Casbah Udine 




salta la lista categorie e vai al contenuto

ultimi articoli


Non abbiamo motti fissi, alla casbah. Li scegliamo di volta in volta. L'ultima volta, comunque, la scelta è stata facile: "We do not want to publish the address of the
Internet site where this film can be seen, in order to avoid propagating corruption in society"
(siasat-e rouz & agence france presse, 11.6.07)

.

.


Faye: «Su Borgo Stazione il Comune è stato grande assente»

Autore: Orma




da: "Il Gazzettino"
23 giugno 2007

Ci sono tanti stranieri, certo, ma l'insicurezza di Borgo stazione, più che concreta, è un problema di percezione del diverso. Almeno a sentire i partecipanti alla presentazione di uno studio fatto sul quartiere, che si è tenuta ieri in Piazza Duomo nell'ambito di Udine Solidale. La ricerca è stata condotta da Marco Orioles, docente dell'ateneo, che ha definito questa zona la "Casbah di Udine", «un quartiere che lancia messaggi inquietanti - ha spiegato il professore - ma dove allo stesso tempo ci sono molti fermenti positivi d'integrazione».

Come per esempio l'associazione Borgo Magnolie che raccoglie i commercianti della zona: «Rappresenta 37 negozi, sia di italiani che di stranieri - ha spiegato Aziz Hosam, uno dei componenti -. Su 60 esercizi presenti nell'area, circa il 15 per cento è di stranieri: un centro commerciale a cielo aperto. La diversità non ci deve mettere paura: noi abbiamo investito i nostri capitali nei negozi e se la gente non viene, è un danno anche per noi. Organizziamo qualche manifestazione, per far capire com'è veramente la realtà».



Borgo Stazione è un quartiere multietnico e i dati dello studio lo confermano: un cittadino su tre residente nelle principali vie che si sviluppano attorno alla stazione infatti è straniero e in alcune vie si arriva anche a percentuali del 45% come nel caso di viale Europa Unita. Su 1.510 residenti nelle vie Croce, piazzale D'Annunzio, viale Europa Unita, Leopardi, piazza Repubblica, Roma e della Rosta, gli stranieri residenti sono 456, ossia il 30,2%: un quarto di loro proviene dal Ghana, al secondo posto la Cina (10 per cento degli stranieri) e, a seguire, Albania, Romania, Bangladesh, Ucraina e Algeria. «In Borgo Stazione ci sono problemi di percezione sociale - ha commentato Alessandro Tesini, presidente del Consiglio regionale -, problemi di impatto derivati da questa presenza massiccia di stranieri, ma non problemi di ordine pubblico, tanto che la polizia, simbolicamente, ha organizzato in quella zona la sua festa annuale».

E se Borgo Stazione è stato spesso al centro del dibattito, c'è chi ha notato l'assenza di una voce: «Il grande assente sulla questione - ha detto Abdou Faye, responsabile immigrati dell'Alef - è stato il Comune di Udine, che non è intervenuto con alcuna iniziativa». Niente scontri di civiltà, a Udine, ma anzi, una necessità reciproca di integrazione, a detta sia dei rappresentanti delle comunità straniere e delle istituzioni friulane sia del numeroso pubblico. Qualche spunto polemico è venuto dal consigliere Diego Volpe Pasini, che rivolgendosi a Mohamed Erbesh e Bouraoui Slatni (della comunità islamica), li ha invitati a parlare italiano anche all'interno del Centro culturale islamico e a esporre la bandiera italiana, in segno di appartenenza al Paese in cui hanno scelto di vivere. «Udine non deve cambiare perché arrivano gli stranieri - ha detto Pasini - ma certo deve migliorare, anche col vostro apporto, però voi dovete metterci la volontà». E a cogliere la palla al balzo è stato Enrico Pizza (consigliere Ds): «Diego, regaliamogli noi la bandiera della città di Udine».

Alessia Pilotto

 


Aggiungi il Tuo Commento:




Inviando questa risposta dichiaro di aver letto ed approvato le condizioni di utilizzo di questo sito web.

(*) = campo obbligatorio.


Condizioni di Utilizzo

1 - Tutte le risposte inviate a questo sito saranno sottoposte a moderazione manuale da parte dell'amministratore al fine di evitare il fenomeno detto "SPAM".

2 - Tutti i dati inseriti nel modulo di risposta verranno pubblicati in questa pagina ad eccezione dell'e-mail. Tale informazione viene richiesta ed archiviata dagli amministratori al fine di scoraggiare un utilizzo non consono del blog.

3 - Non utilizzare le risposte per pubblicizzare il tuo sito web. Tale tentativo verrà cancellato dall'amministratore. In ogni caso ai link inseriti nelle risposte viene applicato il "nofollow" per cui non ti portano vantaggi.