contro quelli che definiscono "loschi individui alloggiati nelle ase comunali di via Sabbadini". Sono i cittadini delle zone comprese tra le vie San Rocco, Volturno e Gaeta e il piazzale Cella. Lo stesso in cui tre settimane fa un residente era stato picchiato in strada, dopo aver tentato di mettere pace tra alcuni nomadi. Un disagio che un gruppo di "onesti cittadini", come si sono definiti loro stessi, ha di recente manifestato attrraverso una lettera inviata al sindaco Cecotti, al questore Padulano e ai comandanti dei Carabinieri e della Polizia municipale.
"Ogni giorno - si legge - si perpetuano furti e atti vandalici ai danni di autovetture, negozi, abitazioni, biciclette ecc. Ultimamente alcuni cittadini sono stati aggrediti fisicamente con pugni e calci solo perché avevano colto in flagranza di reato i delinquenti in questione". E la colpa, secondo i firmatari della protesta, è delle forze dell'ordine. "Non ci sentiamo tutelati - si legge - da coloro che hanno il compito di mantenere l'ordine pubblico".

L'ultimo episodio risale al 29 giugno scorso, quando una lite in strada tra nomadi si concluse con lo schiaffone tirato a un residente che, sentite le urla, era uscito di casa e aveva cercato di fare da paciere. Con l'unico risultato di guadagnarsi un ceffone tanto sonoro, da finire per terra e procurarsi anche alcune escoriazioni a un braccio. Ma a scatenare la reazione dei residenti è anche lo "stato di grazia" in cui è concesso vivere ai presunti responsabili delle tensioni del quartiere. "E' paradossale  - sostengono - che questi biechi personaggi siano alloggiati in case comunali, usufruendo di contributi derivati dalle tasse dei cittadini vittime dei loro soprusi".

La richiesta, insomma, "è che sia ripristinata la legalità", pena assistere presto "a un peggioramento della situazione". Una legalità che, tuttavia, non pochi altri residenti della zona giudicano invece già sufficientemente garantita. "Vivo qui da quando ero bambino - dice un professionista che abita in via Somma - e non mi sono mai sentito minacciato o in pericolo". Un suo vicino di casa preferisce non addossare tutte le colpe di quel che di brutto succede in strada ai nomadi di via Sabbadini e i negozianti, pur ammettendo di sentirsi meno tranquilli quando a scorrazzare sono i gruppetti di nomadi, non se la sentono di colpevolizzare nessuno.

A ridimensionare le preoccupazioni sono anche le forze dell'ordine: tanto in Questura, dove i dati statistici in possesso della polizia mostrano un trend di furti, danneggiamenti e lesioni dolose "in linea con quello delle altre circoscrizioni"; quanto alla caserma dei Carabinieri, dove è stata esclusa l'esistenza di "una particolare emergenza nella zona".



l'assessore: chi riceve aiuto deve rispettare le regole
messaggero veneto, 25 luglio 2007

"Quelli di via Sabbadini sono alloggi assistenziali assegnati a persone in situazioni di particolare bisogno. E' nostro dovere offrire aiuto a chi ne ha bisogno, ma in cambio esigiamo rispetto". L'assessore ai servizi sociali, Daniele Cortolezzis, conosce bene i due condomini comunali di via Sabbadini e anche la storia di chi ci abita. "Alcuni di quegli appartamenti - spiega - sono stati utilizzati per dare ospitalità alle famiglie che occupavano gli alloggi di via Porta Nuova, dopo la chiusura dell'anno scorso. Ma non è affatto il caso di generalizzare - aggiunge - ; sappiamo che ci sono state delle proteste e stiamo lavorando per responsabilizzare coloro che le scatenano".

Quanto al futuro di quegli alloggi, tutto è ancora in via di definizione. "Comunque - conclude - , credo che la percezione della realtà debba essere ridimensionata".





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